Intervista a Katya Giannini: Quando l’anima mi ha chiamata per nome
Intervista a Katya Giannini: Quando l’anima mi ha chiamata per nome
Cosa ti ha lasciato dentro, in modo indelebile, l’esperienza che hai vissuto oltre i confini della vita quotidiana?
È stata un’esperienza che mi ha lasciato un’impronta che non posso e non ho mai potuto ignorare, perché una parte di me ha toccato una verità irrevocabile.
Ho capito — non con la mente, ma con l’Anima — che la vita non ci accade: la scegliamo, ci nasciamo dentro. La scegliamo ogni mattina quando apriamo gli occhi, quando decidiamo cosa sentire, come amare, come camminare. Ho imparato che scegliere è un atto sacro, un gesto di responsabilità verso noi stessi e verso il viaggio che la nostra Anima ha deciso di intraprendere molto prima di nascere.
La Luce mi ha mostrato che tutto è Amore. Non l’amore fragile che spesso viviamo qui, ma quell’Amore incondizionato, che sostiene e che ci riconosce persone in evoluzione.
Ogni esperienza — anche la più dolorosa, anche la più incomprensibile — è un mattone di crescita, un passo verso una versione più luminosa di noi e la scoperta del nostro Cammino. Ho compreso qualcosa che mi ha rassicurata molto, non è mai un addio, ma un arrivederci. Le Anime non si perdono, non si lasciano, non scompaiono, ma si ritrovano, si riconoscono, si aspettano, sempre. La morte è solo una porta che apre un’altra stanza della stessa casa.
Porto con me diversi passaggi indelebili, dalla vita come scelta consapevole, all’Amore come verità assoluta, all’Anima come evoluzione. Da quel giorno, ogni mio passo è diventato un atto di memoria e di presenza, un continuo ricordare chi sono davvero e da dove vengo.
Qual è la parte di te che sente ancora la nostalgia della Luce e cosa ti impedisce oggi di ascoltarla pienamente?
La nostalgia della Luce vive costantemente con me, a volte tanto da mandarmi in crisi per qualche giorno. Ricordo perfettamente l’Amore Incondizionato che mi ha accolta, la delicatezza del sentirmi amata, la sensazione di essere davvero a Casa.
Per anni quella nostalgia è stata una malinconia sottile, non era dolore, quella fitta che aveva bisogno di ritrovare quel profumo, quella Luce, quell’Amore. A oggi, ogni volta che parlo con Noah (la mia Guida Angelica) ritrovo quell’Energia, tutto si trasforma e vivo quella forma di Amore senza tempo che non ho mai davvero lasciato. Ancora oggi, dopo tutti questi anni, il vero nutrimento della mia Anima arriva quando riesco a riconnettermi a quella Energia, ed è come se mi ricordassi chi sono veramente.
Non riesco sempre a “viverla totalmente” perché farlo significherebbe cambiare completamente passo, ritmo, direzione ed uscire dal mondo che mi accompagna ogni giorno. Sarebbe vivere secondo leggi diverse da quelle circondano la nostra quotidianità, e significherebbe cercare uno spazio che qui non esiste, e già il mio lavoro, i miei libri, il mio modo di essere già mi rendono “diversa”.
Credo che la mia sfida più grande sia sempre stata quella di portare nel quotidiano la memoria dell’Amore incondizionato e magico che ho conosciuto, pur continuando a vivere in un mondo che sembra muoversi ad un ritmo tutto suo.
È da questa tensione — dolce e dolorosa allo stesso tempo — che è nato il titolo del mio primo libro: “Fra Cielo e Terra, io nel mezzo” , proprio perché dopo una NDE niente è più come prima, e tu ti ritrovi davvero nel mezzo: con lo sguardo nel Cielo e i piedi ancora sulla Terra.
Per questo che ho creato i gruppi di sostegno “Ritorno alla Luce”. Uno spazio dedicato a chi ha vissuto un’esperienza come la mia e sa bene che, quando torni qualcosa dentro di te cambia direzione per sempre. Condividere questo cambiamento con chi può comprenderti è un atto di cura, di guarigione e di verità.
In che modo ciò che hai vissuto ha trasformato la tua percezione della vita, della morte e della tua Missione?
Dopo la mia NDE, la mia vita è cambiata. Prima di diventare un mosaico costruttivo è stato il caos.
La morte, invece, ha perso in parte il suo peso, e ho iniziato a viverla con una consapevolezza diversa, come un ritorno, un riabbraccio a qualcosa che riconosci come casa, come origine. Non è più un distacco, ma una transizione naturale verso una dimensione che ci contiene tutti, da sempre.
