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Intervista a Cristiano Golfieri: Dalla Pandemia al Business Digitale

Intervista a Cristiano Golfieri: Dalla Pandemia al Business Digitale


Hai iniziato il tuo percorso durante un periodo difficile come la pandemia. Cosa ti ha spinto a scegliere proprio il marketing digitale?

Sì, ho iniziato proprio in un momento complicato, ma credo che spesso siano i momenti difficili a darci l’occasione per cambiare davvero qualcosa nella nostra vita — e così è stato. Prima facevo tutt’altro: lavoravo da diversi anni in uno stabilimento balneare mentre studiavo Economia all’università, che poi ho deciso di lasciare.

Già due anni prima della pandemia avevo iniziato a seguire vari contenuti online, soprattutto su Instagram e YouTube, dove tanti “guru” parlavano di social media marketing, dropshipping e business digitali. Incuriosito, insieme a un amico acquistammo un corso. Lui mollò quasi subito, io invece lo completai e iniziai a pensare seriamente che potesse diventare un lavoro vero.

Nei mesi successivi ho lanciato alcuni piccoli e-commerce, giusto per capire come funzionavano le dinamiche online. Ma la svolta vera è arrivata con la pandemia: il tempo che prima mancava, improvvisamente c’era. Così ho iniziato a studiare in modo serio, seguendo corsi avanzati e mentorship con chi aveva già esperienza concreta, soprattutto nel mondo delle agenzie di marketing.

E non c’è stata scelta migliore. Proprio grazie al Covid, il digitale ha avuto un’impennata clamorosa. Tante realtà che prima non consideravano minimamente l’idea di investire online hanno cominciato a farlo per necessità. La mia scelta è nata da una passione, ma anche dalla convinzione che questo lavoro ti permetta di gestire meglio il tuo tempo, che per me è la risorsa più preziosa.


Come si è evoluta CG Digital Solutions da quando eri un freelance fino ad oggi, con un team strutturato?

Ho iniziato letteralmente da solo, aprendo la Partita IVA senza nemmeno avere un cliente. L’ho fatto per darmi la giusta spinta, per mettermi alla prova e uscire dalla zona di comfort.

CG Digital Solutions è nata quasi due anni fa, anche grazie a un incontro particolare: quello con il mio attuale socio, Domenico. Un ex finanziere che ha deciso di lasciare il posto fisso nella Guardia di Finanza per seguire la sua vera passione.

Ci conoscevamo da tempo, ma ci siamo ritrovati in un momento in cui entrambi eravamo pronti a creare qualcosa di nostro e da lì è nata l’agenzia. Da allora la crescita è stata costante. Abbiamo clienti che ci seguono fin dagli inizi e che hanno creduto in noi quando ancora eravamo una realtà in costruzione. E non se ne sono mai pentiti.

Oggi siamo un team strutturato: io, Domenico e Gianmaria, il nostro videomaker interno. In più, collaboriamo con altri professionisti a seconda delle esigenze del progetto. Rispetto all’inizio, c’è stata una crescita reale, non solo nei numeri ma anche nella qualità del lavoro e delle relazioni. Lo vediamo dai risultati e, soprattutto, dalla fiducia dei nostri clienti. Anzi, siamo arrivati al punto in cui, purtroppo, non sempre riusciamo ad accontentare tutte le richieste che ci arrivano. Ma anche questo è un segnale positivo: vuol dire che stiamo lavorando bene.


Dici che il vostro metodo mette al centro le persone, non solo i numeri. Cosa significa concretamente per i tuoi clienti?

Significa che ascoltiamo davvero le esigenze di chi si affida a noi. Non proponiamo mai pacchetti standard né strategie preconfezionate. Uno dei nostri motti è proprio: “No a strategie copia-incolla”.

Ogni progetto parte dall’ascolto e dalla comprensione profonda del cliente — che sia un’attività locale o un’azienda strutturata — per poi costruire una strategia su misura, basata su obiettivi chiari e realistici.

Un altro aspetto importante è che, anche quando sappiamo di poter portare risultati, non promettiamo mai miracoli o cose irrealistiche. Preferiamo essere sinceri fin da subito, perché crediamo che il rapporto di fiducia nasca anche da questo. Credo che proprio questo approccio umano e trasparente faccia sentire i nostri clienti davvero seguiti, coinvolti e compresi lungo tutto il percorso.


Cosa distingue, secondo te, una comunicazione che “si fa vedere” da una che “viene scelta”?

La differenza, secondo me, è chiara: oggi chiunque può creare video o contenuti, basta uno smartphone. Siamo in un’epoca in cui tutti comunicano, spesso anche molto velocemente, ma il punto è: cosa resta davvero?

Una comunicazione che “si fa vedere” è quella che magari ottiene qualche visualizzazione, ma si perde nel rumore. Quella che invece “viene scelta” è frutto di un lavoro più profondo: c’è una strategia dietro, un posizionamento chiaro e una voce distintiva.

Non basta pubblicare un video al giorno. Oggi tanti contenuti si fanno notare, ma pochi lasciano il segno. Essere visti non significa automaticamente essere scelti. Una comunicazione che viene scelta parla al cliente giusto, trasmette valore, fiducia e unicità.

E soprattutto, crea una connessione autentica con il target, perché ogni nicchia ha il suo linguaggio, le sue emozioni e i suoi bisogni specifici. Il nostro obiettivo è proprio questo: far sì che i nostri clienti non siano solo visibili, ma riconoscibili, credibili e memorabili.


Quanto conta oggi l’autenticità nella comunicazione di un brand o di un professionista?

