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Intervista a Cristian: Dalle Minimoto di Codogno al Sogno MotoGP

Intervista a Cristian: Dalle Minimoto di Codogno al Sogno MotoGP


Cristian, hai iniziato a correre a soli 2 anni e 7 mesi con una motina cinese in cortile, passando per i “campionati della salsiccia” e la pista di Codogno con il tuo storico istruttore: quanto sono state fondamentali queste radici così genuine e amatoriali per costruire il pilota che oggi corre nei circuiti del Motomondiale?

Tutto quello che ho fatto fino ad ora e stato fondamentale e utile per arrivare dove sono, ho sempre fatto i campionati rispettando sempre l’età minima e trovandomi sempre giusto di età, non mi sono mai trovato in ritardo per passare alle capture successive, questo secondo me ha aiutato molto.
si, la mia pista dove passavo la maggior parte degli allenamenti o gare, era proprio la pista di codogno. Dove ho conosciuto amici che mi porto tuttora e alcuni ancora ci corro contro.

Ho conosciuto anche un’istruttore che mi ha accompagnato per tantissimi anni,con lui ho onorato veramente tanto, dalle lezioni io e lui la sera dalle 5 alle 9, uscivo da scuola e si andava lì ad allenarsi. Tutto è servito per arrivare dove sono, qualche volta vado ancora ad allenarmi con lui.


Nel 2021 hai conquistato il podio al mondiale FIM MiniGP a Valencia, vincendo il pass per vivere il weekend della MotoGP dove hai incontrato leggende come Valentino Rossi e Marc Márquez: cosa ha significato per un ragazzino di 11 anni trovarsi faccia a faccia con i propri idoli e quanto ha alimentato la tua fame di vittoria?

Nel 2021 sono arrivato 3 nel “FIM MINIGP WORDS SERIES” Valencia, e ciò mi ha permesso di avere il pass per il weekend della motoGp pochi giorni dopo sempre a Valencia. Ho avuto l’opportunità di incontrati molti piloti, tra cui Marc Marquez e Valentino Rossi. Ho visto anche le categorie girare in pista dal vivo,e devo dire che ho imparato più lì 3 giorni a vedere loro dal vivo, che 50 giornate in pista da solo. Ovvio che quando sei lì, e vedi tutti quei piloti che corrono dove vuoi arrivare anche tu, ti mette molta fame, vedi che sono persone come te, che con impegno dedizione e sacrifici sono arrivati lì dove anche tu vuoi arrivare. E questo mi ha fatto capire capire che potevo arrivarci anche io, non da un giorno con l’altro, ma con anni e anni di duro lavoro, e ancora ci sto provando, perché come ho detto ci volevano anni, ora sono sicuramente più vicino a questo sogno,ma ancora devo lavorare tanto,e forse di più di quello che sto facendo, perché i posti sono sempre meno e difficile da ottenere.


Il passaggio alle “moto vere” in PreMoto3 nel 2023 ti ha portato a sfiorare i 235 km/h su piste leggendarie come il Mugello e Misano, fino a laurearti Campione Italiano nel 2024: qual è stata la sfida più grande nell’adattare il tuo stile di guida a spazi e velocità così stravolgenti per la tua età?

Per me non è stato tanto difficile adattare lo stile di guida alle moto grandi, fin da subito andavo forte ed ero nelle posizioni di vertice, concludendo il mio primo anno in 3 posizione. La sfida più grande non è stata appunto il passaggio da oh vale alla premoto3, ma il passaggio al campionato europeo, il MOTOJUNIOR.
il campionato italiano è un campionato di passaggio, puoi anche non trovarti in difficoltà lì, ma sicuramente poi ti troverai in difficoltà quando passi al motojunior, perché il livello cambia veramente, anche io le prime gare o test mi sono trovato in difficoltà. La sfida più grande l’ho avuta nel 2025, quando sono passato al motojunior, quel campionato ha un livello estremamente alto, qui i piloti hanno totalmente un’altra mentalità, la mentalità quella giusta, e per vincere o stare davanti li, gara dopo gara ho cambiato anche io.


La strada per il Mondiale è durissima e i titoli italiani non bastano: dopo la delusione delle selezioni in Spagna nel 2024, hai reagito con maturità stringendo i denti nel MotoJunior 2025 fino a sentire il tuo nome urlato al microfono di Guadix per la Red Bull Rookies Cup. Cosa hai provato in quel momento esatto e dove hai trovato la forza mentale per non mollare?

Nel 2025 sono stato preso per partecipare alla REDBULL MOTOGP ROOKIES CUP nel 2026. In quella selezione, ho spinto come un matto, volevo essere preso, volevo far avverare quel piccolo sogno che sognavo da quando era bambino. Siamo tantissimi piloti in quella selezione, e ne hanno presi solamente 8.
tutti seduti su delle sedie in silenzio, in secondo fila, con le fuga incrociate, sperando uscisse il mio nome.

Sono stato chiamato per 4 e quando l’ho sentito mi sono subito alzato e ho guardato mio papà, correndo verso di lui e abbracciandolo. In quel momento scarichi un’adrenalina incredibile, ti senti leggero, ho pensato a tutti i sacrifici che ho fatto e che i miei genitori hanno fatto, e che alla fine sono serviti. Ora non riesco neanche a dire quello che ho provato, è un emozione strana, che solo quando ho provato ho pensato a tantissime cose belle, che ora non mi vengono più perché non sto provando quell’emozione. Ma li, al momento, piangevo e piangevo della felicità, emozioni veramente incredibili. Quest’anno sono grato di correre in questo campionato e sto mettendo sempre tutto me stesso.


Il 2026 è l’anno della svolta, diviso tra il MotoJunior e la prestigiosa vetrina della Red Bull MotoGP Rookies Cup, il trampolino definitivo per la Moto3: con quali obiettivi affronti questa stagione decisiva e come stai gestendo, a soli 16 anni, la pressione di correre davanti agli occhi dei grandi team mondiali?

Quest’anno, corro sia nel motojunior che nelle Redbull motogp rookies cup. Nella redbull motogp rookies cup, l’obbiettivo e migliorare gara dopo gara, imparando le nuove piste, inconcare a fare qualche buon risultato e incriminare a farsi vedere. Nel motojunior l’obiettivo è molto chiaro, quest’anno voglio vincere, e difficile che in questo campionato quest’anno mi accontenti, voglio vincere, le prime due gare in questo campionato, non sono andate esattamente come volevo, e infatti non sono per nulla contento. Adesso è il momento di voltare pagina,il potenziale per vincere ce,il team è perfetto e penso che meritano risultati migliori.

Cristian Borrelli


Intervista a Cristian: Dalle Minimoto di Codogno al Sogno MotoGP

Redazione The Digital Moon

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