Intervista a Diamanda: Vivere di musica tra onde e dacefloor
Intervista a Diamanda: Vivere di musica tra onde e dacefloor
- Maiorca e Zante: che suono hanno per te, e cosa porti di quelle notti quando torni nel Nord Italia?
- In un’epoca di streaming e playlist, cosa significa oggi essere un deejay “vero”?
- Se dovessi raccontare la tua vita con tre tracce, quali sarebbero e perché?
Dopo 35 anni di musica, qual è il momento in consolle che ti ha fatto dire “ne è valsa la pena”?
Ciao a tutti , sono Mistericky , faccio il deejay e lo speaker radiofonico da una vita . Sono veneto , militesente , patentato (scemo patentato) …
Penso che ne sia valsa la pena dal primo dj set che ho fatto davanti a 50 persone , era il 1990 … vinili .. le mani che mi tremavano .. Tornato a casa ho pensato ‘ IO VOGLIO FARE QUESTO NELLA VITA’ .
Cosa cambia davvero tra parlare al microfono in radio e guidare una pista alle 3 di notte?
La radio è un monologo dove racconti più il tuo modo di essere , con i tuoi umori , i tuoi pensieri . Non hai la reazione del pubblico immediata .. Tante volte mi chiedo se le cose che faccio e dico in radio facciano ridere o interessino . La mia richiesta finisce lì . Mi auto-convinco . Altrimenti sarebbe un continuo cercare di essere rassicuranti. L’unica cosa che rassicura sono i dati di ascolto , che escono ogni tre mesi . In discoteca hai la reazione immediata . Negli ultimi anni non basta riempire una pista . Bisogna farla divertire , cantare , sfogare . Cerco più quello che ti ho detto, in questi anni .
Maiorca e Zante: che suono hanno per te, e cosa porti di quelle notti quando torni nel Nord Italia?
A Maiorca e Zante ho la fortuna di mettere musica in due super club . Il BCM a MAGALUF e il SIZZLE a LAGANAS . Sono delle serate ‘dedicate’ al pubblico italiano che è presente per il’ 80/90 % dei clienti totali . E’ tutto molto semplice perché si respira il mood che sentiamo qui in Italia . Con la differenza che lì sono tutti in vacanza e si divertono il triplo , fieri di essere all’estero e di sentirsi protagonisti lontanoi da casa . Quando al BCM dico la prima frase in italiano , cosa che non si aspettano in Spagna , viene giù il locale .
In un’epoca di streaming e playlist, cosa significa oggi essere un deejay “vero”?
Significa arrivare prima degli altri . Non necessariamente con la novità delle ultime ore , quanto con quello che piacerà al pubblico . Negli ultimi anni abbiamo avuto delle hits uscite anche 20 anni fa grazie ai socials . Questo è , per me , gratificante perché da valore alla musica che è meno usa e getta rispetto ad anni fa . Se ci arrivi prima degli altri e cogli il segnale , sei un bravo deejay .
Se dovessi raccontare la tua vita con tre tracce, quali sarebbero e perché?
Bella domanda . Ma ho la risposta senza tanti ragionamenti .
A) SWEET DREAMS – EURYTHMICS in tutte le salse , versioni etc. Un EVERGREEN che non manca mai in un mio set .
B) I LOVE TO LOVE – TINA CAHRLES . Il disco che ricordo quando ho acceso la radio la prima volta a metà degli anni 80 .
C) THE CONCERT – M@D . Gruppo di cui faccio parte . La cover del POROPOPO dei mondiali 2006 . Mi ha fatto girare ovunque e conoscere un sacco di deejays di tutto il mondo .
Intervista a Diamanda: Vivere di musica tra onde e dacefloor
Redazione The Digital Moon
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