Intervista a Rosa: Scopriamo il suo percorso
Intervista a Rosa: Scopriamo il suo percorso
Rosy, per definirti hai scelto una frase potente: “La donna che sono oggi non è quella che sono sempre stata”, indicando che la tua identità attuale è il frutto di un passato che hai deciso di lasciarti alle spalle. In che modo la determinazione, la costanza e la disciplina ti hanno fornito gli strumenti per cambiare radicalmente la tua realtà, affrontando le cadute e imparando a rialzarti sempre più in fretta?
Credo che nessuno nasca già completo. La persona che sono oggi è il risultato di tante scelte. Ho attraversato momenti davvero difficili, ad un certo punto ho detto basta, scegliendo di lavorare su me stessa. Determinazione, costanza e disciplina non sono qualità con cui sono nata: le ho costruite nel tempo. Sono diventate gli strumenti che mi permettono di affrontare qualsiasi situazione. E sono gli stessi che mi aiutano a rialzarmi ad ogni caduta.
Nella provincia di Milano ricopri il ruolo di responsabile amministrativa, ma la tua anima estroversa e ambiziosa ti spinge a gestire anche la parte commerciale, dove trovi entusiasmo non solo nel raggiungere il traguardo ma nel percorrere la strada per arrivarci. Come riesci a far dialogare la precisione matematica della contabilità con l’empatia e l’ascolto necessari per conquistare e chiudere contratti con i clienti?
Il mio lavoro è fatto di numeri, procedure e precisione, ma ho sempre pensato che dietro ogni azienda ci siano persone. Ed è proprio questo che mi appassiona. Mi piace ascoltare un cliente prima ancora di proporgli una soluzione. Capire cosa desidera, quali sono le sue esigenze e trovare il modo migliore per trasformarle in qualcosa di concreto. La parte commerciale, per me, non significa vendere. Significa creare fiducia. Quando un cliente decide di affidarsi a me, all’azienda per cui lavoro, sento di aver raggiunto un risultato che va oltre il contratto firmato. Ho costruito un rapporto ed il percorso che porta a quel risultato mi entusiasma molto più del risultato stesso, perché è lì che cresci, impari e migliori.
Ti descrivi come una persona estremamente diretta, attenta ai gesti e alle parole, caratteristiche che ti hanno resa molto selettiva nei rapporti personali, custodendo il tuo mondo intimo per pochissimi. Come si concilia questo tuo essere profondamente introspettiva e selettiva con la tua personalità solare, in costante movimento e aperta al pubblico nel lavoro quotidiano?
Molte persone confondono essere estroversi con il raccontare tutto di sé. Per me non è così. Amo stare in mezzo alle persone, comunicare, confrontarmi, ridere, lavorare in squadra. Ma il mio mondo più profondo appartiene a pochissimi. È una scelta. Negli anni ho imparato che non tutti meritano di conoscere la parte più autentica di noi. La fiducia è qualcosa che si costruisce nel tempo. Sono molto aperta nel relazionarmi con gli altri, ma molto selettiva nel decidere chi far entrare nella mia vita privata. Credo che questa selettività non mi renda distante. Mi rende consapevole del valore del mio tempo, delle mie energie e delle persone che scelgo di avere accanto.
Per te la sensualità, la femminilità e l’eleganza non sono legate all’abbigliamento, ma rappresentano un vero e proprio atteggiamento mentale, un modo di porsi e persino di scegliere i luoghi da frequentare. In un mondo che spesso riduce l’eleganza a una questione puramente estetica o di brand, come si coltiva una raffinatezza che parte dai gesti e dalla comunicazione interiore?
Oggi si tende ad associare l’eleganza a un abito firmato o a un’immagine perfetta. Io la vedo in modo diverso. Per me l’eleganza è educazione, rispetto, come guardi una persona, come scegli le parole e persino i silenzi. La sensualità non è mostrare. È suggerire. È sicurezza, equilibrio, autenticità. Si può indossare un abito molto semplice ed essere estremamente eleganti, oppure avere il guardaroba più costoso del mondo senza trasmettere alcuna raffinatezza. L’eleganza è un atteggiamento interiore. L’abbigliamento è soltanto una sua conseguenza
Accanto alle tue letture “impegnative” di psicologia e strategia di Robert Greene e alla passione fotografica per il dettaglio, trova spazio una grande fede calcistica per l’Inter, tanto da averti spinta a tatuarti le freschissime due stelle sulla pelle. Come è nata questa passione sportiva travolgente negli ultimi anni e in che modo l’attività fisica e lo sport rappresentano il tuo spazio ideale per rigenerare mente e corpo?
La passione per l’Inter è arrivata quasi all’improvviso e, come succede per le passioni vere, è cresciuta senza che me ne accorgessi. Oggi fa parte di me, tanto da aver voluto tatuare sulla pelle le due stelle. Ma, al di là del calcio, lo sport rappresenta qualcosa di molto più importante. È il momento in cui mi prendo cura di me. Mi alleno tre volte alla settimana e un giorno lo dedico alla corsa. Non lo vivo solo come un obiettivo fisico. È il mio spazio mentale. Mentre corro metto ordine nei pensieri, scarico tensioni e ritrovo equilibrio. Credo che il benessere non sia solo stare bene con il proprio corpo, ma soprattutto avere una mente lucida. E per me lo sport è uno degli strumenti più efficaci per mantenere entrambi in equilibrio.
Rosa Foglia|Ig: @rosy.fgl
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Redazione The Digital Moon
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