GABRIELE D’ANNUNZIO E IL DESTINO DE “L’INNOCENTE”
GABRIELE D’ANNUNZIO E IL DESTINO DE “L’INNOCENTE”
Il romanzo “L’innocente” di Gabriele D’Annunzio mette al centro un destino, forse già scritto.
Ma andiamo con ordine.
Chi è stato D’Annunzio?
Gabriele D’Annunzio è stato un romanziere formidabile, capace di catturare l’attenzione di tutta Europa. I suoi romanzi, divenuti tra i primi veri e propri Best Seller, hanno acceso, incuriosito e a volte indignato uomini e donne del suo tempo. Tra i suoi lavori più affascinanti occupa un posto di eccezione “L’innocente”.
Si tratta di un romanzo scritto nel 1892 da un D’Annunzio ancora giovane, neanche trentenne.
È il secondo capitolo della serie chiamata i “romanzi della rosa”, inaugurata da “ Il Piacere” (1889) e conclusa dal “Trionfo della morte” (1894).
Gabriele D’Annunzio nell’Italia del suo tempo
Giunto giovane e promettente studente a Roma, D’Annunzio si immerge completamente nella vita mondana della città. Rapidamente diviene un “viveur” capace di destreggiarsi tra nobildonne e vecchi polverosi autocrati nella città eterna.
In un’Italia ancora tutta da costruire, la nobiltà romana vive di feste, amori fatui e tradimenti.
In questo mondo Gabriele D’Annunzio cerca il suo spazio e lo fa con la letteratura. Scrivere poesie e romanzi è per lui la porta d’accesso ad un mondo sfavillante che vuole conquistare.
L’innocente
I protagonisti del romanzo sono una coppia, Tullio e Giuliana. Come spesso accade nelle trame di una vita ordinaria, un amore giovanile lascia spazio ad una sorta di amicizia quasi un rapporto tra fratello e sorella.
I tradimenti di lui tormentano l’anima di lei. Le sofferenze fisiche e la salute cagionevole di lei suscitano di nuovo un amore, una vicinanza, un desiderio in lui.
In un turbinio di sorprese, sospetti, dubbi, ripensamenti e ricerca di consapevolezze, la coppia vive momenti di avvicinamento e altri di profonda solitudine.
Le certezze di lui crollano quando la primavera torna sul viso di Giuliana: forse ha un amante? Forse non è il solo a tradire?
Il dubbio attanaglia Tullio fino a quando emerge una verità drammatica: dopo l’ennesimo malore della fragile Giuliana, si scopre che la donna è incinta. Tullio non ha dubbi: il bambino non è suo.
Cosa si nasconde nel romanzo “L’innocente”?
Il romanzo, solo in apparenza un ordinaria e zuccherina storia d’amore, diviene un’occasione straordinaria di riflettere sul senso della vita e sulla dimensione casuale dell’esistenza: perché si viene al mondo? Come e sulla spinta di che cosa?
Nella nascita di un figlio in gioco, la passione di un istante o la costruzione dell’amore?
Il destino del bambino sarà segnato proprio dalle risposte che Tullio cercherà di dare a queste domande.
La figura eclettica e strabordante di D’Annunzio lo ha visto destreggiarsi tra letteratura, poesia, arte e politica, tanto in parlamento quanto sul campo di battaglia.
I suoi romanzi hanno segnato un’epoca, diventando la punta di diamante di quell’estetismo che ha caratterizzato lo stile letterario della Belle Époque.
Penna di straordinario gusto, D’Annunzio è stato capace di scrivere romanzi ancora oggi godibili e in grado di offrirci assoluti colpi di scena.
Leggere questa storia significa entrare in una trama senza tempo. L’amore tra Tullio e Giuliana è esattamente quello che può vivere ciascuno di noi, tra incertezze, passioni momentanee e desiderio di qualcosa di più.

Perché leggere “L’innocente” di Gabriele D’Annunzio
Questo romanzo ci offre la possibilità di esplorare un aspetto centrale delle relazioni umane: il difficile equilibrio tra desiderio e volontà, il necessario compromesso tra passione e dimensione ordinaria della relazione.
Come poter trovare un punto di equilibrio tra dimensioni tanto diverse? Che soluzione troveranno i due protagonisti, divisi tra il loro matrimonio ed amori suggestivi ed esotici? Che ne sarà del figlio di Tullio e di Giuliana?
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GABRIELE D’ANNUNZIO E IL DESTINO DE “L’INNOCENTE”
Gianfranco Ricci
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