Intervista a Paolo: Da calcio a TikTok Coach
Intervista a Paolo: Da calcio a TikTok Coach
Paolo, hai iniziato a giocare a calcio a 6 anni e a 16 eri già titolare in prima squadra in Seconda Categoria. Poi hai avuto anche un provino con l’Inter.
Qual è il ricordo più bello e quello più amaro di tutta la tua carriera da calciatore?
Il ricordo più bello è stato un goal in Seconda categoria in rovesciata ho ricevuto i complimenti perfino da un ex giocatore di serie A mentre il ricordo più brutto la sconfitta in un torneo ai calci di rigore dove sono stato protagonista con 3 gol durante i tempi regolamentari quindi perdere mi è proprio andato di traverso.
Dopo aver chiuso con il calcio giocato a 47 anni, hai iniziato ad allenare le giovanili del tuo paese da circa 10 anni. Cosa ti ha spinto a diventare “PaoloCoach” e cosa ti dà più soddisfazione nell’allenare i ragazzi oggi?
Allenare i ragazzi mi riempie di soddisfazioni sia in campo che fuori perché loro hanno avuto sempre riconoscenza nei miei confronti. Non è sempre tutto semplice soprattutto se non arrivano i risultati ma a me piace vedere la loro crescita calcistica durante l’annata ed è la cosa che poi apprezzano di più anche perché tendo sempre a coinvolgere tutto il gruppo. La vera sconfitta è perdere anche solo un giocatore. Paolocoach è arrivato per gioco davanti al telefono nei momenti di pausa della giornata ed ora sta diventando quasi un mio secondo lavoro.
Nel 2022, dopo il Covid, hai aperto TikTok quasi per gioco facendo dirette. Nel 2024 è esploso il seguito. Cosa ti ha sorpreso di più di questa esperienza sui social e come è cambiato il tuo rapporto con i followers?
I social li ho sempre guardati in modo propositivo infatti poi con Paolocoach mi sono accorto ancora di più che se i canali vengono utilizzati nella maniera corretta possono essere utili e farti crescere come ad esempio tanti miei followers conosciuti in live sono diventati amici veri e propri. È anche vero che nel social non sai mai chi c’è dietro alla tastiera ma ho sempre cercato un dialogo educato e propositivo senza mai cercare lo scontro con i followers.
Hai un lavoro fisso in farmacia, sei sposato con due figli e allo stesso tempo riesci a mantenere la costanza quotidiana sui social (dirette, contenuti, tutti i canali). Come fai a gestire tutto senza bruciarti e senza trascurare la famiglia?
Sicuramente non è mai semplice gestire tutto ma avendo pause di lavoro lunghe e momenti vuoti nell’arco della giornata ho sempre cercato di sfruttare tutto il tempo a mia disposizione per crescere sia nella famiglia che sui social tenendo sempre il livello delle mie giornate altissimo.
Dove vuoi arrivare con questo progetto “PaoloCoach”? Qual è il tuo sogno più grande per il futuro, tra calcio, allenamento e mondo social?
Il futuro è sempre difficile da immaginare ma spero nel mio piccolo che le cose continuino così cercando naturalmente di alzare sempre di più la mia asticella soprattutto con Paolocoach. Il mio grande sogno? Penso di averlo già raggiunto perché ritengo di essere una persona a cui non manca nulla ma se proprio devo scegliere da influencer lavorare un giorno nel mondo della televisione magari come opinionista calcistico.
Zarelli Paolo.
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Redazione The Digital Moon
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