Intervista a Flavia Innocenzi: Tra musica-scienza e libertà
Intervista a Flavia Innocenzi: Tra musica-scienza e libertà
Studi biotecnologie e lavori come DJ: come convivono nella tua vita due mondi così diversi e cosa ti insegnano l’uno dell’altro?
È una domanda che mi fanno spesso, perché effettivamente si trovano agli estremi ma coprono allo stesso tempo due estremi della giornata, ovvero uno il giorno e l’altro la notte. C’è da sottolineare che spesso il mio lavoro si concentra nel fine settimana, non disturbando così l’università e permettendomi di studiare e rimanere quanto più possibile concentrati.
Il mio lavoro e diventare una dj mi hanno permesso di superare molte insicurezze nell’ambito “scolastico”; mi hanno aiutato ad affrontare la paura di esprimermi davanti a persone sconosciute o di parlare a un professore, senza la paura di essere giudicata.
La musica mi ha insegnato molto e continua a farlo, è il connubio perfetto con la danza, che è una passione che ho coltivato sin da bambina, facendomi sentire libera. La musica e la danza sono il mio rifugio, il mio posto sicuro fuori dai libri, che allo stesso tempo mi assicurano cultura e mi conferiscono informazioni che mi permettono di ampliare il mio bagaglio personale.
Hai detto che il tuo talento è rendere felici le persone attraverso la musica: quando hai capito che suonare non era solo una passione, ma una vera forma di espressione personale?
Penso di averlo capito qualche anno fa, precisamente a 19 anni. Ero appena diventata resident di un noto locale a Roma; ero piccola ed inesperta, ma la soddisfazione tanta! Per due anni ho visto solo crescere l’interesse e il divertimento delle persone.
Vedere gli stessi volti indica che stai facendo bene il tuo lavoro, che la prima volta che hanno messo piede in quel locale, hanno staccato la mente e si sono divertiti. Il mio obiettivo è sempre stato quello di lasciare un ricordo positivo della serata, di permettere che la pesantezza della settimana venisse abbandonata sotto cassa, proprio come facevo io quando mi trovavo dall’altra parte della pista.
Una volta osservato tutti questi fattori ho capito che stavo lasciando qualcosa di me, una parte di me, della mia musica, della mia sessione di studio, nei piedi scatenati di colori che ridevano, facevano cuori e lasciavano regali in console.
Negli anni successivi questo ha potuto solo migliorare al di fuori di lì
Cosa provi nel momento in cui sei in console e vedi le persone lasciarsi andare, dimenticando per una notte pensieri e preoccupazioni?
Non penso si possa descrivere quello che si prova e posso dire di essere gelosa di questa sensazione. È impagabile. Come dicevo prima, il mio obiettivo è quello di permettere di lasciare all’ingresso i pensieri della settimana. Vedere chi è davanti a me, coinvolto, libero/a, spensierato/a rappresenta la mia felicità più grande. Questo naturalmente coinvolge anche me.
Inutile nascondere che non si abbia “paura” di sbagliare, di suonare il pezzo sbagliato, di perdere la pista…egoisticamente la loro gioia rappresenta un senso di rassicurazione prima di ogni divertimento e coinvolgimento.
Le urla, i sorrisi, i cuori, i baci, tutto e tanto altro permette anche a me di abbandonare i pensieri e le preoccupazioni.
Attraverso la scrittura per Digital Moon racconti una parte di te diversa rispetto a quella delle serate: cosa speri arrivi a chi legge i tuoi articoli?
Quello che ho voluto fare è unire i miei due mondi, quello scientifico e quello artistico, cercando di spiegare e di raccontare la musica dal mio punto di vista, ma soprattutto sperando di eliminare molti preconcetti e consigliando, sotto informazioni scientifiche, l’importanza della musica.
Mi auguro di trasmettere la mia passione, che venga percepito l’amore che ogni giorno dedico a queste due realtà completamente estreme. È possibile mantenere due interessi completamente diversi ma in equilibrio, soprattutto se uno aiuta e permette il miglioramento dell’altro.
Guardando al futuro, come immagini Flavia tra qualche anno: più vicina alla ricerca scientifica, alla musica o a un equilibrio tra entrambe?
Sembra assurdo ma ancora non riesco a vedermi divisa, o forse sono io stessa che evito di trovarmi di fronte a quel bivio, che forse un giorno dovrà arrivare, costringendomi a scegliere.
Perdere uno dei due sarebbe una grande delusione personale. Quindi attendendomi alla domanda penso di trovare quanto più possibile un equilibrio tra i due, finché entrambi mi permetteranno di essere felice e serena.
Intervista a Flavia Innocenzi: Tra musica-scienza e libertà
Redazione The Digital Moon
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