Intervista a Luca Giammalva: Dalle macchine edili alla guida della manutenzione in posta Svizzera
Intervista a Luca Giammalva: Dalle macchine edili alla guida della manutenzione in posta Svizzera
TDM: Il percorso di riscatto e la disciplina: Dopo le scuole medie e le prime difficoltà scolastiche, sei riuscito a conquistare il diploma AFC come meccanico di camion e a fare strada nell’Esercito fino al grado di sergente, un impegno che prosegue tutt ora. In che modo l’esperienza sul campo e la disciplina militare ti hanno aiutato a superare gli ostacoli iniziali e a costruire la determinazione che ti distingue oggi?
Il mio percorso scolastico non e stato sempre lineare. Dopo le scuole medie ho incontrato alcune difficoltà, ma proprio quelle esperienze mi hanno insegnato a non fermarmi davanti agli ostacoli e a cercare sempre un modo per andare avanti.
Il percorso professionale come meccanico mi ha dato una base molto concreta: mi ha insegnato il valore del lavoro, della responsabilità e della capacità di trovare soluzioni anche quando le cose non vanno come previsto.
L’esperienza militare ha rafforzato ulteriormente questi aspetti. Arrivare fino al grado di sergente mi ha insegnato soprattutto la disciplina e il rispetto di regole molto ferree, ma allo stesso tempo anche una grande capacità di adattamento. Nell’esercito può capitare che programmi e priorità cambino all’ultimo momento e bisogna essere capaci di riorganizzarsi rapidamente, mantenendo lucidità e portando comunque a termine il proprio compito.
Credo che sia proprio l’insieme di queste esperienze, unito alla meravigliosa famiglia che ho sempre avuto alle spalle, ad aver costruito buona parte della determinazione che ho oggi. Ho imparato che le difficolta iniziali non definiscono necessariamente dove puoi arrivare: quello che conta e come reagisci, quanto sei disposto a dirti in gioco e quanto riesci a imparare dalle esperienze che incontri lungo il percorso.
TDM: Dall’operativita diurna e notturna alla leadership: Il tuo percorso in Posta Svizzera e iniziato come addetto allo smistamento pacchi di giorno, per poi passare alle notti come sostituto tecnico, fino alla promozione a responsabile di team. Come hai vissuto questo passaggio dal lavoro operativo sul campo e di notte alla gestione diretta di una squadra?
Il mio percorso in Posta e iniziato nel 2020, circa un mese dopo aver terminato il servizio nell’Esercito, grazie alla segnalazione di un amico. Inizialmente lavoravo come addetto allo smistamento pacchi durante il turno diurno, con un contratto a salario orario. Successivamente, a causa della lunga assenza di un collaboratore, mi si e presentata l’opportunita di lavorare come sostituto manutentore durante il turno notturno.
Ho colto subito la palla al balzo, anche perche si trattava di una funzione al 100%. Dopo una formazione interna e diversi sacrifici sono riuscito ad acquisire le competenze necessarie e a svolgere al meglio il mio nuovo compito.
Non e stato un passaggio semplice. Non avendo mai lavorato di notte nel mondo civile, ho dovuto modificare completamente la mia routine quotidiana: dormire durante il giorno, mangiare fuori dagli orari abituali e adattare buona parte della mia vita ai turni. E stato sicuramente un periodo impegnativo, ma mi ha insegnato molto.
La sfida piu grande e arrivata successivamente, quando e stato istituito il team di manutenzione e sono passato dall’essere un collega a diventare il responsabile della squadra. All’inizio non e stato facile, anche perche all’interno dell’azienda alcune persone si aspettavano che quel ruolo venisse affidato a qualcun altro. Questo ha creato qualche resistenza iniziale e mi ha fatto capire che avrei dovuto conquistare sul campo la fiducia delle persone.
Dal punto di vista tecnico, gestire un impianto di smistamento e qualcosa che si puo imparare con la formazione e l’esperienza. Ho scoperto invece che gestire le persone, l’organizzazione e tutta la parte amministrativa e burocratica e una sfida molto piu complessa.
Le esperienze di conduzione e organizzazione maturate nell’Esercito mi hanno sicuramente aiutato e mi hanno permesso di affrontare alcune situazioni con maggiore naturalezza. Allo stesso tempo, ho imparato che la gestione del personale nel mondo civile presenta dinamiche completamente diverse, soprattutto quando bisogna affrontare assenze prolungate, organizzare il lavoro e garantire comunque il funzionamento del servizio.
Essere responsabile significa inoltre avere un occhio in piu: non puoi piu concentrarti solamente sul problema tecnico che hai davanti, ma devi pensare contemporaneamente alle persone, alle priorita, alla sicurezza, all’organizzazione e a quello che potrebbe succedere dopo. E, inevitabilmente, qualche pensiero finisce per seguirti anche una volta tornato a casa.
Credo che proprio questo passaggio mi abbia fatto capire che diventare responsabile non significa semplicemente avere piu responsabilita o un titolo diverso, ma imparare a guardare il lavoro da una prospettiva molto piu ampia.
TDM: Il cuore della logistica a Cadenazzo: Il vostro team garantisce l’efficienza degli impianti di smistamento pacchi e lettere e della struttura di Cadenazzo. Quali sono le sfide tecniche e gestionali piu complesse nel mantenere sempre operativo ed efficiente un centro cosi strategico?
