“Ho sognato una favola” recensione libro per bambini
“Ho sognato una favola” recensione libro per bambini
Le favole non hanno età. È questo il messaggio che attraversa con grazia e profondità l’ultima raccolta di Antonella Colonna Vilasi, pubblicata da Kubera Edizioni. Trenta favole per bambini che, in realtà, parlano a tutti: ai piccoli lettori che scoprono il mondo, ma anche agli adulti che rischiano di dimenticare il valore dei gesti semplici, della condivisione e della fiducia in se stessi.
Professoressa, autrice prolifica e appassionata viaggiatrice, Vilasi riversa nelle sue pagine l’amore per la natura e il desiderio di trasmettere ai giovani lettori non solo storie, ma vere e proprie lezioni di vita. Le sue non sono favole tradizionali nel senso più canonico del termine: più che racconti fantastici, sono morali, piccole perle che invitano a riflettere su ciò che conta davvero.
Il cuore pulsante di queste storie è un messaggio universale: “anche nel deserto più arido, la bellezza può fiorire se si crede in se stessi”. In altre parole, la forza dell’immaginazione, del coraggio e della speranza può trasformare qualsiasi difficoltà in un’occasione di crescita. È un invito gentile, ma deciso, a non arrendersi mai, a cercare sempre la luce anche nei momenti più bui.
La costruzione di una favola
Ogni favola è costruita con cura e misura, mantenendo quell’equilibrio prezioso tra contenuto educativo e capacità di incantare. Si parla di amicizia, di coraggio nell’affrontare le proprie paure, della bellezza nascosta che spesso richiede uno sguardo attento per essere scoperta. Le storielle raccontano la magia del donare senza aspettarsi nulla in cambio e il valore, troppo spesso dimenticato, del dividere ciò che si possiede con chi ha meno.
Non manca mai, in queste pagine, l’attenzione verso la natura: la si percepisce come una presenza viva, quasi sacra, che accompagna i protagonisti e insegna loro — e a noi lettori — il rispetto per ogni creatura e per l’ambiente che ci circonda. Vilasi riesce a trasmettere un amore autentico per la terra, gli animali, gli alberi e i fiori, trasformando la natura stessa in una protagonista silenziosa, ma fondamentale.
Le favole sono popolate da personaggi semplici, spesso simbolici, che diventano veicolo di valori senza tempo: la fiducia, la solidarietà, la speranza e l’importanza dell’ascolto. Non si tratta di storie complicate o forzatamente originali, ma proprio in questa semplicità risiede la loro forza. Parlano il linguaggio dell’infanzia, che è diretto, sincero e, proprio per questo, capace di toccare le corde più profonde anche dell’adulto.
Analisi narrativa
Un altro aspetto che colpisce è la capacità dell’autrice di creare un equilibrio tra tutti gli elementi: terra, acqua, aria, fuoco. Questi non sono solo sfondi, ma diventano simboli dei sentimenti e delle emozioni dei protagonisti, riflettendo paure, speranze e desideri. È un modo elegante per ricordarci che ogni nostra azione ha un riflesso sul mondo intorno a noi.
La scrittura di Vilasi è chiara, musicale, a tratti poetica, ma sempre accessibile. Le sue parole sembrano scelte con cura per accompagnare i bambini senza mai sovrastarli, e per dare agli adulti l’occasione di fermarsi a riflettere. È una scrittura che consola, incoraggia e, soprattutto, invita a guardare oltre l’apparenza.
In un’epoca in cui spesso la narrativa per l’infanzia è schiacciata da prodotti frettolosi o troppo didascalici, questa raccolta si distingue per autenticità e delicatezza. Non pretende di dare risposte definitive, ma suggerisce percorsi interiori, stimola domande e lascia spazio alla fantasia di ciascun lettore.
In definitiva, queste favole sono piccole luci che illuminano il sentiero della crescita. Racconti che parlano di coraggio, di fiducia nel prossimo, ma anche di fiducia in se stessi. Perché, come ci ricorda Antonella Colonna Vilasi, anche nel terreno più arido può sbocciare un fiore, se abbiamo il coraggio di credere che sia possibile.
Un libro che consiglio caldamente non solo ai bambini, ma anche a genitori, insegnanti e a chiunque senta il bisogno di riscoprire la bellezza delle cose semplici. Perché le favole, in fin dei conti, non hanno età.
“Ho sognato una favola” recensione libro per bambini
Giulia Marmugi
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