Intervista a Daniela Moroni: Dalla voce delle aziende alla pittura dell’anima
Intervista a Daniela Moroni: Dalla voce delle aziende alla pittura dell’anima
TDM: Con oltre trent’anni di esperienza nelle PR, nell’ufficio stampa e negli eventi per brand iconici come Porsche, Ferrari UK, Michelin e Volvo, fino a diventare Station Manager di Radio Morcote International, hai sempre fatto delle relazioni autentiche il cuore del tuo lavoro. Pensando a grandi figure della comunicazione, del giornalismo e della cultura mediatica, qual e’ la filosofia che ti guida oggi quando devi far incontrare una storia con il suo pubblico?
Dopo piu’ di trent’anni di questo mestiere credo di aver imparato soprattutto una cosa: prima di raccontare bisogna ascoltare. Sono sempre stata molto curiosa. Ho letto, ascoltato e osservato grandi giornalisti e professionisti della comunicazione e da loro ho imparato molto. Ma ho imparato tanto anche facendo questo lavoro ogni giorno, sbagliando, cadendo e rialzandomi. Le esperienze, anche quelle meno facili, ti insegnano a guardare le persone con maggiore attenzione e a non fermarti alla superficie. Quando incontro un’azienda, grande o piccola che sia, un imprenditore, un professionista o un nuovo progetto, cerco di capire cosa c’e’ davvero dietro.
Quali sono i valori, chi sono le persone, qual e’ la passione che li muove, quali difficolta’ hanno incontrato e perche’ hanno scelto quella strada. Perche’ ho capito che dietro ogni azienda c’e’ una storia. E spesso e’ proprio quella storia a renderla interessante e riconoscibile. In tanti anni ho lavorato con realta’ molto diverse tra loro e questo mi ha insegnato che non esiste una comunicazione uguale per tutti. Ogni persona e ogni azienda ha una propria voce. Il mio compito e’ ascoltarla, comprenderla e trovare il modo piu’ autentico per portarla al pubblico.
Oggi viviamo in un mondo nel quale siamo continuamente esposti a messaggi, immagini e pubblicita’. Per questo credo che la differenza la facciano ancora le storie vere. Quelle nelle quali puoi riconoscere una persona, un valore, una passione, un percorso. E’ anche la filosofia con cui abbiamo costruito Radio Morcote International. La radio e’ nata da una passione, ma con una professionalita’ che nasce da 40 anni di esperienza di Grant Benson nel mondo del broadcasting internazionale e dai miei 30 anni nella comunicazione. Abbiamo creato una relazione con chi ci ascolta attraverso una voce riconoscibile, umana, vicina alle persone, e lo abbiamo fatto fin dal minuto 0. La nostra capacita’ e il nostro modo di fare radio ci ha premiato fin da subito. E questa filosofia si sente non soltanto nella programmazione o nelle nostre dirette, ma anche nel modo in cui realizziamo gli spot e le sponsorizzazioni. Cerchiamo di non limitarci a leggere un messaggio commerciale: vogliamo raccontare l’azienda, far capire chi c’e’ dietro, cosa fa e perche’ lo fa. Perche’ anche uno spot puo’ avere una voce, una personalita’ e una storia. Ed e’ proprio qui che, secondo me, comunicazione e radio si incontrano: non si tratta soltanto di far conoscere un prodotto o un’azienda, ma di far conoscere cio’ che c’e’ dietro. E’ un approccio diverso, che nasce da esperienza, capacita’ e sensibilita’. Quando riesci a creare questo tipo di relazione, non stai semplicemente facendo comunicazione. Stai costruendo fiducia. E la fiducia, dopo trent’anni di questo lavoro, rimane per me la forma piu’ autentica di comunicazione.
TDM: Per anni ti sei occupata dei rapporti con radio e televisioni per conto di grandi marchi e oggi ti ritrovi dall’altra parte del microfono, alla guida dell’unica radio indipendente del Canton Ticino. Pensando ai grandi maestri della radiofonia e dell’intrattenimento, in che modo l’indipendenza editoriale e la freschezza di Radio Morcote International rappresentano una ricetta unica per fare branding e cultura sul territorio?