Per fortuna posso contare su un team eccezionale e ci tengo innanzitutto a ringraziare i miei collaboratori per l’ottimo lavoro che svolgono ogni giorno con grande professionalita e determinazione. Se gli impianti funzionano e riusciamo a garantire quotidianamente il nostro servizio, il merito e soprattutto loro.
Le sfide principali riguardano sicuramente la gestione delle assenze per malattia o infortunio, l’organizzazione dei turni, gli eventuali guasti e, naturalmente, la necessita di garantire il buon funzionamento dei diversi impianti.
Essendo un team relativamente piccolo, anche l’assenza di una sola persona puo avere conseguenze importanti sull’organizzazione e sulla pianificazione delle attivita. E gia capitato di trovarci in periodi in cui piu collaboratori erano assenti contemporaneamente e, in situazioni del genere, riuscire a garantire il servizio, portare avanti i lavori programmati e allo stesso tempo rispettare le scadenze diventa una vera sfida.
Un altro aspetto importante e rappresentato dalle molteplici competenze presenti all’interno del nostro team. Proprio per questa versatilita ci vengono spesso affidati anche lavori e incarichi straordinari, che vanno ad aggiungersi alle normali attivita di manutenzione. Riuscire a incastrare tutto non e sempre semplice e, in alcuni periodi, puo comportare anche la necessita di svolgere ore supplementari.
La vera sfida, quindi, non e solamente intervenire quando qualcosa si guasta, ma riuscire a pianificare, prevenire e coordinare tutte queste attivita facendo in modo che, dietro le quinte, il servizio continui a funzionare ogni giorno.
TDM: Il valore della fiducia aziendale: La tua carriera dimostra come la Posta e i tuoi superiori abbiano creduto nel tuo potenziale in momenti chiave. Quanto contano le opportunita di crescita interna e quali qualita credi abbiano spinto l’azienda a scommettere su di te per affidarti la guida di questo nuovo team?
Avere delle opportunita di crescita all’interno dell’azienda e sicuramente fondamentale e, da questo punto di vista, ho avuto la fortuna di lavorare in un ambiente che ha saputo dare fiducia anche ai giovani e permettere loro di assumersi delle responsabilita.
Gia prima della creazione dell’attuale team, infatti, parte della manutenzione dell’impianto veniva affidata a me e a un mio collega quando avevamo solamente 23 anni. Nonostante la giovane eta, l’azienda ci ha dato fiducia e ci ha permesso di crescere professionalmente direttamente sul campo.
Credo che le qualita che abbiano spinto l’azienda a credere in noi siano state soprattutto la maturita, la determinazione e una grande voglia di imparare. Penso inoltre che mostrarsi proattivi, collaborativi e, soprattutto, affidabili sia fondamentale: quando un’azienda vede che puo contare su di te anche nei momenti piu difficili, con il tempo e naturale che sia maggiormente disposta ad affidarti nuove responsabilita.
La creazione del team e stata sostenuta anche dai responsabili tecnici della Svizzera tedesca, con i quali negli anni abbiamo avuto modo di collaborare. Nonostante fossimo giovani, hanno sempre trovato persone professionali, mature e disponibili a imparare e questo, credo, abbia contribuito a costruire la fiducia necessaria per investire ulteriormente su di noi.
Personalmente sono molto riconoscente per le opportunita che mi sono state date, perche senza qualcuno disposto a darti fiducia e difficile dimostrare realmente quanto vali. Allo stesso tempo penso che quella fiducia vada poi ripagata ogni giorno attraverso il proprio lavoro, assumendosi le proprie responsabilita e continuando a voler crescere.
TDM: Consigli per i giovani e visione di futuro: A soli 29 anni ricopri gia un ruolo di responsabilita come team leader. Quale messaggio ti sentiresti di dare a un giovane che magari riscontra difficolta a scuola o all’inizio del proprio percorso, ma vuole costruire una carriera solida nel settore tecnico?
Il consiglio che mi sento di dare e innanzitutto quello di non arrendersi davanti alle difficolta. Un momento difficile a scuola o all’inizio del proprio percorso professionale non deve necessariamente determinare quello che sara il proprio futuro.
Credo sia importante cercare di portare a termine cio che si e iniziato, avere determinazione e, soprattutto, non perdere mai la voglia di imparare e di mettersi in gioco. Nel settore tecnico c’e sempre qualcosa di nuovo da conoscere e nessuno puo pensare di sapere gia tutto.
Consiglierei inoltre di non avere paura di cogliere le opportunita, anche quando inizialmente possono sembrare difficili o richiedere dei sacrifici. Molte delle esperienze che mi hanno fatto crescere maggiormente sono nate proprio da situazioni nelle quali ho dovuto uscire dalla mia zona di comfort.
A 29 anni mi considero ancora all’inizio del mio percorso e ho ancora moltissimo da imparare. Se pero guardo alle difficolta che ho incontrato dopo la scuola e a dove sono arrivato oggi, posso dire che una partenza difficile non significa necessariamente avere un futuro difficile.
Bisogna continuare a imparare, essere affidabili, avere voglia di lavorare e, quando arriva un’opportunita, avere il coraggio di provarci. A volte una porta che inizialmente sembra piccola puo aprire un percorso molto piu grande di quello che avevamo immaginato.
Inoltre credo che imparare altre lingue oltre alla lingua madre possa portare maggiori vantaggi e successo, soprattutto in una regione italofona. Consiglio infine, a chi ne ha la possibilita, di fare piu esperienze possibili.
Luca Giammalva |IG: @Luck_97
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Redazione The Digital Moon
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