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Simpaticamente Molesto: Intervista a Elianto

Simpaticamente Molesto: Intervista a Elianto

Elianto, ti presenti spesso come “simpaticamente molesto”. Quando hai capito che questo stile faceva per te?

Quando sono riuscito a non farmi picchiare dai passanti mentre mi esibivo per la prima volta come artista di strada

Hai un metodo preciso per improvvisare oppure vai completamente a braccio?

Ho delle punchline ovviamente come molti rapper, delle strutture che variano a seconda di quello che accade. Il resto è tutto estemporaneo e imprevedibile

C’è stato un momento sul palco in cui hai pensato “questa volta l’ho sparata troppo grossa”?

Sì, lo penso quasi ad ogni esibizione. Una volta a Palmi, in Calabria, ho schivato un sanpietrino che mi stava finendo in faccia. Avevo detto qualcosa di osceno tipo: “è giusto fare gli scontrini”.

Il pubblico è la tua musa: qual è stata la cosa più strana o imbarazzante che ti è stata detta e che hai trasformato in canzone?

L’elenco è piuttosto lungo…
Una volta ho cantato per una coppia di amanti che non volevano si sapesse della loro uscita e tra una domanda e l’altra li ho fatti confessare davanti a tutti. Oppure ricordo di un signore con una protesi ad un braccio a cui stavo per dire “beh dammi tu una mano a finire la canzone”. Ad una festa aziendale ho scambiato il CEO per uno stagista e ho rischiato di non farmi pagare l’esibizione. Ripeto, è un elenco piuttosto lungo

Tra strada, televisione, teatro e feste private: qual è il contesto dove ti diverti di più?

Ti avrei risposto la strada qualche anno fa, ma la percezione è molto cambiata. Adesso se sei in strada la gente ti chiede se stai facendo “un contenuto”, perché la performance ha senso solo racchiusa nel mondo dei social (così mi ha spiegato un giovane esponente della genZ). Ora preferisco di gran lunga i comedy club più raccolti, o le feste private con un pubblico che sa a cosa sta andando incontro

Ti è mai capitato che qualcuno si offendesse? Come gestisci quei momenti?

Certo! Beh fa parte del gioco. Trovo quasi sempre una rima a caso per uscirne illeso. Oppure aspetto la fine dello spettacolo per un momento di confronto e per capire quante uova ho pestato. Cerco sempre di non contaminare la performance comica con il dibattito serio.

In un’epoca dove tutti sono molto attenti a ciò che si dice, il tuo stile diretto e ironico è un rischio o un superpotere?

È un rischio se devo essere onesto, ma cerco sempre di trovare il modo giusto di dire anche le cose più scomode. Non sempre ci riesco. Il rischio c’è sempre e fa parte del gioco anche per i miei colleghi senza la chitarra

Che rapporto hai con la musica fuori dal tuo spettacolo? Canti anche “seriamente” o solo per far ridere?

Scrivo moltissime canzoni serie che non canto più. Inizialmente volevo fare il cantautore, ad oggi mi piacerebbe moltissimo scrivere canzoni per altri artisti.

Chi sono i tuoi riferimenti comici e musicali? Hai un idolo?

Tra i musicali/comici ti direi Reggie Watts, Tim Minchin e se devo citare degli italiani direi gli Skiantos, Elio e le storie tese, Jannacci e Paolo Conte.
Per quanto riguarda la stand-up adoro Ricky Gervais, Bill Hicks, Doug Stanhope e Susy Eddie Izzard, se devo dire i primi nomi che mi vengono in mente. Sono anche un grande appassionato della “vecchia scuola” del Derby Cabaret di Milano e di Zelig.
Non ho un idolo vero e proprio, faccio molta fatica a scegliere anche una sola pizza al ristorante.

Cosa ti piacerebbe che restasse di te nel pubblico dopo uno spettacolo?

La voglia di ascoltarmi di nuovo e il desiderio di canticchiare canzoni fastidiose nelle proprie giornate difficili.

Hai qualche rituale prima di salire sul palco o prima di iniziare a improvvisare?

Non lo svelo perché mi hanno detto che porta sfiga

Elianto è più Elia o Elia è più Elianto? Dove finiscono l’uno e inizia l’altro?

Elia è Elianto ma Elianto spesso non è Elia ed è “l’altro”. Il bipolarismo ormai è mainstream, io sto puntando al tripolarismo

Qual è il complimento più bello che ti sia stato fatto dopo uno show?

Una volta, durante le registrazioni di Stati Generali su Rai 3, Rocco Tanica degli Elio e le Storie Tese mi disse:
“Parlando di simulatori di volo, il Boeing 737-800NG è uno dei pochi che utilizza una strumentazione fortemente digitale e gli strumenti di volo sono fedelmente riprodotti sia a livello grafico che funzionale”.
Ma so che in realtà voleva dire: “sei come un figlio per me e sei abbastanza bravino”

Hai progetti futuri? Un tour? Un disco? Uno spettacolo tutto tuo?

Ho in cantiere uno spettacolo con una band, ma devo ancora trovare la band e il cantiere. Sto collaborando con un’etichetta discografica (questo sul serio), ma il mio progetto principale è attentare ai server di Meta per distruggere Instagram.
Dei tre progetti, l’ultimo è quello a cui tengo di più.

Simpaticamente Molesto: Intervista a Elianto
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