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RaiPlay: l’attore più criticato degli ultimi anni

RaiPlay: l’attore più criticato degli ultimi anni

Nicolas Cage: una vera vittima del CYBERBULLISMO, ma sempre corazzato a paladino immortale del cinema americano.

L’insostenibile accanimento gratuito verso Nicolas Cage

Sono decenni che quando emerge il volto di Nicolas Cage, nipote del grande Francis Ford Coppola, in rete dove tutto è concesso si esagera. Ciò è assolutamente lecito in una democrazia, ma prima di esprimere concetti bisognerebbe riflettere e non accostarsi a un gregge per il -sentito dire-. Perchè il rischio è poi la virologia di uno stupido pettegolezzo. Diventa una valanga mentre continua a cadere dalla cima e raccoglie sempre più detriti, in tal caso insulti.

Nic è in primis una faccia, un volto. Dentro al perimetro del grande schermo ha impresso nell’immaginario collettivo un aspetto bizzarro, al punto da diventare un fenomeno da baraccone. Tutti i leoni da tastiera si ostinano a fomentare l’idea che Cage non sappia recitare, o non ne sia proprio in grado

Saranno centinaia i meme che appaiono con la faccia di Nic che risulta inespressiva o totalmete esagerata fino sembrare la caricatura di sé stesso.

Ma questo è anche, ripeto ANCHE, Nicolas Cage. Attore poliedrico, diretto da grandi registi, autori importantissimi, e anche filmetti creati in serie, tutti da 90 min. Il motivo? La vita personale spericolata di Cage ha sperperato i suoi guadagni da capogiro e si è ritrovato in bancarotta, indebitato e penalmente perseguibile dalla finanza.

Mono espressività… siamo sicuri che Nic Cage sia il vero campione in merito?

Vogliamo citare un italoamericano tanto amato dal pubblico e osannato dai critici? Un certo Leonardo DiCaprio. Quando deve impersonificare il duro, il cazzuto, l’alpha man che vorebbe imitare il suo mentore DeNiro, soprattutto nei primi film era quasi ridicolo, penso a The Departed, con quel visino angelico, androgino e quel corpicino pari a un sedicenne, vederlo spaccare la faccia come fosse Tony Montana all’epoca mi fece sorridere.

Ma qui parliamo di mimica facciale, e personalmente vedo il nostro biondino che, ripeto, a inizio carriera adulta, diciamo post Titanic, altro non sapeva fare se non strizzare gli occhi ed esagerare con le movenze, quasi a richiamare l’italianità che ha reso l’attore l’ultimo pupillo di Martin Scorsere (Il re dei gangster movie italoamericani). Nicolas tiene gli occhi fissi, spaesato, a volte pare un pesce lesso, ma se il suo personaggio richiede una certa verve invece, l’esagerazione oltrepassa ogni confine. Pensiamo all’ultimo suo film.

LONGLEGS

-Longlegs- in cui interpreta un assassino dal look che ricorda il rocker Marilyn Manson ai tempi di Mechanical Animals (album capolavoro uscito nel 1998), la sua prova attoriale è fenomenale, soprattutto se vista in lingua originale. Io spesso esorto nel vedere film e serie tv senza doppiaggio, nonostante l’invidiabile bravura dei nostri doppiatori.

La perla di questo personaggio, che si firma Longlegs, un assassino dal volto sfigurato, un mix tra Buffalo Bill di Silence of the Lambs e i vari frontman del rock più gotico, è proprio la caratterizzazione oltre ogni limite che può designare un villain. Tutto è esasperato, folle, a tratti spaventoso, e in lingua originale è da pelle d’oca.

Esempi sono due scene: una in auto, in cui Nicolas grida a squarciagola tutta la sua frustrazione e il suo odio verso i suoi genitori “momyyyyy… daddyyyyy”, l’altra in cui si trova faccia a faccia con la sua nemesi, la detective che lo ha incastrato.

Il regista Oz Perkins ha dichiarato che l’attrice non aveva ancora visto Cage truccato da Longlegs, e non si aspettava di avere di fronte un pazzo maniaco così ben interpretato da sembrarle reale. L’attrice aveva un microfono, e durante la sequenza il battito cardiaco ha iniziato ad accelerare all’impazzata, fino al fatidico -stop!- del regista che, ovviamente, data l’intensità, ha preso per buona la prima!

Omicidio in diretta, 8mm, Al di là della Vita

Ma andiamo a ritroso nel tempo. Un certo Brian De Palma lo diresse in Snake Eyes, in italiano Omicidio in diretta, dove il nostro Nicolas Cage veste i panni di Nic Santoro, uno sbirro fanatico delle scommesse sportive che si ritrova a dover risolvere un caso di assassinio durante un lunghissimo pianosequenza (qui ovviamente si tratta della maestria del regista).

Ma il tocco affascinante che intona Cage al suo personaggio è proprio l’estremizzare l’aspetto più folle di un giocatore d’azzardo e sbirro fuori dagli schemi. Joel Schumacher lo dirige in 8mm, pellicola stroncata dalla critica, ma successo enorme al botteghino. Personalmente l’ho inserito nella mia lista di film che rivedo spesso. È un noir duro e oscuro: classico detective privato, un incarico da portare a termine senza l’ausilio della polizia e della stampa per evitare di infangare la figura della committente, e sta qui la ciliegina sulla torta. Si tratta di un’anziana vedova che, dopo la morte del marito, scopre nel suo studio un vecchio filmino snuff.

