Intervista a Renato Esposito: Dalla sceneggiatura ai romanzi cult
Intervista a Renato Esposito: Dalla sceneggiatura ai romanzi cult
Ciao Renato! Laureato in Scienze della Comunicazione, ti sei mosso tra sceneggiatura, regia ed editing prima di affermarti nella narrativa. In che modo la tua esperienza dietro la macchina da presa e nella scrittura cinematografica influenza la struttura e il ritmo dei tuoi romanzi?
Influenza soprattutto il mio modo di visualizzare le scene in fase di progettazione e di stesura. Per me la scrittura è un atto profondamente sinestetico. Naturalmente tutto parte dallo stile del testo e dalle parole, ma se queste non suscitano nella mia mente immagini nitide, suoni, colori – insomma, un mondo sensoriale completo ed emotivamente vibrante – allora le ritengo inutili. Non importa quanto a prima vista possano sembrare ricercate o “ben scritte”.
Nel mio ultimo thriller storico, “Tresche fatali nel castello di Bracciano”, ho applicato questo concetto al massimo: l’opera è strutturata con l’impatto visivo e il ritmo sincopato di una moderna serie TV, divisa in 150 capitoli brevi, dove ognuno termina rigorosamente con un colpo di scena teatrale.
Fin dal tuo debutto editoriale nel 2004, le tue opere si sono distinte per eclettismo e intensità, portandoti a essere definito uno “scrittore cult”. Come è cambiato il tuo modo di raccontare storie in questi oltre vent’anni di carriera?
Penso che il mio modo di raccontare abbia acquisito molta più profondità, sia nei temi e nei concetti filosofici affrontati, sia nella caratterizzazione psicologica dei personaggi. Esploro volentieri le sfumature più nebbiose e noir dell’animo umano.
Quello che è rimasto assolutamente invariato in questi vent’anni, però, è il mio vivo desiderio di avvincere il lettore, di tenerlo incollato alla pagina e, soprattutto, di sconcertarlo, condividendo con lui emozioni vere, forti e palpitanti.
Molti grandi autori e maestri del cinema e della letteratura — come Quentin Tarantino o Stephen King — hanno saputo fondere linguaggio visivo e narrativo per creare mondi inconfondibili. Quali sono le figure di riferimento che hanno maggiormente ispirato il tuo stile?
Dal punto di vista letterario sono cresciuto, fin da ragazzino, a “pane e Stephen King”, ma il primo autore in assoluto a farmi comprendere a quali vette artistiche e introspettive potesse ambire la grande letteratura è stato Fëdor Dostoevskij.
Per quanto concerne i maestri del cinema, oltre al Quentin Tarantino citato nella domanda, menzionerei senza dubbio Martin Scorsese e, sopra ogni altro, Stanley Kubrick. Kubrick rappresenta per me un punto di riferimento imprescindibile, una meravigliosa fonte di ispirazione per la sua precisione geometrica, il controllo ossessivo dell’inquadratura e la capacità di indagare l’oscurità umana.
Il mondo dell’editoria e quello dell’audiovisivo sono in continua evoluzione. Quali ritieni siano oggi le sfide principali per un autore che vuole catturare l’attenzione di un pubblico sempre più abituato a ritmi di fruizione veloci?
La sfida principale è riuscire a ritrovare un linguaggio moderno, ritmico e contemporaneo per il romanzo, che al momento si trova purtroppo in una posizione arretrata rispetto ad altri media, spesso a causa delle politiche di investimento conservative dei grandi gruppi editoriali. È anche per questo che ho scelto la via del Self-Publishing.
L’auto-pubblicazione permette di abbattere i filtri burocratici e di proporre storie potenti direttamente al pubblico dei lettori forti, che sanno riconoscere e premiare l’originalità di un’opera.
Guardando ai tuoi prossimi progetti, quali nuove storie o generi narrativi ti piacerebbe esplorare per i tuoi lettori nei prossimi anni?
Ogni volta che metto la parola “fine” a un romanzo, penso ironicamente che sia l’ultimo. Il prezzo psicologico ed emotivo che si paga per dare vita a una storia così densa è sempre molto alto, ti svuota. Allo stesso tempo, mentirei se dicessi che dal profondo non stia già brulicando qualche nuova idea.
Ad esempio, mi stuzzica moltissimo la possibilità di scrivere un romanzo incentrato sulla figura storica e rivoluzionaria di Masaniello. Al momento, però, non so ancora se vorrò cimentarmi in un’altra imponente epopea storica o se deciderò di cambiare completamente genere per spiazzare ancora una volta i miei lettori.
Renato Esposito|Ig: @espositorenatoscrittore
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Redazione The Digital Moon
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