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Intervista ad Annalina: Tra giornalismo e letteratura

Intervista ad Annalina: Tra giornalismo e letteratura


Cosa ti ha spinto, quindici anni fa, a fondare una rivista culturale e quale evoluzione ha avuto nel tempo ’900 letterario?

Innanzitutto la passione per la letteratura. In quel periodo ero particolarmente interessata all’approfondimento dello studio della letteratura del ‘900, essendomi laureata in critica letteraria con una tesi su Marcel Proust. L’intento era quello di far appassionare soprattutto i giovani ai grandi classici e a far scoprire loro i cosiddetti autori minori, mostrando come la letteratura sia importante della nostra formazione umana, partendo dallo studio del romanzo del Novecento, mirabile opera del critico Giacomo Debenedetti che si sofferma sulla irruzione della psicoanalisi nella tecnica e nel cuore stesso dell’arte narrativa attraverso le proustiane intermittenze del cuore e le epifanie dei personaggi di Joyce.


In un panorama editoriale spesso complesso, come riconosci un autore esordiente di vero talento?

In realtà lo si riconosce abbastanza nell’immediato. Una delle caratteristiche principali è naturalmente lo stile. Uno stile personale, che non asseconda la moda editoriale. Un autore di valore usa il dispositivo narrativo per raccontare una frattura, che sia concettuale, morale, o esistenziale. Un autore che voglia scrivere letteratura e non solo libri, non deve cercare consenso a atteggiarsi ad intellettuale-influencers egoriferiti.


Quanto conta oggi l’ironia – anche quella più tagliente e sarcastica – nella critica letteraria?

Penso che conti da sempre. Fa parte dello stile del critico, è una peculiarità innata. Tuttavia la critica letteraria oggi dovrebbe dirci, con senso storico esatto e competenza di letture internazionali, che cosa è bene salvare, non dire chi è più bravo di chi. Purtroppo spesso si assiste ad elogi sperticati di libri mediocri da parte di scrittori amici o di giornalisti che hanno scarse conoscenze in materia e tendono a salutare come “capolavoro” qualsiasi libro che esalti, ad esempio, le tematiche progressiste o che sono pensati per dimostrare una tesi.


Quali sono le principali sfide nel promuovere autori che scelgono la qualità senza ricorrere all’editoria a pagamento?

Per quanto mi riguarda nessuna. Il lavoro è delle case editrici che scelgono di puntare sulla qualità. Il lavoro editoriale è costituito da molti fattori, in primis dall’amore per la scoperta di voci nuove, soprattutto se le si sente sulla propria lunghezza d’onda. Io do spazio solo ad autore che hanno pubblicato con case editrici non a pagamento, anche se a volte può capitare che un autore valido, vedendosi chiuse tutte le porte in faccia, perché magari la casa editrice punta sui soliti nomi e non vuole rischiare, decide di pagare. Il mercato editoriale è dominato da fenomeni incomprensibili.

Ci sono autori che invece si rivolgono al self-publishing per questioni di vendita, a scapito della qualità del testo o perché non vogliono che il loro scritto venga toccato dall’editor. A tutto questo poi si aggiungono i problemi legati alla distribuzione, alle presentazioni, alla promozione del libro sui media, aspetti direttamente proporzionali alla grandezza e alle possibilità della casa editrice, anche quella non a pagamento. Tra queste figurano anche case editrici che in realtà sono delle stamperie che si reggono con il crowfunding. A farne le spese, in tutti i sensi, è l’autore che viene lasciato solo nella fase promozionale.


Da giornalista freelance e promotrice culturale, cosa significa per te “dare spazio” e quale impatto speri di avere sui lettori?

Significa parlare diffusamente di libri di qualità, intervistare gli autori, promuoverli con servizi anche a pagamento sui media (essendo quello dell’ufficio stampa un lavoro), farli conoscere agli appassionati di letteratura e ai cosiddetti “lettori forti” sui canali social, attraverso post e storie che catturino l’attenzione del pubblico virtuale, cercando di intercettare i loro gusti.

Annalisa Grasso


Intervista ad Annalisa: Tra giornalismo e letteratura

Redazione The Digital Moon

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