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Intervista a Amby: tra ingegneria e survival horror scopriamo la vita dietro il controller

Intervista a Amby: tra ingegneria e survival horror scopriamo la vita dietro il controller

Com’è nato il tuo amore per i videogiochi, in particolare per i survival horror, e cosa ti affascina di più di questo genere?

Il mio amore per i videogiochi è una costante che risale ai miei primissimi anni di vita. Devo ringraziare mia madre per avermi introdotto in questo universo magico, partendo dalle console Nintendo fino ad arrivare all’iconica PlayStation L’amore specifico per il genere survival horror ha una data e un titolo ben precisi: Resident Evil 4 del 2005. È stato uno dei primi giochi che abbia mai visto. Nonostante fossi terrorizzata ero contemporaneamente affascinata da quello che accadeva, facendolo rimanere uno dei miei giochi preferiti in assoluto. Ciò che mi affascina di più di questo genere è la sua capacità di generare una tensione emotiva unica. Non si tratta solo di jump scare, ma vere e proprie esperienze che ti fanno salire l’adrenalina. Possiamo dire che li vedo come una vera e propria sfida mentale e strategica che trovo incredibilmente coinvolgente.


Come riesci a bilanciare la tua vita da studentessa di Ingegneria Informatica con la creazione di contenuti, le live su Twitch e il cosplay?

Bilanciare la mia vita da studentessa di Ingegneria Informatica, che è un percorso molto impegnativo, con la creazione di contenuti, le live su Twitch e il cosplay richiede una rigida organizzazione del tempo e molta disciplina.Twitch, Cerco sempre di tenere le serate del weekend libere e le dedico interamente alle live. YouTube,  Per i video più strutturati, come review o gameplay commentati, mi ritaglio uno spazio fisso, solitamente il lunedì mattina. Lo uso come momento di pianificazione, registrazione ed editing. Cosplay, Questa è l’attività più complessa e richiede una pianificazione a lungo termine per la realizzazione dei costumi. Generalmente, una volta pronto il set-up (trucco e vestiti), cerco di integrarlo con le live serali. Mi preparo nel tardo pomeriggio, scatto le foto e registro i tiktok/reel per i social, e poi vado direttamente in live. In questo modo, ottimizzando il tempo, riesco a creare contenuti per tutte le piattaforme con un unico sforzo.


Qual è stata la live o il gameplay horror che ti ha messo più alla prova, e cosa hai imparato da quell’esperienza?

Non c’è stato un singolo gameplay horror a mettermi alla prova, quanto un momento cruciale che mi ha fatto cambiare prospettiva sulla creazione di contenuti.

In realtà, la mia carriera su Twitch è iniziata con League of Legends, un gioco notoriamente competitivo e tossico. A un certo punto, l’odio e le critiche ricevute in chat mi hanno abbattuta profondamente, portandomi ad abbandonare il mio sogno di fare streaming. È stata una scelta impulsiva e, col senno di poi, me ne pento amaramente.Il punto di svolta è arrivato quando ho avuto la lucidità di capire che il problema non ero io, ma la negatività intrinseca di una certa nicchia online. Appena ho riacquistato questa consapevolezza, sono tornata immediatamente a fare ciò che amavo, concentrandomi sul survival horror, la mia vera passione, e tutt’oggi cerco di costruire una community positiva.

Questa esperienza mi ha lasciato un insegnamento fondamentale: ignorare le voci negative, specialmente quando si tratta di un tuo sogno.


Il cosplaying è una forma d’arte che richiede tempo e creatività: cosa ti spinge a dedicartici e quale personaggio hai amato interpretare di più?

Il cosplaying è per me un modo tangibile e incredibilmente appagante per riportare in vita e rendere omaggio ai personaggi che più amo.Mi spinge a dedicarmi al cosplay non solo il divertimento, ma anche la possibilità di sperimentare e mettere alla prova le mie capacità creative, spingendomi oltre i miei limiti. Trovo che sia una forma d’arte unica e inclusiva che tutti dovrebbero provare almeno una volta per comprendere la soddisfazione di vedere un personaggio prendere forma grazie alle proprie mani.

Il cosplay che ho amato di più fare è stato senza dubbio quello di Fischl di Genshin Impact.

La ragione principale è la profonda risonanza con il suo carattere: Fischl, con la sua eccentricità e il suo linguaggio drammatico, mi ha permesso di esplorare e mettere in scena una parte della mia personalità. È stato un personaggio divertente.


Guardando al futuro, come immagini l’evoluzione del tuo percorso online? Ci sono progetti o sogni legati al mondo videoludico o alla content creation che vorresti realizzare?

Guardo al futuro del mio percorso online con molta ambizione e un obiettivo ben chiaro: diventare un punto di riferimento per il genere survival horror nella community italiana. Vorrei riuscire a far conoscere tutte le sfumature di questo mondo a un pubblico sempre più ampio, portando le persone a superare la paura iniziale e ad apprezzare le grandi narrazioni che offre.

Come molti streamer emergenti, il mio sogno a breve termine è quello di continuare a far crescere la mia community e, idealmente, riuscire a trasformare la creazione di contenuti in un vero e proprio lavoro a tempo pieno. Sarebbe la realizzazione di un sogno, potendo dedicare tutte le mie energie a ciò che amo.

Il mio sogno nel cassetto, l’obiettivo più grande a cui aspiro, è quello di collaborare attivamente con le principali case videoludiche. Vorrei essere scelta per rappresentare o lavorare direttamente con publisher del calibro di Capcom (maestri dell’horror) o Square Enix. Avere l’opportunità di recensire in anteprima o perché no, creare contenuti ufficiali per i loro social.


Intervista a Amby: tra ingegneria e survival horror scopriamo la vita dietro il controller

Redazione The Digital Moon

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