Per me l’indipendenza e’ il valore principale che un media privato dovrebbe avere. Radio Morcote International e’ indipendente al 100% e questa e’ una scelta precisa, che comporta anche una grande responsabilita’. La cosa bella e’ che questa indipendenza non ci allontana dalle aziende, al contrario: ci permette di lavorare con loro in modo piu’ libero e trasparente. Un’azienda che ci sceglie sa di poter essere promossa, valorizzata e raccontata senza essere ingabbiata in un format. Puo’ avere spazio negli spot, nelle sponsorizzazioni, ma anche nelle nostre dirette, dove puo’ parlare del proprio lavoro, di un progetto, di un evento o di una novita’.
Per me questo e’ un modo diverso di fare branding: non limitarsi a comprare uno spazio, ma entrare nel mondo della radio e diventare riconoscibili attraverso la propria presenza e la propria voce. Naturalmente mantenendo sempre una distinzione chiara tra pubblicita’ e contenuto editoriale. Un rapporto commerciale non deve mai compromettere la nostra liberta’.
E credo che proprio questa sia una delle ragioni per cui le aziende ci scelgono: sanno che trovano professionalita’, ma anche liberta’, freschezza e un rapporto diretto. Quest’estate, per esempio, abbiamo portato la radio in giro per tutto il Canton Ticino con i nostri inviati e le nostre dirette. Per me e’ questo che significa essere una radio del territorio: esserci, uscire dallo studio, incontrare le persone e vivere quello che succede. Ma allo stesso tempo siamo una radio internazionale.
Abbiamo lo studio di Morcote, da settembre quello di Lugano, in Quartiere Maghetti da Regus Lugano e una presenza costante a Los Angeles, collegata alla nostra realta’ ticinese. Questa dimensione e’ unica ed abbiamo constatato che e’ anche vincente: avere radici molto forti nel territorio e contemporaneamente guardare oltre. E’ anche il motivo per cui trovo significativa la scelta di Radio Morcote International da parte di Lugano Elegance per il 2027. Rappresenta bene quello che siamo e quello che e’ Lugano Elegance: una realta’ nata in Ticino, ma con una vocazione che va oltre i confini. E la nostra sfida e’ proprio questa: essere un media indipendente, credibile e contemporaneo, capace di dare valore sulle aziende e al territorio senza rinunciare alla liberta’ che ci contraddistingue.
TDM: Oltre alla radio e all’attivita’ di media relation per grandi realta’ e istituzioni del Ticino, la tua passione ti porta ad essere sul palco come moderatrice di eventi. Come si trasforma l’ascolto profondo di una voce o di una storia in un dialogo brillante capace di catturare l’attenzione di una platea dal vivo?
Io parto sempre dalla preparazione, perche’ non credo che si possa improvvisare completamente un buon evento. Ma prepararsi non significa arrivare sul palco con un copione rigido. Quando modero un evento cerco di conoscere prima le persone che avro’ davanti, il tema e il pubblico. Poi, una volta iniziata la conversazione, bisogna essere capaci di ascoltare davvero.
Non mi piace l’intervista nella quale il moderatore fa una domanda, ascolta meta’ della risposta e poi passa alla domanda successiva che aveva gia’ preparato. Se una persona dice qualcosa di interessante, bisogna seguirla. Magari nasce una domanda che non avevi previsto e proprio quella domanda porta fuori la parte piu’ interessante della conversazione.
E’ una cosa che ho imparato anche dalla radio. Ci sono ospiti che arrivano pensando di avere poco da dire e poi, trovando la domanda giusta, iniziano a raccontarsi. E li’ succede qualcosa. Credo che il pubblico percepisca immediatamente quando un dialogo e’ costruito e quando invece e’ autentico. Poi naturalmente ci sono gli imprevisti. E negli eventi gli imprevisti non mancano mai! Anche li’ l’esperienza aiuta: bisogna saper mantenere il ritmo, gestire una situazione inattesa e continuare a far sentire il pubblico parte di quello che sta succedendo. Per me moderare significa proprio questo: non essere protagonista, ma creare le condizioni perche’ siano gli altri a diventarlo.
