Benessere & ModaInterviste

Intervista a Pulce nell’orecchio: ascolto e storie di cambiamento emotivo.

Intervista a Pulce nell’orecchio: ascolto e storie di cambiamento emotivo.

La Pulce nell’Orecchio nasce da una storia personale molto dolorosa: in che modo la memoria di tua sorella Roberta guida ancora oggi il tuo impegno quotidiano?

La Pulce nell’Orecchio nasce dalla perdita di mia sorella minore, Roberta, morta a 40 anni per un melanoma causato da un neo tolto senza esame istologico ne anestesia da un vero medico chirurgo sul tavolo della cucina di un centro olistico in Liguria, definito dalla Procura di Genova e dalle perizie dell accusa una psicosetta che avrebbe lentamente minato, sempre per la Procura, la sua libertà di pensiero, la sua identità e i suoi legami affettivi. E come spesso accade in queste dinamiche, il cambiamento non è stato improvviso né evidente: è avvenuto passo dopo passo. La sua storia mi accompagna ogni giorno.

Ogni incontro nelle scuole, ogni testimonianza condivisa, ogni parola spesa sulla prevenzione nasce dal desiderio di dare un senso a quel dolore e di fare in modo che ciò che è accaduto a lei non venga più minimizzato o ignorato e attraverso la sua memoria cerco di trasformare una tragedia privata in uno strumento di consapevolezza collettiva.


Le dinamiche settarie sono spesso invisibili a chi ne è coinvolto: quali sono i primi segnali d’allarme che familiari e giovani dovrebbero imparare a riconoscere?

Uno dei primi segnali è l’isolamento progressivo: la persona si allontana dalla famiglia e dagli amici, cambia linguaggio, idee, priorità. Spesso emerge una visione del mondo rigida, divisa tra “noi” e “loro”, accompagnata da un senso di colpa o paura nel mettere in discussione il gruppo o il leader.

È fondamentale imparare a riconoscere queste trasformazioni come possibili campanelli d’allarme e non come semplici ribellioni o scelte spirituali innocue.


Nel tuo lavoro incontri familiari delle vittime e fuoriusciti dalle sette: qual è il bisogno più urgente che emerge da queste persone?

Il bisogno più urgente è essere creduti e non giudicati. I familiari spesso si sentono impotenti, colpevolizzati o lasciati soli dalle istituzioni.

I fuoriusciti, invece, portano addosso un forte senso di vergogna e confusione: faticano a riconoscersi come vittime. Dopo quanto accaduto a Roberta, ho compreso quanto sia fondamentale offrire spazi di ascolto sicuri, dove il dolore possa essere nominato e legittimato. Nessuno dovrebbe affrontare queste esperienze in solitudine.


La prevenzione nelle scuole è una parte centrale della tua attività: che tipo di riscontro trovi nei ragazzi e negli insegnanti?

Il riscontro è spesso sorprendente. I ragazzi sono molto più ricettivi di quanto si pensi: fanno domande profonde, riconoscono le dinamiche di manipolazione e le collegano alla loro esperienza quotidiana, soprattutto online.

Gli insegnanti, invece, mi ringraziano perché spesso si sentono privi di strumenti per affrontare questi temi. Parlare di vulnerabilità, spirito critico e libertà di pensiero nelle scuole è uno dei modi più concreti per onorare la storia di Roberta e prevenire nuove vittime.


Guardando al futuro, quale cambiamento culturale o istituzionale ritieni fondamentale per contrastare davvero il fenomeno settario in Italia?

È necessario un riconoscimento ufficiale del danno psicologico causato dalla manipolazione mentale. In Italia manca ancora una vera consapevolezza istituzionale del fenomeno settario: servono leggi, formazione per operatori sociali e sanitari, e una rete di supporto strutturata per le vittime e le famiglie. Ma serve anche un cambiamento culturale: smettere di pensare che “a me non potrebbe mai succedere”.

La storia di mia sorella, intelligente, brillante, laureata in Conservazione dei beni culturali e ricca di talenti dimostra che può accadere a chiunque. Ed è proprio da questa consapevolezza che può nascere una vera prevenzione.


    Intervista a Pulce nell’orecchio: ascolto e storie di cambiamento emotivo.

    Redazione The Digital Moon

    Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.

    https://www.instagram.com/thedigitalmoon