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Intervista a Claudia Lucia: Il Coraggio di Scegliersi

Intervista a Claudia Lucia: Il Coraggio di Scegliersi

La tua rinascita del 24 luglio 2014 è una linea di demarcazione potentissima nella tua vita: quanto ha influenzato le scelte che hai fatto dopo, in particolare nella tua vocazione al volontariato?

Quella data ha letteralmente permesso la nascita di un’altra persona. Di quello che ero prima, rimangono pochi tratti e poche certezze. Un punto cardine rimane la mia famiglia. Ed è stato per loro che, principalmente, ho trovato la forza per andare avanti. E vista la seconda possibilità che la vita mi ha dato, voglio impiegarla per dare una chance a chi è, ed è stato, meno fortunato di me.


Sei coinvolta in molte attività e ruoli, dal lavoro nei progetti cantonali alla protezione civile, passando per lo sport e il blog: come riesci a mantenere l’equilibrio tra questi mondi così diversi?

L’equilibrio nasce dall’influenza che hanno uno sull’altro. Sono una persona molto dinamica, che necessita sempre di nuovi stimoli. Ma, al contempo, sono una persona molto concreta che porta a termine ciò che ha iniziato. Crossfit mi ha insegnato a superare i miei limiti e mettermi sempre alla prova. I progetti cantonali sono imprevedibili e la mente deve essere reattiva e logica, per trovare soluzioni efficienti ed efficaci. La protezione civile mi permette di affinare il lato umano e della comunicazione, mentre il blog mi permette di esprimere la mia vera essenza. A ben guardare, ogni attività è utile per migliorare nelle altre.


“Mai controcuore” è la frase che ti rappresenta: c’è stato un momento recente in cui l’hai messa in pratica anche se ti ha richiesto coraggio?

“Mai controcuore” è una promessa, più che una frase. Una promessa a me stessa. E sono convinta che ogni volta in cui rinunciamo a qualcosa che desideriamo, ma che siamo coscienti ci ferirebbe, sia un atto di coraggio.
Ho scelto di mettermi al primo posto, scardinando amicizie e situazioni che portavo avanti solo per abitudine.


Il tuo blog “Ogni libro al suo post” ha un titolo originale e un gioco di parole curioso: qual è il libro che, più di tutti, ha trovato il suo “posto” nella tua vita?

Sicuramente Il quadro mai dipinto di Massimo Bisotti. Autore, peraltro, della frase “mai controcuore”.
È una riflessione sulla vita, sotto forma di racconto narrativo.


Il “Torneo delle Mura” è una bellissima iniziativa: cosa ti ha spinto a creare qualcosa dedicato ai bambini, proprio nel periodo di pausa invernale?

In realtà è un progetto nato un po’ per caso, con due persone per me molto importanti e che sono nell’ambiente calcistico da anni.
La formula del torneo, il primo anno, è stata dedicata ai giovani adulti ed è stato un successo. Nel secondo anno, abbiamo dedicato una giornata anche ai bambini ed è stato in quel momento che ci siamo resi conto di quanto fosse arricchente per noi e per loro un torneo del genere.
Non c’è competizione perché abbiamo delle coppe simboliche, che non danno nessun punto in nessuna classifica, e questo permette ai bambini di giocare per puro divertimento.
E permette a noi di contribuire al loro benessere.


Sei una sportiva e mediti con costanza, due pratiche molto diverse ma complementari: cosa ti dà una che non ti dà l’altra?

Come anticipato prima, il crossfit mi permette di avere una costante sfida con me stessa e di accrescere e consolidare la fiducia nelle mie capacità, e di scoprire quanto il mio corpo possa regalarmi.
La meditazione, al contrario, mi permette di focalizzarmi sul qui e ora, senza pretendere di essere migliore o peggiore. Mi permette di vedere chi sono e cosa ho dentro. Mi permette di capire e gestire i miei stati d’animo, le mie paure e le mie emozioni.


Sei una persona che dà molto, ma hai anche dei confini ben chiari: come riesci a selezionare chi far entrare nel tuo cerchio ristretto?

L’ho imparato con il tempo. Ho imparato che mi innamoro (in senso figurato e non) delle persone che sono capaci di farmi crescere e insegnarmi nozioni nuove, senza però farmi sentire in difetto.
Le persone che ho accanto sono persone che aggiungono e non tolgono. Inoltre, la mia pelle mi aiuta a selezionare: se di primo acchito una persona non mi piace, raramente (anzi, quasi mai) cambio idea.


I tatuaggi per te hanno un significato profondo: ce n’è uno che racconta più di ogni altro la tua storia?

Non in particolare. Sono tutti legati a momenti di vita diversi che, nel complesso, raccontano chi sono stata, chi sono e chi vorrei essere.


Ami l’arte, i tarocchi e i rossetti: se dovessi creare un autoritratto simbolico che racchiuda questi tre elementi, come sarebbe fatto?

Partirei con la dea Medusa al centro, ma resa molto femminile e non demoniaca. Con lunghe ciglia, tratti del viso marcati e labbra importanti colorate dal rossetto.
E la racchiuderei in uno sfondo composto da un libro aperto.


Il terzo castello di Bellinzona è il tuo posto del cuore: cosa senti dentro ogni volta che ci torni, e perché pensi che certi luoghi ci scelgano prima ancora che li scegliamo noi?

Anche quello è nato per caso, anche se sono convinta che il caso non esista.
Ero solita meditare al secondo castello, fino a quando, durante un corso della protezione civile, un ragazzo mi ha raccontato del terzo castello.
Appena arrivata, una domenica mattina, sono stata accolta da una folata di vento con degli odori particolari. E ho cominciato automaticamente a inspirare profondamente fino a sentirmi totalmente immersa in quel posto.
Non c’era più un castello, c’erano solo odori, rumori e pensieri.


Intervista a Claudia Lucia: Il Coraggio di Scegliersi
Redazione The Digital Moon

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