TDM: Accanto alla tua densa carriera nella comunicazione e nei media, coltivi una parte piu’ intima ed espressiva: quella di pittrice e ritrattista. Quanto l’occhio dell’artista, abituato a cogliere le sfumature e i dettagli nascosti nei tratti di un volto, ti aiuta nell’ascoltare e nel fare emergere l’essenza piu’ autentica delle persone e delle aziende che segui?
La pittura e’ una parte molto importante di me e sicuramente ha influenzato anche il mio modo di guardare le persone. Quando fai un ritratto devi osservare molto. Non puoi limitarti a vedere un volto. Devi cogliere uno sguardo, un’espressione, una sfumatura. Devi cercare di capire qualcosa della persona che hai davanti. Credo che nel mio lavoro di comunicazione succeda qualcosa di simile.
Quando seguo un’azienda non mi interessa soltanto quello che vuole dire attraverso un comunicato o una campagna. Voglio capire chi c’e’ dietro. Qual e’ la storia dell’imprenditore? Perche’ e’ nato quel progetto? Qual e’ la passione che porta avanti? Chi sono le persone che lavorano ogni giorno per farlo funzionare? Spesso la parte piu’ interessante di un’azienda non e’ il prodotto che vende, ma il percorso che l’ha portata fin li’. La pittura mi ha insegnato a osservare e la comunicazione mi ha insegnato ad ascoltare. Credo che le due cose si incontrino proprio li’. Prima di raccontare una persona o un’azienda bisogna cercare di capire quale sia la sua vera identita’. E quando riesci a trovarla, la comunicazione diventa molto piu’ semplice e soprattutto molto piu’ vera.
TDM: Guardando alla tua continua voglia di sperimentare tra Svizzera e Italia — tra progetti culturali, dirette radiofoniche, grandi festival e nuove collaborazioni aziendali — quali sono le prossime sfide e le nuove storie che non vedi l’ora di raccontare?
La verita’ e’ che non sono molto brava a stare ferma! Sono una persona curiosa e mi piace studiare, incontrare persone, entrare in mondi diversi e scoprire cose nuove. E’ anche il motivo per cui, dopo piu’ di trent’anni nella comunicazione, continuo ad avere entusiasmo per questo lavoro.
Oggi mi muovo tra Svizzera e Italia, sempre piu’ in Svizzera ultimamente, e continuo a seguire progetti molto diversi: aziende, istituzioni, eventi, cultura, sport e naturalmente Radio Morcote International. La radio e’ stata una nuova sfida e forse anche una delle piu’ belle. Per tanti anni sono stata quella che chiamava radio e televisioni per conto dei propri clienti. Oggi sono anche dall’altra parte del microfono. Sono Station Manager e conduco Drive Time e questa esperienza mi ha permesso di vedere il mondo della comunicazione da un’altra prospettiva.
Mi piacerebbe continuare a dare spazio a storie che magari non trovano facilmente spazio altrove. Persone, aziende, professionisti, artisti, associazioni, progetti del territorio. Non necessariamente le storie piu’ grandi, ma quelle che hanno qualcosa di vero da dire. Vorrei continuare a costruire una radio capace di essere vicina alle persone, aperta al mondo e fedele ai valori con cui e’ nata. Alla fine, dopo tanti anni, quello che mi appassiona e’ rimasto lo stesso: conoscere persone, creare relazioni, intrattenere e ascoltare e trovare il modo giusto per raccontare cio’ che fanno. E finche’ continueremo ad avere curiosita’, continueranno ad arrivare anche nuove storie e soprattutto nuovi ascoltatori, come accade giorno per giorno.
Daniela Moroni
Intervista a Daniela Moroni: Dalla voce delle aziende alla pittura dell’anima
Redazione The Digital Moon
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