La richiesta della signora è indagare su questa pellicola per capire se la ragazzina torturata e seviziata sia stata veramente uccisa durante il filmato o se si tratti di un effetto speciale. Ed ecco Cage che s’immerge in un oceano di depravazione, pedopornografia, parafilie più schifose, e al suo fianco abbiamo un Virgilio che lo guida in questo inferno di pornografia illegale interpretato da un giovanissimo Joaquin Phoneix (già talentuoso all’epoca). Finendo con il sopracitato Martin Scorsese, non poteva mancare un film da lui diretto (come solito fare con gli italoamericani) e scritto dal genio di Paul Schrader (Taxi Driver, Hardcore, American Gigolo, Toro Scatenato).

COLLABORAZIONE CON MARTIN SCORSESE

Qui Nicolas è scavato, smagrito, bianco cadaverico e insonne. È un paramedico notturno che viaggia a velocità spericolate su un’autombulanza per le vie disagiate di NY, e ricordando vagamente il tassista psicolabile col volto di DeNiro, Cage si ritrova anch’esso risucchiato da un turbinio di situazioni grottesche e da una discesa nell’Ade del suo inconscio, fino al totale abbandono verso la follia. Prova d’attore strepitosa. Altrochè inespressività!

Nicolas versione sfigato

Lo abbiamo visto in ruoli più calmi, commedie drammatiche come nel caso di The Family Man, e bene qui posso anche io associarmi al branco di leoni che copia e incolla la frase: “ha sempre la stessa espressione”!

La recitazione è molto statica, ma è logico che non abbia potuto escogitare peculiarità estrose su un personaggio che incarna l’uomo dell’alta finanza, single, dedito al lavoro anche la vigilia di Natale, che per uno strano disegno divino si ritrova nei panni del padre di famiglia, in una casetta di periferia, un mutuo, un suocero che è il suo datore di lavoro, e qualche misera soddisfazione tra un pianto e un pannolino da cambiare.

È ovvio che la paresi facciale rispecchi quella di chi si sveglia in un mondo contrario a quello su cui poggiava la sua vita. Espressione malinconica, la stessa che troviamo in The Weather Man, ma che altro non poteva essere! Qui parliamo di un povero sfigato in cui la vita stessa sembra essergli nemica, il nostro Nic viene preso a bicchierate in plastica ricolme di schifose bevande americane, viene deriso, umiliato, emarginato, ed etichettato (in modo dispregiativo) come “l’uomo delle previsioni”.

Lui non è altro che questo. L’omino delle previsioni, frutto di un sistema che lo ha schiacciato e reso al pari di un lobotomizzato! Ma non si ribella come avrebbe fatto un sociopatico di un noir metropolitano, andando a uccidere per farsi giustizia contro un mondo che lo vuole criceto dentro una ruota. La trama è quella di una commedia dolce amara.

Cosa avreste preteso da un simile personaggio, e soprattutto da Nicolas? Avanati signori…

Nic, cattivissimo lui

E’ stato anche un tossicomane ed erotomane nel film semi sequel, semi remake. Non si capisce cosa sia stato, Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans. Nulla a che fare con la performance di Harvey Keitel, siamo d’accordo! Ma vedere Nicolas Cage che vaga notturno a requisire crack per usarlo a dispetto, pippare per poi spegnersi con l’eroina, beh …è davvero esilarante! E non venitemi a dire che sotto l’effetto dell’eroina è identico a quando fuma il crack!

Nicolas Cage vinse l’Oscar molto prima di Leo

Nicholas Cage vi ricordo che ha anche portato a casa un bel premio Oscar. Che poi se lo sia venduto e si sia ridotto a dover campare coi film di serie c, beh, questa è un’altra storia… papà castoro!

Nic, io sono con te! E vada all’inferno il bullismo, sia cibernetico come nel tuo caso, sia qualunque atto di violenza psicologica, fisica, calunnie e derisioni ripetute.

I BULLI SONO SOLO DEI PORCI !

Caro Nic, io sono con te!

Sono al tuo fianco, perché so cosa significa cascare nel vuoto e dover risalire. Perché non è concepibile che esista ancora il bullismo, in ogni sua forma, e che non venga condannato a dovere. Perché sei caduto ma, a tuo modo, hai sempre trovato una via per rialzarti! E su tutto sorprendere anche chi continua imperterrito a sminuirti (e so che dentro rosica, perché il talento non ti è mai mancato!)…

Ed ecco che da ieri, a proposito di rinascita e ritorno alla grande recitazione, troviamo disponibile su RaiPlay il potente film: PIG di Michael Sarnoski.

Avrai avuto i tuoi motivi e, nessuno su questo pianeta può essere così presuntuoso per giudicare la vita degli altri, perché della vita degli altri non ne sappiamo veramente mai abbastanza… a maggior ragione della vita di chi non abbiamo mai avuto l’onore di conoscere personalmente, ma solo attraverso le sue espressioni sullo schermo cinematografico.

RaiPlay: l’attore più criticato degli ultimi anni

Dany D. Darko

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