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Intervista Ivan Rossi: Titolare del negozio Game Over Ticino

Intervista Ivan Rossi: Titolare del negozio Game Over Ticino

Dopo 20 anni alla guida di un autocarro, qual è stato l’esatto momento in cui hai capito che era ora di cambiare rotta?

Domanda interessante. Ho fatto 20 anni di lavoro con i camion facendo consegne porta a porta inizialmente, poi ho avuto esperienze anche con automezzi per i cantieri e, nell’ultimo periodo, ho trasportato carburanti dalle raffinerie italiane verso la Svizzera. Tutte esperienze uguali ma profondamente diverse: ogni tipo di trasporto ha tutta una propria organizzazione. Il viaggio è, in fondo, l’unica cosa che le accomuna.

Il momento in cui ho capito che era giusto “appendere il volante al chiodo” è stato quando, a causa della differenza di prezzo tra Italia e Svizzera, il lavoro si è ridotto drasticamente. Per la prima volta nella mia vita da adulto ho avuto tempo per me, per pensare alle mie priorità e alle mie esigenze.

Avevo mia figlia neonata e volevo avere più tempo possibile per stare in famiglia e gestire il mio tempo.

In che modo la nascita di tua figlia ha influenzato non solo le tue priorità, ma anche il modo in cui affronti il lavoro e la creatività?

Mia figlia è la creazione massima che potessi desiderare. Un suo sorriso e un suo abbraccio sistemano tanto e ristabiliscono equilibrio tra il futile e l’essenziale.

E quando sei felice, sei produttivo e creativo.

La perdita della tua amica è stata un duro colpo. Come hai trasformato quel dolore in azione concreta?

Ci penso spesso a lei, come ad altre persone che non ci sono più su questo piano fisico. So di non sapere, come diceva Socrate… ma so per certo che la vita è un dono e va fatto quello per cui siamo portati ad essere.

Nel limite del possibile bisogna cercare di raggiungere i propri obiettivi terreni.

Qual è stata la reazione più inaspettata (positiva o negativa) che hai ricevuto dopo l’apertura del tuo negozio?

La reazione mia è stata quella di un bambino che si appresta a camminare: felicissimo, ma in un continuo cadere, sbagliare e, ahimè, farsi male (soprattutto economicamente).

In un mondo sempre più digitale, perché hai deciso di puntare comunque su un negozio fisico?

Nonostante tutto si muova in quella direzione, credo che la cosa più bella sia ancora il contatto umano. Anche in Svizzera oggi c’è un altissimo tasso di infelicità — per dirla romanzata — e credo che in fondo basti un tavolo, una bibita e un amico con cui chiacchierare della propria serie TV preferita o farsi una partita a carte per ritrovare un po’ di buon umore.

I migliori ricordi di gioventù che ho nel cuore erano nel pub della vicina Italia, dove tra karaoke, calcio balilla e anche qualche sbronza si passavano momenti epici, senza bisogno di internet.

In sintesi, il negozio reale può dare quel valore aggiunto a livello umano e offrire anche un contesto espositivo ai prodotti della cultura nerd e videoludica.

Come riesci a bilanciare oggi lavoro, famiglia e passioni? Hai dei rituali o regole che ti aiutano a non perdere la bussola?

La bussola è sempre impazzita!
Il mio segreto è, appunto, la famiglia.

Ho una moglie che chiamarla Angelo è riduttivo.
In negozio lavorano con me anche i miei fratelli, che sono stati con me fin dalla base del progetto. Ricordo le nottate a decidere le varie mascotte e le cose per il negozio.

Un grazie doveroso a tutti loro.

Cosa ti ha insegnato la saga di Metal Gear Solid e in che modo, se c’è, ha influenzato il tuo approccio alla vita o alla creatività?

La saga di MGS è per me qualcosa di prezioso, un ponte dal passato fino ai giorni nostri. Nelle opere del MAESTRO Hideo Kojima c’è quasi una sorta di premonizione.
Ad esempio, oggi si parla tanto di IA (intelligenza artificiale), ma lui ne faceva già riferimento in MGS2 nel lontano 2001.

A livello creativo penso sia uno dei migliori — certamente il mio mentore. Ogni volta cerca un modo per sorprendere il giocatore, riuscendo a sfondare la quarta parete con una facilità disarmante.

Sì, sono un fan di vecchia data, e non per niente gestisco un gruppo Facebook di 5000 iscritti (è la prima volta che me ne vanto): Metal Gear Solid fan Italia.
Il logo è stato disegnato da Luca Lamberti, artista italiano e amico conosciuto proprio grazie al gruppo.

Ci racconti qualcosa in anteprima sul progetto “folle” che stai per lanciare? Quali sono i formati coinvolti e l’idea alla base?

Non vi posso dire molto, anche perché sono coinvolte altre persone e mi sembrerebbe ingiusto svelare dei dettagli senza prima averne discusso insieme.

Posso soltanto dire che ci metterò — ci metteremo — tutta la nostra passione e l’esperienza accumulata in anni di fumetti, videogiochi, film e aneddoti di vita vissuta.

Questo progetto verrà realizzato su diversi formati e sarà qualcosa di nuovo, con un punto di forza ben preciso: il coinvolgimento diretto del giocatore/lettore.
Sarai tu, in prima linea, a dover capire e gestire i vari elementi a disposizione… basta, non dico di più.

Guardandoti indietro, cosa diresti all’Ivan ventenne che stava per iniziare a guidare camion?

Gli direi solamente: “Grazie”.
Quello che ho realizzato e sto realizzando oggi è solo frutto del suo sacrificio e del suo impegno.

Qual è il consiglio più onesto e “di pancia” che ti senti di dare a chi ha paura di cambiare vita, ma sente dentro che dovrebbe farlo?

Non disperate, ritagliatevi uno spazio vostro per riflettere.

Se non potete cambiare nell’immediato, progettate le spese per realizzare il vostro sogno.
E se avete spese superflue di cui potete fare a meno, fatelo.

Continuate con ciò che vi permette di vivere dignitosamente — e se non lo avete, agite.
Perché l’unico modo per non andare a fondo è quello di agire.

Fate quello per cui sentite di essere al mondo.
Fate di tutto per questo.

Buona fortuna 🍀


Intervista Ivan Rossi: Titolare del negozio Game Over Ticino
Redazione The Digital Moon

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