Mario Draghi: ilburattino dell’élite.
Mario Draghi: il burattino dell’élite.
L’uomo che sussurra ai mercati
C’è una frase che ha marchiato a fuoco la carriera pubblica di Mario Draghi: “Whatever it takes”. Parole che hanno salvato l’euro? Forse. Ma anche parole che hanno consolidato un paradigma: l’Europa dei tecnocrati, delle élite finanziarie e delle decisioni imposte dall’alto. Mario Draghi non è un economista qualsiasi: è il simbolo vivente della sottomissione della politica alla finanza globale, dell’Italia alle logiche di Wall Street, dell’Europa alla Banca Centrale Europea. Questo articolo racconta, senza censure, il percorso di un uomo che da anni manovra i fili del potere economico – non per conto del popolo, ma dei suoi veri padroni.
Dalla Banca d’Italia ai salotti buoni della finanza globale
Draghi nasce a Roma nel 1947. Dopo la laurea alla Sapienza e il dottorato al MIT con Franco Modigliani, Draghi si inserisce rapidamente nei circuiti internazionali. Dal 1991 al 2001 è Direttore Generale del Tesoro. È in questi anni che prende forma il suo ruolo più controverso: quello di architetto della svendita del patrimonio pubblico italiano. Il programma di privatizzazioni, fortemente voluto dagli ambienti neoliberisti, lo vede come protagonista. In svendita vanno colossi strategici come ENI, Telecom, IRI, BNL, Comit. Tutto sacrificato sull’altare della “modernizzazione” e della “concorrenza”.
Dietro il paravento delle liberalizzazioni, si cela la liquidazione dello Stato imprenditore e l’apertura dei gangli vitali dell’economia italiana ai capitali stranieri. Ma Draghi non era solo: accanto a lui agivano Mario Monti, Carlo Azeglio Ciampi, Romano Prodi. Tutti allineati all’agenda di Bruxelles, di Washington e della finanza globale.
Goldman Sachs: il passaggio chiave
Nel 2002 Draghi entra in Goldman Sachs. Ma non come semplice consulente: diventa Vice Chairman per l’Europa e membro del Management Committee Worldwide. Lì svolge un ruolo chiave nel collocare titoli di debito sovrano e… nel truccare i conti della Grecia. Sì, perché la stessa Goldman Sachs fu coinvolta nello scandalo della manipolazione del debito greco per l’ingresso nell’eurozona. Draghi, pur non essendo direttamente coinvolto, era parte della squadra. E ancora oggi, la sua presenza in quel tempio dell’avidità finanziaria solleva più di un interrogativo.
Chi va a Goldman Sachs, non smette mai veramente di lavorare per Goldman Sachs. È questa la regola non scritta della finanza anglosassone.
La BCE: un trono senza sovranità popolare
Nel 2011, in piena crisi dell’eurozona, Draghi viene nominato presidente della Banca Centrale Europea. In teoria, la BCE è un’istituzione indipendente. In pratica, è lo strumento di controllo economico più potente d’Europa. Chi la guida ha in mano la vita o la morte dei governi. Non risponde ai cittadini, ma ai mercati.
Ma chi ha davvero scelto Draghi? Chi ha deciso che sarebbe stato lui a prendere il posto di Trichet? Le risposte si trovano a Francoforte, certo, ma anche nelle riunioni del Gruppo dei Trenta (di cui Draghi fa parte), nei report del Financial Stability Board (di cui Draghi fu presidente), nei salotti della Trilaterale e del Bilderberg. Non sono teorie del complotto: sono fatti. I curriculum parlano.
La BCE stessa è un’entità tecnocratica, opaca, diretta da figure provenienti quasi sempre da ambienti bancari o da organismi multilaterali: Trichet (ex Tesoro francese), Lagarde (FMI), ora Christine Lagarde – non eletta da nessuno. E prima di Lagarde, appunto, c’era lui.
Monti, Draghi, i governi tecnici: l’Italia sotto tutela
Il 2011 è l’anno chiave. Il governo Berlusconi cade sotto l’attacco dei mercati. Lo spread schizza in alto. Chi guida l’operazione? BCE e Unione Europea, con la famosa “lettera segreta” firmata Trichet-Draghi che imponeva riforme lacrime e sangue all’Italia. Subito dopo, Mario Monti – anche lui con passato a Goldman Sachs e alla Commissione Europea – prende il potere con un governo “tecnico”. Ma tecnico non significa neutrale. Significa non eletto. Significa imposto.
Nel 2021 la storia si ripete. Il governo Conte II cade. Mattarella convoca Draghi al Quirinale. Nasce il “governo dei migliori”, con il plauso di Confindustria, Unione Europea e Stati Uniti. Il popolo italiano? Messo da parte. Eppure, in pochi mesi, Draghi introduce il Green Pass, manda armi in Ucraina, e segue fedelmente la linea NATO.
Chi comanda la BCE? E chi decide i governi italiani?
La Banca Centrale Europea non è autonoma: è l’esecutore materiale delle volontà dei grandi capitali. Gli Stati membri hanno perso la sovranità monetaria. L’Italia, da quando ha aderito all’euro, è diventata ostaggio di parametri, regole e minacce di spread.
Chi arriva ai vertici della BCE? Tecnocrati, banchieri, ex funzionari di Goldman Sachs o del FMI. Christine Lagarde, attuale presidente, è stata condannata (senza pena) per abuso d’ufficio in Francia. Ma evidentemente, in Europa, più sei compromesso più sali in alto.
In Italia, il meccanismo è simile. Quando la politica si rifiuta di allinearsi, scatta il piano B: lo spread sale, i media attaccano, il Presidente della Repubblica nomina un tecnico. Sempre lo stesso schema: Monti nel 2011, Draghi nel 2021. Due Goldman Boys al servizio del potere finanziario.
Conclusione: il vero volto dell’élite tecnocratica
Draghi è stato chiamato “salvatore dell’euro”, ma per molti italiani è stato il liquidatore della sovranità. Dalla svendita del patrimonio nazionale alla BCE, passando per la Goldman Sachs, la sua carriera è un caso esemplare di come gli interessi privati possano occupare le istituzioni pubbliche.
Chi comanda davvero? Non i cittadini. Non i Parlamenti. Ma banche, fondi speculativi, agenzie di rating e l’oligarchia finanziaria globale.
E Mario Draghi, in tutto questo, non è che un elegante emissario.
Fonti alternative utilizzate:
- Valerio Lo Monaco – La svendita dell’Italia (2005)
- Jacques Sapir – “Les dessous de la BCE”, Revue Les Economistes Atterrés, 2021
- Il Fatto Quotidiano – “Lettera BCE a Berlusconi: ecco il documento segreto”, 2011
- Francesco Amodeo – “La Matrix Europea” (byoblu, 2019)
- L’antidiplomatico.it – “Il ritorno dei Goldman Boys: Draghi e Monti, la doppia faccia dello stesso piano”, 2021
- ComeDonChisciotte.org – “Goldman Sachs e la conquista dell’Europa”
- PandoraTV – monografie su Mario Draghi, a cura di Giulietto Chiesa
Mario Draghi: il burattino dell’élite.
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