Intervista a Jennifer: Sinfonia in rossetto e borchie
Intervista a Jennifer: Sinfonia in rossetto e borchie
Come ha influenzato la tua esperienza come fotomodella il modo in cui oggi consigli i prodotti Clarins alle tue clienti? Hai qualche “trucco del mestiere” dell’epoca che usi ancora?
A dire il vero non ho “trucchi del mestiere” particolari che mi porto dietro da quell’esperienza, però sicuramente mi ha insegnato quanto sia importante valorizzarsi in modo naturale. Oggi, quando consiglio i prodotti del brand per cui lavoro alle mie clienti, cerco sempre di esaltare i punti di forza di ogni persona con un make-up fresco, luminoso e mai eccessivo. Per me il bello del trucco è proprio questo: far sentire una donna bene con sé stessa, senza snaturarla.
Lavori per un brand noto per la sua estetica naturale, elegante e orientata al benessere. Come riesci a conciliare questa immagine così “zen” con l’estetica più aggressiva e potente della musica metal?
Per me la musica metal è prima di tutto uno stato d’animo e uno stile di vita, non semplicemente un’estetica. Il metal rappresenta energia, autenticità, intensità emotiva e libertà di espressione. Questi valori possono convivere perfettamente anche con un universo professionale legato al benessere, alla cura di sé e all’equilibrio. Non vedo una contraddizione: una persona può avere un’anima intensa e ribelle senza doverla esprimere solo attraverso un’immagine aggressiva.
Posare per un magazine così iconico come Playboy richiede una grande sicurezza di sé. Qual è la lezione più importante che hai imparato sul corpo e sull’immagine durante quel periodo?
La lezione più importante è stata capire che femminilità e vulnerabilità possono convivere. Ho smesso di vedere il corpo come qualcosa da ‘correggere’ e ho iniziato a viverlo con più libertà.
Gestire cinque gatti è un lavoro a tempo pieno! Hanno dei nomi ispirati al mondo della musica o del beauty, o ognuno ha una personalità completamente fuori dagli schemi?
Con cinque gatti serve spirito di squadra: convivo e ce li gestiamo in due! Alcuni nomi nascono dalle mie passioni, per esempio due di loro si chiamano Kubrick e Tarantino, un omaggio a due registi che ho sempre amato molto e perché incarnano davvero quei mondi lì:uno sofisticato e magnetico, l’altro caotico ma irresistibile. Gli altri hanno personalità talmente fuori dagli schemi che i nomi sono arrivati quasi da soli.
Qual è stato l’ultimo concerto metal che ti ha davvero segnata e qual è il tuo “kit di sopravvivenza beauty” per rimanere impeccabile anche dopo ore di pogo e musica a tutto volume?
Il vero effetto post concerto metal non è essere impeccabile, ma uscire devastata nel modo migliore possibile. Se torno con il trucco intatto vuol dire che non mi sono divertita abbastanza. Tutti i live che ho vissuto mi hanno lasciato qualcosa e in qualche modo mi hanno segnata, perché quella connessione di energia e libertà è difficile da spiegare a parole.
In questo periodo poi sto aspettando con ansia il concerto di Marilyn Manson a luglio: lo amo da morire e so già che sarà una di quelle serate da vivere senza pensare troppo a restare perfetta. Il mio “kit di sopravvivenza” è molto basic: acqua e tanta resistenza fisica. Il resto lo lascio volentieri al caos del live.
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Redazione The Digital Moon
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