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Intervista ad Andrei Babà: Dalle macerie al cantiere

Intervista ad Andrei Babà: Dalle macerie al cantiere

C’è stato un momento preciso o un incontro particolare in cui hai capito che la strada che stavi percorrendo non era la tua, e come hai trovato la forza di invertire la rotta?

Il vero punto di svolta è arrivato con la nascita di mia figlia nel 2019. Fino a quel momento la mia vita era stata piuttosto movimentata, senza una direzione chiara e con scelte che non mi rappresentavano davvero. Quando l’ho presa in braccio per la prima volta ho capito che non potevo più permettermi di vivere “alla giornata”.

Non è stata una forza improvvisa, ma una responsabilità nuova: il bisogno di essere un esempio, prima ancora che un padre. Da lì ho trovato il coraggio di chiudere con il passato e rimettere ordine, un passo alla volta.


Nel tuo mestiere si dice che una casa è solida solo se ha fondamenta profonde. Quali sono oggi le “fondamenta” personali su cui hai poggiato la tua nuova vita da imprenditore?

Oggi le mie fondamenta personali sono poche ma solide: responsabilità, coerenza e rispetto della parola data. Come in una casa, senza basi profonde tutto prima o poi crolla.

Ho imparato a costruire su valori semplici: lavorare in modo pulito, non promettere ciò che non posso mantenere e accettare che i risultati veri arrivano con il tempo. Sono queste le fondamenta su cui ho poggiato la mia nuova vita da imprenditore.


Passare da un percorso “poco raccomandabile” alla disciplina del cantiere richiede un cambio di mentalità radicale. Qual è stata la sfida più grande nell’imparare a gestire te stesso prima di gestire un’azienda?

La sfida più grande è stata imparare a gestire me stesso. Venivo da un passato in cui le regole erano un optional e l’impulsività decideva per me. In cantiere, e nell’azienda, non funziona così: servono costanza, puntualità, lucidità anche quando sei stanco o sotto pressione.

Ho dovuto cambiare mentalità, accettare la routine e capire che la disciplina non è una gabbia, ma uno strumento di libertà.


Quando guardi i giovani che oggi si trovano in situazioni difficili come quella che hai vissuto tu, qual è il messaggio che cerchi di trasmettere attraverso il tuo lavoro e la tua presenza sul territorio?

Ai giovani che vivono situazioni difficili cerco di trasmettere un messaggio semplice: non sei condannato dalle scelte che hai fatto, ma da quelle che continui a fare.

Il riscatto esiste, ma richiede fatica e pazienza. Con il mio lavoro e la mia presenza sul territorio voglio dimostrare che si può cambiare strada senza rinnegare il passato, trasformandolo in esperienza invece che in peso.


Hai scritto che ogni progetto è il risultato di una mentalità. Quando finisci una ristrutturazione e consegni le chiavi, cosa provi nel vedere che hai creato qualcosa di tangibile e onesto partendo da zero?

Quando finisco una ristrutturazione e consegno le chiavi provo un senso profondo di soddisfazione. Non è solo cemento o muri nuovi: è la prova concreta che partendo da zero si può creare qualcosa di solido e onesto.

Ogni progetto concluso è anche una conferma personale, un promemoria di quanto lontano sono arrivato rispetto a dove ero partito. Ed è lì che capisco che la mentalità conta più di qualsiasi materiale.


Intervista ad Andrei Babà: Dalle macerie al cantiere

Redazione The Digital Moon

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