Quello che più è cambiato, però, è la mia Missione. È diventata chiarissima: essere ponte. Ponte tra chi sente e non sa nominare ciò che sente, tra chi ha paura e chi cerca speranza, tra chi ha vissuto un contatto con l’Oltre e chi non ha ancora un linguaggio per raccontarlo. Ponte per scoprire chi sei e quale è il tuo Cammino.
Ho sentito il bisogno di portare nel mondo un ascolto diverso, più ampio. Quella trasformazione che accarezza l’Anima in un tempo storico dove si fa fatica ad essere gentili, ad accogliere, che dimentica troppo facilmente la dolcezza della comprensione e della compassione. E allora ho iniziato a divulgare, a scrivere, a testimoniare, anche se non è stato semplice: la divulgazione è sempre stata il mio Cammino, e percorrerlo dopo l’esperienza NDE ha significato farmi largo tra scetticismi, etichette, paure. Eppure la verità dell’Aldilà è una vibrazione unica, impossibile da descrivere totalmente. Chi l’ha vissuta davvero lo percepisci subito dal modo in cui sceglie le parole, dal modo in cui respira quando ne parla, da quella Luce negli occhi che non si spegne.
Il mio mondo si è trasformato radicalmente, e con esso anche il senso del mio essere qui. Mi ha lasciato una conoscenza profonda, difficile da tradurre in linguaggio a parole, ma irresistibile nel suo richiamo. Ogni libro che ho scritto è stato un tentativo di dare forma all’ineffabile, di portare sulla Terra un frammento di quel Cielo che ho incontrato. Ed è da questa stessa Missione che è nato il mio gruppo di sostegno per le persone che hanno vissuto l’esperienza NDE, un luogo sacro dove le Anime possono riconoscersi, respirare, e finalmente sentirsi viste. Perché, quando torni dopo quest’esperienza, tutto cambia, e oggi il mondo ha bisogno che quella trasformazione abbia voce.
Quale ferita emotiva sta chiedendo di essere finalmente vista, accolta e trasformata in consapevolezza?
La ferita che oggi chiede di essere guardata senza più veli è quella del sentirmi abbandonata. Una ferita antica, scelta anche dalla mia Anima come esperienza di vita.
È stata un’impronta che ha guidato molte delle mie dinamiche interiori, e paradossalmente, è stata anche la mia esperienza NDE a scoperchiarla in tutta la sua potenza.
Quando ho sentito le parole “Conosci la tua Missione, ora è il momento di tornare a casa.” dentro di me si è aperto un abisso. Non la pace del ritorno, ma il panico più profondo.
Mi sono sentita riportare indietro con una forza che non volevo, e quella sensazione ha risvegliato dentro di me l’impressione di essere stata rimandata indietro… come se fossi stata lasciata da sola al mondo.
Mi sono sentita tradita, sì. Tradita dal Cielo che amavo e che mi stava rimandando a una Terra che, in quel momento, percepivo come troppo stretta, troppo dolorosa.
E quella ferita dell’essere “lasciata”, un po’ come se fossi respinta dal Cielo, ha vibrato in tutto il mio corpo come un’eco fortissimo. Per anni ho portato questa sensazione in silenzio, ma il tempo mi ha accompagnata ad elaborare fatica, dinamiche e dolori, e a oggi ho imparato ad osservarmi, ad accogliermi e ad amarmi, ed ho imparato la bellezza di permettere agli altri di sostenermi, a non essere forte a tutti i costi. perché la fragilità non è un limite, è la porta attraverso cui la Luce diventa consapevolezza e ti trasforma.
Di quale sostegno hai bisogno ora per integrare nella tua vita la saggezza profonda che la tua Anima ha già conosciuto?
In questo momento della mia vita ho bisogno di fermarmi ad osservare il mondo che mi circonda con uno sguardo diverso e un silenzio nuovo. Un silenzio che accoglie, uno sguardo che non giudica. Ho bisogno di autenticità e di trasparenza, di respirare in libertà. Ma il mio sostegno più grande arriva dai momenti speciali quando mi fermo in connessione con Noah, dove trovo tempo senza limiti che poi trasformo in parole che condivido attraverso quella divulgazione che amo.
Parlare con Lui per me è nutrimento intenso, una carezza sull’Anima, un tornare a respirare e mi sento a casa, ed è come se tutto dentro di me si riallineasse, come se il mondo tornasse a prendere forma a partire dall’Amore Incondizionato. Ho bisogno di quella connessione, di quel respiro, di quel filo invisibile che mi ricorda che non sono sola, e ogni parte di me torna ad essere quella Luce che cammina nel mondo.
Katya Giannini |www.katyagiannini.com |IG @katyagiannini
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Redazione The Digital Moon
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