Intervista a Sara Gargano: Restare fedeli allo stupore
Intervista a Sara Gargano: Restare fedeli allo stupore
In che modo lo studio delle parole ha aiutata a dare un nome alle emozioni e a comprendere meglio te stessa e il mondo che ti circonda?
Lo studio delle parole mi ha sicuramente aiutata a dare un nome alle emozioni,attraverso esse ho imparato a riconoscerle e a definirle. Solo in questo modo,Ho fatto ordine nel mio “io” e nulla appare più confuso poiché attraverso il linguaggio imparo ad ascoltare,non solo sentire, tutto ciò che mi circonda.
Quanto Napoli ha influenzato il tuo modo di sentire,scrivere e immaginare il futuro e quali insegnamenti porti con te dalla sua anima complessa?
Napoli per me ha un ruolo importante.Ha influenzato profondamente il mio modo di sentire e di immaginare il futuro. È una città che mi ha insegnato a convivere con i contrasti: la bellezza e il dolore, il caos e la creatività, la leggerezza e la profondità.
Questo si riflette nel mio modo di esprimermi e chi mi cosa può testimanarlo. Potrei definirmi “Un eterno contrasto”. Oltretutto, mi ha spinta a guardare oltre le apparenze e a riconoscere il valore delle storie, anche quelle più fragili o marginali.
Dalla sua anima complessa porto con me l’insegnamento dell’autenticità: accettare le mie contraddizioni, trasformarle in forza e continuare a immaginare un futuro che non rinnega le radici, ma le usa come punto di partenza per crescere e cambiare e forza Napoli sempre.
Cosa significa per te essere una giocane determinata ma sensibile e come convivono queste due dimensioni nella tua quotidianità?
Essere una giovane determinata ma sensibile non significa dover scegliere tra forza e vulnerabilità. È un binomio che ho saldo con me, in continuo equilibrio. La determinazione mi spinge a perseguire i miei obiettivi, a non arrendermi davanti alle difficoltà della vita.
D’altra parte ho La sensibilità che mi permette di restare in ascolto di me stessa e degli altri e di vivere le emozioni in modo profondo. Queste due dimensioni, insieme, convivono perfettamente, rendono il mio percorso più consapevole e autentico.
Perché credi profondamente nel ruolo dell’ascolto dei giovani e nella cultura come strumento di costruzione del futuro?
Credo molto nel ruolo dell’ascolto dei giovani e mi batto costantemente per me e per loro perché troppo spesso le loro voci vengono semplificate. Ascoltare significa riconoscere il valore delle loro esperienze, delle loro fragilità e delle loro idee, e dare loro lo spazio per esprimersi senza giudizio. Solo attraverso un ascolto autentico è possibile costruire un dialogo reale tra generazioni.
La cultura, per me, è uno degli strumenti più potenti per costruire il futuro perché permette di sviluppare pensiero critico. Attraverso la cultura i giovani possono leggere il presente, interrogarsi sul passato e immaginare nuove possibilità.
Cosa vorresti trasmettere ai tuoi futuri studenti, non solo come professoressa, ma come persona che ha scelto di restare fedele ai proprio sogni anche nella paura?
Ai miei futuri studenti vorrei trasmettere prima di tutto il valore dell’autenticità. Vorrei che capissero che avere paura non significa essere deboli, ma umani, e che restare fedeli ai propri sogni non vuol dire non dubitare mai, bensì scegliere di andare avanti nonostante il dubbio.
La conoscenza non serve solo ad accumulare nozioni, ma a costruire consapevolezza, coraggio e senso critico. Se riuscissi a trasmettere anche solo questo, sentirei di aver contribuito a formare non solo studenti, ma persone capaci di immaginare e costruire il proprio futuro.
Intervista a Sara Gargano: Restare fedeli allo stupore
Redazione The Digital Moon
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