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Connessi con tutti vicini a nessuno

Connessi con tutti vicini a nessuno


La solitudine nell’epoca delle connessioni digitali

Abbiamo il mondo nelle nostre mani, possiamo parlare con qualcuno dall’altra parte del pianeta, conoscere nuove persone, condividere fotografie, pensieri, emozioni e momenti della nostra vita. Eppure, nonostante tutto questo, sempre più spesso ci troviamo davanti a una domanda difficile: “Perchè mi sento solo se sono continuamente connesso?”, è uno dei grandi paradossi del nostro tempo. La ricerca recente mostra che il rapporto tra social media e solitudine è complesso, non è semplicemente il numero di ore trascorse online a spiegare il problema, ma anche il modo in cui utilizziamo la tecnologia e le esperienze che viviamo attraverso di essa.

essere visti non vuol dire essere conosciuti, possiamo avere centinaia di persone che guardano le nostre storie e pochissime che conoscono davvero le nostre paure. Possiamo avere conversazioni durante tutta la giornata e arrivare alla sera con la sensazione di non aver parlato veramente con nessuno, perchè una cosa è essere visti, un’altra è essere ascoltati e ancora diversa è essere compresi.


Rapporti digitali

La connessione digitale può facilitare i rapporti, ma non può sostituire completamente quella dimensione umana fatta di presenza, sguardi, silenzi condivisioni e vicinanza reale. Il confronto con una vita che non conosciamo, si può racchiudere sui social che ci mostrano continuamente i frammenti della vita degli altri, vediamo viaggi, successi, corpi perfetti, relazioni apparentemente felici, carriere,case, sorrisi. E senza rendercene conto iniziamo a confrontare il nostro “dietro le quinte” con il palcoscenico degli altri. Il problema non è guardare la felicità altrui, il problema nasce quando iniziamo a pensare che quella felicità rappresenti tutta la loro vita e che le nostre difficoltà rappresentino invece tutta la nostra.


Quando la connessione diventa fuga

A volte prendiamo il telefono non perchè abbiamo qualcosa da fare, ma perchè non vogliamo sentire qualcosa, la noia, il silenzio, la solitudine, un pensiero che ci fa paura, un’emozione che non sappiamo gestire e così scorriamo, un video dopo l’altro, una storia dopo l’altra, una notifica dopo l’altra, finchè arriva sera e ci accorgiamo di aver riempito il tempo, ma non necessariamente il vuoto.

Alcune ricerche recenti hanno infatti trovato associazioni tra uso problematico dei social e maggior solitudine, sottolineando però che il rapporto non è così semplice e che conta molto il modo in cui la tecnologia viene utilizzata.


Tornare alla presenza

Forse oggi una delle forme più profonde di crescita personale è imparare nuovamente a stare presenti, a tavola senza guardare il telefono, durante una conversazione senza controllare le notifiche, con qualcuno senza sentire il bisogno di documentare ogni momento, e soprattutto con noi stessi, senza cercare immediatamente qualcosa che riempia ogni silenzio, perchè stare da soli non vuol dire necessariamente essere soli.

A volte la solitudine può diventare uno spazio nel quale ascoltarsi, conoscersi e capire cosa vogliamo davvero, forse non dovremmo disconnetterci completamente dal mondo, dobbiamo imparare a scegliere quando essere connessi e quando essere presenti!! Possiamo avere mille contatti e sentirci soli, ma possiamo anche avere poche persone autentiche e sentirci profondamente accompagnati, la qualità delle nostre connessioni conta più della quantità.

Forse il momento più difficile della vita arriva quando ci convinciamo che senza una determinata persona non possiamo più stare bene, ci aggrappiamo a un amore, anche quando quell’amore ci fa soffrire, ci fa sentire rifiutati, non abbastanza, non visti, amare qualcuno non dovrebbe mai significare smettere di amare se stessi.


Il coraggio di andarsene

A volte restare non è sinonimo di forza, a volte la vera forza è avere il coraggio di andarsene da un luogo, da una relazione o da una situazione nella quale non ci sentiamo più accolti, rispettati e amati, e non parlo solo di relazioni sentimentali, ma in generale.

Dobbiamo finalmente capire che la nostra vita ha un valore che non può dipendere dalla scelta di qualcun altro. La libertà più grande non è riuscire a vivere senza qualcuno è scoprire di poter vivere anche senza essere scelti da quella persona. Nessuna persona dovrebbe diventare il motivo per cui dimentichi quanto sia preziosa la tua esistenza.

Quante volte durante una giornata cerchiamo qualcuno online, quando in realtà ciò di cui abbiamo bisogno è semplicemente sentirci vicini a qualcuno nella vita?

Premetto che non sto sminuendo i rapporti creati on line, molti sono veri e profondi..ma questa è una riflessione dove questa profondità non esiste, dove le nostre vite sono scandite dalle notifiche sterili!!!

Connessi con tutti vicini a nessuno

Non è il numero di persone che riescono a raggiungerti a determinare quanto sei connesso al mondo, ma quante persone riescono davvero ad arrivare fino alla parte più autentica di te”


Connessi con tutti vicini a nessuno

Shelly

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Connessi con tutti vicini a nessuno Non è il numero di persone che riescono a raggiungerti a determinare quanto sei connesso al mondo, ma quante persone riescono davvero ad arrivare fino alla parte più autentica di te"