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Intervista a Viola: Tra musica e recitazione

Intervista a Viola: Tra musica e recitazione


Cosa ti ha spinto a lasciare le Marche per trasferirti a Milano?

La voglia di fare musica e trovare un ambiente più “accogliente”, non fraintendiamo le Marche sono bellissime ma per trovare un’offerta musicale più ampia e variegata ho pensato che Milano fosse la città giusta. Offre molto, dagli eventi ai concerti, insomma è sicuramente un centro più vivo se parliamo di panorama musicale. E poi avevo bisogno di staccarmi dalla mia città, volevo nuovi stimoli sia a livello musicale che personale; mi sono autoimposta questa sfida.


In che modo definiresti il tuo stile musicale folk-pop e come si è evoluto nel tempo?

Per folk-pop intendo uno stile che unisce i miei gusti alla canzone pop, intesa come struttura e platea alla quale vorrei rivolgermi. Dico che è folk perché rispetto ai miei brani precedenti ci sono suoni più acustici, meno lavorati, insomma più naturali. Fino all’anno scorso ero indirizzata su uno stile molto più costruito, più duro nei suoni e nelle parole, c’erano elementi più urban che ora stiamo lasciando andare.


Qual è il significato dei Fleetwood Mac per te e quanto influenzano la tua musica?

Io adoro i Fleetwood Mac! Non c’è una mia playlist in cui non siano presenti. Trovo geniale il loro modo di scrivere e comporre, non sono mai caduti nella banalità e ogni loro canzone mi fa venire voglia di ascoltarne ancora e ancora. Stevie Nicks è un’icona alla quale mi ispiro molto sia nel modo di stare sul palco sia nei testi. Penso che i Fleetwood Mac siano il frutto di quegli incontri magici che accadono raramente.


Come riesci a conciliare la carriera da cantautrice con lo studio della recitazione?

Attualmente riesco a gestirmi discretamente, la disciplina che ho ereditato dallo sport mi aiuta molto e poi quando fai quello che ti piace veramente forse senti meno il peso della fatica!


C’è un momento o un’esperienza che ti ha fatto capire davvero di voler lavorare nel mondo dello spettacolo?

Per quanto riguarda la musica, tutte le volte che salgo sul palco ricevo la conferma che questo è il mio mondo. Anche quando in studio lavoriamo ad un nuovo brano e ascoltiamo la versione semi-definitiva, in quei momenti capisco che voglio fare soltanto quello. Relativamente alla recitazione invece è stato più immediato, dai primi giorni di lezione ho capito che appartenevo a quell’habitat. Credo di aver sempre avuto un po’ questa vena artistica, ricordo che anche da bambina usavo il divano come palcoscenico e il telecomando come microfono per fare i concerti, e mi piaceva tantissimo imitare gli accenti, lo facevo così per ridere ma ricordo che mi veniva naturale e mi divertivo tantissimo.

Viola Thian


Intervista a Viola: Tra musica e recitazione

Redazione The Digital Moon

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