Oggi l’autenticità non è più un’opzione, è la base. Come dicevo prima, online troviamo milioni di contenuti… ma poca verità. C’è chi finge un certo stile o modo di fare, ma alla lunga tutto ciò stanca.

Le persone vogliono sentirsi rappresentate, non solo colpite. I brand autentici — che siano aziende o professionisti — costruiscono relazioni vere e durature. Non si limitano a collezionare like o visualizzazioni.

Nel nostro lavoro lo diciamo sempre ai clienti: raccontatevi in modo sincero, anche se non perfetto. Perché è proprio lì che nasce il legame con chi guarda i contenuti. Essere autentici oggi significa essere riconoscibili, ma soprattutto credibili.


Hai una filosofia o un principio guida che ti accompagna nel lavoro con le aziende?

Sì, ne ho diverse, soprattutto occupandomi attualmente della parte commerciale. Ma credo che la più importante sia questa: essere chiaro, diretto e concreto.

Anche quando può sembrare scomodo, preferisco impostare il rapporto con il cliente sulla fiducia, non sulla vendita. Molto spesso scelgo consapevolmente di dire “no” a un lavoro, se capisco che non ci stimola o che ci troveremmo davanti troppi muri, magari già in partenza.

Meglio rinunciare che lavorare solo per l’aspetto economico, senza soddisfazione reciproca. Una cosa che mi sento dire spesso — e che confermo — è che tratto ogni progetto come se fosse mio, a volte forse anche più del cliente stesso! 😄

Alla fine, per me, il marketing è questo: creare valore reale, non solo impressionare.


Qual è stato uno dei progetti che ti ha dato più soddisfazione e perché?

Durante il mio percorso ci sono stati diversi progetti che mi hanno dato soddisfazioni, quindi non c’è un solo caso che considero “il più importante”. Quello che mi stimola davvero è vedere risultati concreti in ogni progetto a cui prendiamo parte.

Uno dei progetti più significativi per la nostra agenzia è stato sicuramente uno dei primi. Abbiamo lavorato con un locale di sushi in un paese di circa ottomila abitanti e, in meno di un anno, abbiamo visto un riscontro incredibile, soprattutto a livello di affluenza e percezione del brand.

Il merito va anche alla forte presenza sul campo del mio socio Domenico, ma la cosa che ci ha colpito di più è stata la recensione del cliente, che ci ha confermato non solo una crescita sui social, ma un vero cambiamento nel fatturato.

E alla fine è quello che conta. Per noi è stata una grande soddisfazione, perché con costanza, strategia e lavoro, siamo riusciti a portare qualcosa che va oltre il semplice “fare marketing”: abbiamo fatto crescere un business.


Se dovessi consigliare a un’attività locale il primo passo per crescere online, quale sarebbe?

Il primo consiglio — anche se ne avrei tanti — è questo: affidarsi a persone competenti, non a chi si improvvisa. Troppo spesso vedo attività che si lasciano guidare da chi “ci smanetta” un po’, ma non ha una visione strategica.

Il vero primo passo, secondo me, è capire chi sei, cosa ti rende unico e soprattutto a chi ti rivolgi. Se non hai chiara questa base, è difficile costruire qualcosa che duri.

Purtroppo vedo spesso attività che vogliono fare tutto subito: sito, pubblicità, social… ma senza una direzione chiara si rischia solo di sprecare tempo e soldi. E poi arriva la solita frase: “Lo sapevo che l’online non funziona”, quando in realtà è mancata solo la strategia.

Meglio iniziare con pochi passi, ma fatti bene, con criterio e visione.


Come ti tieni aggiornato in un settore che cambia così rapidamente come quello del digital marketing?

Per me la formazione è fondamentale. Ricordo che un mio caro amico diceva sempre: “Chi non si forma, si ferma.” E aveva perfettamente ragione.

Nel nostro settore, che corre a mille all’ora, tenersi aggiornati è la chiave. Chi non lo fa, si ferma o viene superato dai competitor — o semplicemente da chi studia più di te.

Personalmente investo molto nella formazione: corsi online, corsi in presenza, libri. Credo che soprattutto gli eventi e i corsi dal vivo siano preziosi, non solo per quello che impari, ma anche perché ti permettono di creare nuove connessioni e accrescere il tuo network.

Imparare e confrontarsi costantemente è parte del lavoro, e fa la differenza tra chi resta aggiornato e chi resta indietro.


Guardando avanti, come immagini il futuro di CG Digital Solutions? Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Guardando avanti vedo ottime vibes, come dico spesso. Credo che CG Digital Solutions abbia tutte le carte in regola per crescere ancora di più nei prossimi anni e diventare una realtà di riferimento per imprenditori, aziende e professionisti.

Il nostro obiettivo non è solo espanderci, ma farlo mantenendo ciò che ci ha sempre contraddistinto: umiltà, trasparenza e la capacità di costruire relazioni autentiche. Sono questi i valori che ci hanno portati fin qui, e che vogliamo portare anche nel futuro.

Immagino un futuro ricco di nuove sfide, nuovi progetti e, mi auguro, di successi che faranno parlare di sé sempre con i piedi per terra e la voglia di fare bene.

A livello personale, uno degli obiettivi è trasformare la struttura in una vera società e aprirmi a nuovi business e investimenti, per creare altri asset e diversificare. Crescere, per me, significa anche evolversi, imparare e aprire nuove strade.


Intervista a Cristiano Golfieri: Dalla Pandemia al Business Digitale
Redazione The Digital Moon

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