GLI IGNORANTI IN MATERIA
GLI IGNORANTI IN MATERIA
PREMESSA
Purtroppo, al giorno d’oggi abbiamo a che fare con una realtà in cui, nonostante tutto il discorso fatto sull’importanza dell’esercizio fisico, nel settore operano ancora persone che, per svariate motivazioni, si sono introdotte nel mondo del lavoro delle scienze motorie senza possedere le necessarie competenze, soprattutto per quanto riguarda l’ambito dell’istruzione.
LE PRIME CONSEGUENZE
Al di là della mancanza di professionalità che questo può comportare anche nel confronto con altri Paesi, appare evidente che tale situazione sia in qualche modo tollerata. Non credo che il ritardo del nostro Paese sia dovuto a una mancanza di capacità, considerando che esistono professionisti che hanno sviluppato competenze solide nell’ambito. Ma questo è un altro discorso.
ALTRI FATTORI
Dal punto di vista della valutazione, non tanto nell’acquisizione del titolo di laurea quanto nell’ambito scolastico, ci si trova spesso davanti a personale che non possiede le competenze necessarie per valutare, giudicare o criticare il lavoro di un laureato in scienze motorie, sia come docente, sia come tutor o altra figura professionale del settore.
Ciò comporta che determinate modalità interpretative della lezione vengano giudicate in modo del tutto erroneo da personale non qualificato, che considera le attività svolte incompatibili con la popolazione studentesca o, addirittura, ritiene che il docente non sia adatto al tipo di istituto in cui opera. Le dinamiche di giudizio sono più o meno queste: cambiano nella forma, ma il senso rimane invariato.
LE FASCE DI ETÀ
Qualunque sia la fascia d’età con cui si lavori nell’ambito dell’istruzione delle scienze motorie, il problema è sempre lo stesso: il rischio di infortuni e le eventuali querele da parte delle famiglie. Di conseguenza, il collegio docenti è spesso intimorito, anche perché le strutture non sempre sono adeguate al tipo di lezione proposta.
In molte scuole, infatti, non esiste una palestra idonea, ma soltanto una stanza pavimentata in modo non conforme alle normative per lo svolgimento di attività motorie. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che gli studenti più deboli o meno predisposti all’attività fisica tendono a lamentare dolori, riportando poi tali lamentele ai genitori, che a loro volta si rivolgono all’istituto.
La situazione diventa frustrante anche per gli studenti più portati, che si sentono limitati dal fatto di non poter svolgere attività adeguate alle proprie capacità, poiché il docente deve necessariamente adattarsi a chi manifesta difficoltà o timori. Anche una minima lamentela può infatti innescare una catena di segnalazioni che coinvolge famiglie e istituzione scolastica.
CONCLUSIONE
Infine, se il mondo della scuola e quello dello sport venissero agevolati attraverso dinamiche capaci di adeguare gli istituti scolastici, integrando palestre simili a quelle dei centri fitness e strutture sportive idonee a promuovere lo sport nel pomeriggio e l’attività fisica in modo curricolare al mattino, dalle scuole italiane potrebbero emergere non solo menti brillanti, ma anche nuove promesse sportive.
GLI IGNORANTI IN MATERIA
Daniele
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