Intervista Ivan Bellino: Vivo per Miracolo
Intervista Ivan Bellino: Vivo per Miracolo
Ivan, hai vissuto un incidente frontale che ti ha letteralmente spezzato, ma da cui sei uscito vivo per miracolo. Cosa ricordi di quei momenti, prima e dopo l’impatto? C’è qualcosa che il tuo corpo o la tua mente sembrano aver voluto dimenticare?
Sì, esattamente: sono vivo per miracolo. Ma questo non lo dico io, lo hanno detto, da quanto ricordo, alcuni medici e addetti al soccorso, subito dopo l’impatto. È successo a una velocità moderata, intorno ai 50 km orari.
Prendendo atto di tutto questo, è cambiato profondamente il mio modo di pensare, di vedere la vita, di comportarmi con lei e con gli altri.
Ricordo perfettamente cosa ho pensato un attimo prima: “Sto tornando a casa, pranzo, e poi esco per fare un paio di commissioni, tra cui l’ennesima infiltrazione alla zona lombosacrale, per l’ozonoterapia che stavo già seguendo.”
Ricordo il prima e il dopo l’impatto. Ma il durante, lì ho un vuoto totale. Sono svenuto, ho avuto un mancamento, e proprio il fatto di non ricordare nulla di quel momento – per quanto breve sia stato – mi spaventa. Mi segna più del botto in sé. È stato come chiudere il primo tempo della mia vita.
In realtà penso proprio di sì: sia il mio corpo che la mia mente hanno deciso di spegnersi per un attimo. Entrambi erano stanchi di convivere da tempo con dolori continui, dal mattino alla sera. Lo confermo anche oggi: sono stanco di vivere così.
Voglio tornare a vivere. Sorridere. Giocare con mio figlio. Andare in bicicletta con la mia famiglia. In questo momento ho bisogno di loro, e loro di me.
Ora che sei a casa, in convalescenza, con una vertebra fratturata e costretto a portare il busto, come sta cambiando il tuo rapporto con il tempo, con la tua quotidianità e con il concetto di “normalità”?
Premetto che non è un periodo facile, quindi il mio tempo l’ho adattato a quello che sono costretto a vivere in casa. Soprattutto mentalmente: l’anormalità è diventata la mia normalità.
A parte le prime settimane, in cui ero praticamente tutto il giorno a letto e non potevo fare nulla, adesso – sempre con il busto – riesco più o meno a occuparmi delle faccende domestiche.
In più, lavorando anche come social media, gestisco tre profili e il mio TikTok shop. Questo mi ha aiutato a crearmi una mia routine, una sorta di nuova normalità.
Hai detto che questo evento ha cambiato il tuo modo di vedere la vita. In che modo? C’è qualcosa che oggi consideri importante e che prima tendevi a dare per scontato?
Sì, esattamente. Ora vedo la vita fuori dal cerchio.
Purtroppo, all’interno di questo cerchio in cui viviamo tutti, c’è troppa cattiveria, ipocrisia, mancanza di rispetto. Troppo potere. E a causa di una vita sempre più frenetica, si stanno perdendo valori che un tempo davamo per scontati ma che oggi non vengono più coltivati.
Ogni tanto bisognerebbe fermarsi a pensare: “Quali valori stiamo perdendo?” Dobbiamo imparare a dare valore aggiunto, non scontatezza.
Tutto questo io lo vedo proprio perché sono uscito da quel cerchio. Quando sei dentro, dai tutto per scontato.
Oggi, ciò che considero importante e che prima non notavo, è la felicità per ciò che già ho, e non per quello che vorrei avere. La mia vita non è nulla di scontato. Per questo oggi vivo felice del mio presente, non di un domani ipotetico.
Usi una frase potente per descrivere tutto questo: “Finisce col botto il primo tempo della mia vita”. Cosa rappresenta per te questo secondo tempo che si è appena aperto? Quali intenzioni, sogni o priorità porti con te ora?
Sì, ironicamente dico che finisce col botto il primo tempo della mia vita, come in un film. Il mio film. E adesso inizia il secondo tempo.
Questo secondo tempo rappresenta per me una rinascita. Voglio cogliere solo il bello della vita, essere felice anche di niente. O semplicemente essere felice di essere ancora vivo, e poterlo raccontare – come sto facendo ora.
Sto riscoprendo anche il sorriso dentro di me. È una forza che mi aiuta tantissimo. Oltre alla mia famiglia, ovviamente, che è fondamentale.
Affronto i problemi con un bel sorriso e tanta pazienza. Il mio sogno principale è stare bene, tornare a vivere normalmente, e regalare felicità, sorrisi e spensieratezza alla mia famiglia. Ma soprattutto a mia moglie — anche se tecnicamente è la mia compagna, per me è come se lo fosse davvero.
È parte fondamentale della mia vita. Mi è vicina da anni, con tanta pazienza e amore. La mia priorità ora è una sola: la mia salute. Perché dalla mia salute dipende anche quella di chi amo.
Se potessi lasciare un messaggio a chi sta vivendo un momento difficile o sta affrontando un trauma fisico o emotivo, quale sarebbe? Cosa ti senti di dire ora, da questa nuova prospettiva?
Il messaggio che voglio lasciare è: portate pazienza. Accogliete tutto, così com’è. Il bene e il male.
Non costruite muri o corazze per cercare di sviare il problema, pensando che sia la soluzione migliore. Perché è proprio il contrario.
Il dolore va accolto, non respinto. I problemi vanno affrontati, non evitati. È quello che sto facendo anche io.
Certo, ho paura. Ma l’ansia che avevo prima dell’impatto, oggi l’ho sostituita con il mio sorriso. E riesco a essere felice anche solo per il fatto di essere ancora vivo.
Ringrazio Lucas e tutto lo staff per l’intervista.
Intervista Ivan Bellino: Vivo per Miracolo
Redazione The Digital Moon
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