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Intervista ad Angelica Bergagna: Tra Viaggi – Moda e Lingue

Intervista ad Angelica Bergagna: Tra Viaggi – Moda e Lingue

Angelica, quali lingue stai studiando all’università e perché hai scelto questo percorso?

Attualmente studio inglese e spagnolo. Ho scelto questo percorso perché desidero perfezionare la mia comunicazione e approfondire le radici culturali e storiche di questi Paesi. Sono appassionata di storia e mi affascina scoprire ogni dettaglio, dalle dinastie reali alla letteratura, fino agli intrecci genealogici che raccontano la vera anima di una nazione.

Come riesci a bilanciare lavoro, studio e tempo personale?

Non è semplice, anzi a volte è una vera sfida. Ma in ogni cosa che faccio cerco di dare il massimo: concentrazione, energia e cuore. Ci sono momenti in cui sembra impossibile, ma ogni traguardo raggiunto mi ricorda che ne è valsa la pena. E mi ricorda anche che sto costruendo qualcosa di cui essere orgogliosa.

Puoi raccontarci un’esperienza memorabile che hai vissuto durante i tuoi viaggi?

Ce ne sono tante, perché ogni luogo mi ha lasciato qualcosa di indimenticabile. Credo che più sei ricco interiormente e culturalmente, più i viaggi diventano profondamente significativi.
Uno dei momenti che porterò sempre con me è stato quando sono entrata nell’Abbazia di Westminster: ho avuto letteralmente la pelle d’oca e gli occhi pieni di lacrime, sopraffatta dall’emozione e dalla consapevolezza di quanta storia sia racchiusa lì dentro.
Oppure Casa Batlló a Barcellona, un luogo così surreale da sembrare sospeso nel tempo.
Per non dimenticare a New York, quando l’ascensore dell’Empire State Building era fuori uso: così ho deciso di salire tutte le scale a piedi. È stata dura, ma una volta arrivata in cima, davanti a quel panorama, la fatica è svanita all’istante.
Sono proprio questi momenti a rendere un viaggio indimenticabile.

Qual è stata la tua esperienza più significativa nel mondo della moda e cosa ti ha insegnato?

Tutto è iniziato con un casting per un noto brand di abbigliamento. Ricordo perfettamente quella sensazione di dover dimostrare chi ero, non solo come estetica, ma come persona.
È stata un’esperienza che mi ha insegnato una lezione fondamentale: molte persone non credono in te finché non gli dimostri il contrario, finché non gli metti sotto gli occhi i risultati che hai conquistato con fatica.
Quello è stato anche il momento in cui ho capito quanto siano rari i veri amici, quelli che restano sia quando le cose vanno bene, sia quando non vanno affatto.
Il mondo della moda mi ha aperto gli occhi sui rapporti umani e sul mio valore.

Come hai ottenuto la borsa di studio ONU e che impatto ha avuto sulla tua vita?

Mi sono candidata a un concorso legato al Model United Nations, con prove in inglese e cultura generale. È stata mia madre a spingermi a partecipare, e io l’ho fatto solo per renderla felice, convinta di non avere chance. E invece, affrontando tutto con serenità, ho vinto. Quella borsa di studio mi ha cambiato la vita, mi ha insegnato che non ho nulla da invidiare a nessuno. Anzi, a volte è il contrario.

Quali sono state le sfide più grandi che hai affrontato come giovane donna nel mondo della moda?

La sfida più grande è imparare ad amarsi per ciò che si è. La moda non cerca la bellezza perfetta, cerca l’unicità. Da bambina credevo bastasse essere “bella”, poi ho capito che ogni casting cerca qualcosa di diverso. Ciò che rende speciale una ragazza non è la competizione, ma la consapevolezza di essere irripetibile. È un percorso che ti insegna a non coltivare invidia.

Cosa ti ha spinto a studiare storia da autodidatta e quali temi ti appassionano di più?

La curiosità! Fin da piccola mi facevo domande che nessuno sapeva soddisfare fino in fondo.
Il tema che più mi affascina?
Senza dubbio la famiglia reale inglese: le dinastie, i segreti, le congiure. Non posso morire senza scoprire cosa è davvero successo ai Principi nella Torre, figli di Edoardo IV. Sono stati fatti sparire da Riccardo III o è stato Enrico Tudor, il futuro Enrico VII?

Come trasmetti la tua passione per la storia ai più giovani?

Con l’entusiasmo. Parlare con me di storia non è mai noioso, non racconto date, racconto vite.
Quando i miei occhi si illuminano, anche chi ascolta si accende. La storia non deve essere una materia da studiare, ma un mondo da esplorare.

Quali sono i tuoi sogni futuri, sia professionali che personali?

Preferisco non svelarli. I miei sogni li custodisco in silenzio, perché credo che le cose più importanti si realizzino senza clamore. Quando sarà il momento, parleranno da soli. Una sola cosa è certa: qualunque sia la strada, ce la farò. Come ho sempre fatto.

Infine, se dovessi descrivere il tuo motto di vita in una frase, quale sarebbe?

“Long may I reign.”
È una frase pronunciata da Francesco II nella serie Reign, che racconta la storia di Maria Stuarda.
Da quando l’ho sentita, l’ho sentita mia. Fin da piccola tutti mi hanno sempre chiamata “principessa” o “regina” — non per caso, ma per il modo in cui affronto la vita con forza, dignità e testa alta.
“Che io possa regnare a lungo” non è solo un augurio, è il mio manifesto. Significa prendere in mano la propria vita, guidarla con determinazione e restare fedele a sé stessi, anche quando il mondo prova a farti vacillare. Sempre.

Intervista ad Angelica Bergagna: Tra Viaggi – Moda e Lingue
Redazione The Digital Moon

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