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Intervista a Lorenzo: L’arte di farsi odiare per farsi amare

Intervista a Lorenzo: L’arte di farsi odiare per farsi amare


Il Covid è stato per molti un periodo difficile, ma tu lo definisci “il più bello della tua vita”: cosa ti ha dato concretamente per arrivare a scrivere il tuo thriller?

Il riscoprire il tempo come bene più prezioso che abbiamo, a tal punto da far riconoscere il denaro come quanto di più inutile sia in nostro possesso. Il tempo, libero, e allo stesso tempo, appunto, talmente pregno di significato da levare il respiro. Nessuno che mi rompeva i coglioni, nessun obbligo di incontro, niente spostamenti, che a Roma sono la causa maggiore di perdita di tempo, il pianeta come non l’avevo mai visto, pulito, sobrio, musicale. Bello. Ricomincerei domani. Senza stimoli di altro genere, l’energia si è catalizzata tutta sulla scrittura.


Il tuo personaggio @il_rammaricato vive di critica quotidiana: quanto c’è di autentico e quanto di costruito in questo alter ego?

Non è un personaggio, e ho detto tutto.


La saga “E Se..” è arrivata al terzo volume grazie anche ai social: pensi che oggi il successo di un libro passi inevitabilmente dalla presenza online?

Io penso che tutto oggi sia obbligato a passare per i social, a meno che tu non avessi una posizione predominante già prima dell’esplosione degli stessi, e comunque anche chi già l’aveva deve farci i conti. Se sei più ‘grandino’, o ti metti da una parte a criticarli tipo Scrooge, oppure li studi e ne trai la parte migliore, che esiste eccome. Quante cose abbiamo scoperto grazie ai social, che le fonti ufficiali sono bene liete di nasconderci? Ed è proprio grazie ai social che la mia saga thriller, è diventata una saga, altrimenti sarebbe stata un libro singolo. E anzi voglio ringraziare dal profondo tutti quelli che all’inizio si sono fidati. Il terzo volume “E se Ornella Muti e Claudia Gerini…” è appena uscito.


Nelle tue canzoni e nei tuoi articoli affronti spesso temi “scomodi”: senti di avere una responsabilità verso il pubblico o ti consideri totalmente libero da filtri?

L’educazione credo sia l’unico vero filtro, anche se io spesso me lo dimentico, ma mi sta bene così, non si può essere educati quando si parla con gli idioti. Stessa cosa vale per il rispetto, che tutti credono sia dovuto a priori. No, non  è così; il rispetto si guadagna sul campo, non per una carica, o una qualifica che ti è stata data, e che spesso non meriti. Se sei una merda, devi essere trattato da merda. Ti faccio l’esempio dei morti, che il bigottone ti dirà che vanno comunque rispettati in quanto tali. No, perché se da vivo eri una merda, lo sei anche da morto, e io a fingere rispetto non dormirei la notte.


Dalla scrittura alla musica, fino alla collaborazione con Melody Castellari: qual è il filo conduttore che lega tutte le tue forme espressive?

Facile, mi devo divertire. Un grande produttore che purtroppo non c’è più mi diceva che piuttosto che lavorare con il numero 1 con il quale non ti diverti, meglio scegliere il 2, o il 3, con il quale il tempo è divertimento puro. Nel caso di Melody poi è facilissimo, visto che è anche la numero 1. 

Se non vedo l’ora di fare una cosa, allora è giusta, altrimenti ne faccio un’altra. Ascoltate Cocktail D’Amore e capirete.

Lorenzo Lombardi Dallamano


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Redazione The Digital Moon

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