IntervisteStorytelling

Intervista ad Andrea Matilda Grazi: Il valore della leggerezza

Intervista ad Andrea Matilda Grazi: Il valore della leggerezza


Com’è nata la tua passione per la politica e in che modo le competenze linguistiche hanno arricchito questo percorso?

La passione per la politica mi accompagna da sempre. Fin da bambina restavo affascinata dai dibattiti in televisione, colpita dalla forza delle parole e dal potere delle decisioni. Sono bilingue — parlo bulgaro e italiano — e da piccola sognavo di contribuire a fare del bene nel mondo, di essere anch’io un giorno tra quelle persone che vedevo in TV a lottare per le proprie idee.
Le lingue sono state il mio primo grande amore: oggi ne parlo sei, tutte certificate. Credo che lo studio linguistico e quello politico siano profondamente connessi. Quando si impara una lingua, si entra anche nella mentalità e nella cultura di un altro popolo: una chiave fondamentale per comprendere davvero le relazioni e le ideologie tra le Nazioni.


Quali sfide hai incontrato nel passaggio dal liceo linguistico al percorso universitario in relazioni internazionali?

Inizialmente il mio sogno era diventare interprete nelle corti d’appello o al Parlamento, per tradurre le parole di chi ammiravo. Poi mi sono chiesta: perché tradurre per loro, quando posso provare a diventare una di loro?
Così, dopo il diploma in Interpretariato e Lingue Straniere, ho deciso di inseguire la mia vera passione: la politica e le relazioni internazionali. All’inizio è stato come un salto nel vuoto, ma la voce interiore che mi spingeva a provarci era più forte della paura. Oggi posso dire che è stata la scelta migliore della mia vita.


Quanto è stato importante per te il ruolo di Commissario degli Affari Istituzionali e cosa ti ha insegnato questa esperienza?

Mi sono candidata in un comune italiano vicino al confine svizzero con l’obiettivo di promuovere collaborazioni culturali e artistiche tra enti italiani ed elvetici. Da quella candidatura è arrivata la nomina a Commissario degli Affari Istituzionali: la mia prima vera esperienza dentro le dinamiche amministrative.
È stato un incarico che mi ha fatto crescere molto, insegnandomi l’importanza del dialogo, del rispetto per le opinioni altrui e del lavoro di squadra. Ho imparato che nessun obiettivo è troppo grande se dietro c’è un team unito.


Lavorare nel mondo della notte sembra lontano dalla politica. In che modo queste due realtà così diverse si sono influenzate?

Durante gli anni universitari ho iniziato a lavorare al Morandi Club di Lugano, prima come PR e poi come ragazza immagine. All’inizio sembravano due mondi opposti, ma con il tempo ho capito che si completavano.
Nel mondo della notte impari a leggere le persone, a comunicare, a gestire situazioni complesse: abilità che tornano utili anche nella politica. Il Morandi, inoltre, è stato per me una seconda famiglia, un luogo che mi ha permesso di crescere e maturare come donna e come professionista.


Cosa ti ha insegnato il lavoro al Morandi Club in termini di leadership e relazioni umane?

Essere PR significa saper costruire relazioni, attrarre persone e ideare nuove strategie di comunicazione. Ho imparato tanto anche grazie a Verena Provini, la proprietaria del locale, che ha creduto in me fin dal primo giorno. Mi ha affidato responsabilità sempre maggiori, riconoscendo il mio valore oltre l’apparenza. È stata una vera mentore, una figura che mi ha ispirata profondamente.


Quanto conta per te il riconoscimento femminile tra donne in contesti professionali spesso dominati dai pregiudizi?

Avere una donna come punto di riferimento, soprattutto in un settore dove spesso prevalgono i giudizi superficiali, è stato prezioso. Verena ha saputo guardare oltre, vedendo in me una persona con potenziale e non solo un volto. Il suo riconoscimento è stato per me una spinta a credere di più in me stessa. Quando una donna riconosce il valore di un’altra donna, è una piccola grande vittoria per entrambe.


Oggi parli di leggerezza e superficialità come concetti spesso confusi. Come li distingui?

Spesso, quando esco o conosco nuove persone, noto che molti confondono la leggerezza con la superficialità. La leggerezza è la capacità di vivere con serenità, di non prendere tutto troppo sul serio; la superficialità, invece, nasce quando ci si ferma solo all’apparenza.
Prendersi cura di sé, truccarsi, vestirsi bene, non è sinonimo di vuoto interiore. È semplicemente un modo per volersi bene. Una persona può essere leggera nella forma, ma profonda nei pensieri.


La società è pronta a superare i pregiudizi verso chi lavora in settori considerati “frivoli”?

Non del tutto. Siamo nel 2025 e si parla tanto di femminismo e parità, ma i pregiudizi persistono. Ancora oggi, quando racconto del mio lavoro nel mondo della notte, c’è chi sorride in modo ironico, senza sapere nulla del mio percorso accademico o dei miei obiettivi. Serve ancora tempo per cambiare mentalità, ma credo che la chiave sia continuare a dimostrare con i fatti chi siamo davvero.


Che messaggio vuoi lasciare alle giovani donne che temono il giudizio altrui?

Vorrei dire loro di non lasciarsi mai bloccare dal giudizio degli altri. Le persone parleranno sempre: “chi può fa, chi non può giudica”, come dico spesso. Non tutte le mie scelte sono state comprese, nemmeno dalle persone più care, ma ho imparato ad andare oltre. Solo ascoltando se stesse possono diventare la versione migliore di sé.


Guardando al futuro, come immagini di coniugare la carriera politica con quella nella comunicazione e nell’intrattenimento?

In questo momento mi sto concentrando sul completamento dei miei percorsi di formazione, ma non voglio rinunciare né alla politica né al mondo della comunicazione. Entrambi fanno parte di me. Credo che l’equilibrio tra questi due universi sarà la chiave del mio futuro, unendo la determinazione della politica con la creatività e l’energia dell’intrattenimento.


Intervista ad Andrea Matilda Grazi: Il valore della leggerezza
Redazione The Digital Moon

Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.

https://www.instagram.com/thedigitalmoon

Intervista ad Andrea Matilda Grazi: Il valore della leggerezza