Intervista a Pietro: Dalla chitarra alla cinematografia
Intervista a Pietro: Dalla chitarra alla cinematografia
Quali sono stati i momenti chiave nella tua infanzia che hanno alimentato la tua passione per la musica?
Penso che tutto sia riconducibile a una frase che mia madre dice sempre: “Sei nato con la musica nel sangue”.
Credo sia molto raro che un bambino sviluppi una passione così forte senza alcuna influenza esterna. In casa mia nessuno suonava strumenti, non avevo modelli da imitare, eppure sentivo dentro di me questo richiamo fortissimo verso la musica. È qualcosa che è nato spontaneamente, naturale, come se facesse parte di me fin dall’inizio.
Come è cambiata la tua carriera da DJ dalla tua prima esibizione a Miami fino ai concerti sold-out in Lituania?
Suonare a Miami è stato qualcosa di straordinario ed eccezionale. Immaginate di essere in console e vedere passare davanti a voi artisti come Romero o Axwell, oppure ritrovarvi con Todd Terry accanto. Era un’esperienza incredibile.
Lì suonavo un genere diverso, più EDM melodica. Con il tempo, però, ho sentito il bisogno di evolvermi, di modificare il mio stile. Volevo diventare una sorta di “direttore d’orchestra” del mio show.
Ci sono riuscito in Lituania, quando il mio amico Daniele Vitale mi ha chiesto di curare gli arrangiamenti per il suo spettacolo. Avevo tutto sotto controllo: tempi, partiture, sequenze. È stata una grande responsabilità. E lo ammetto: nel finale è uscita anche un po’ di EDM, come Infinity e Blue. È stato come tornare indietro nel tempo, alle mie origini.
Qual è stata l’emozione di comporre la musica per il film “The Contract” con Kevin Spacey, e come ha influenzato la tua carriera?
Immaginate di aver sempre composto musica cinematografica e colonne sonore, magari rimaste nel cassetto o usate solo per piccoli progetti. All’improvviso ti chiamano e ti dicono: “Dobbiamo fare le musiche di un film”. Tu rispondi: “Ok, va bene”.
Poi scopri che l’attore protagonista è Kevin Spacey. Come vi sentireste? È stata un’emozione bellissima, indescrivibile. Ma è stato anche un momento di grande verità. Quando realizzi un sogno, emergono anche lati meno belli: gelosie, cattiverie, persone che cambiano atteggiamento.
In quei momenti capisci davvero chi ti è stato vicino per quello che eri e chi invece voleva esserci solo per interesse. Non è facile realizzare un sogno, ma ti rende più consapevole.
Come hai deciso di passare dalla musica da DJ a comporre musica per film e spettacoli dal vivo?
In realtà sto cercando di portare avanti entrambe le cose, di farle convivere. Più che scegliere, voglio conciliarle.
Da una parte c’è lo studio, il lavoro in solitudine, la composizione. Dall’altra c’è il club, il palco, dove sei il protagonista della serata. Sono due mondi diversi, ma entrambi fondamentali per me.
Tra “suonare” davvero e “passare i dischi” c’è una grande differenza. Per questo nei miei set aggiungo spesso batteria e basso dal vivo: così mi esprimo di più e non mi annoio mai.
Quali progetti hai in cantiere per il futuro, dopo il tuo lavoro per “QBR – Quella Brava Ragazza” e lo spettacolo dell’attracco di Costa a Sanremo?
Sì, ho già diversi progetti in corso e nuove commissioni che ho accettato. Purtroppo, per accordi di riservatezza, non posso ancora parlarne nel dettaglio.
Posso solo dire che ci sono cose molto interessanti in arrivo e che continuerò a metterci tutto me stesso, come ho sempre fatto.
Pietro Pezone
Intervista a Pietro: Dalla chitarra alla cinematografia
Redazione The Digital Moon
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