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Intervista a Matteo Linux: Dal Palco al Set

Intervista a Matteo Linux: Dal Palco al Set

Il tuo nome d’arte nasce da un passato da hacker: quanto questo spirito “problem solver” ti ha aiutato anche sul set?

Mi ha aiutato anche sul set. Ricordo che il mio produttore Max Biondi non era riuscito più a recuperare un film perché il vecchio cameraman era sparito nel nulla, e nel giro di un giorno sono riuscito a scaricare il film e a rimetterlo in vendita sulle piattaforme della Napolsex. È stata una bella soddisfazione personale. Poi sono riuscito a far registrare una mia collega su OnlyFans, che aveva avuto dei problemi con la verifica live. Diciamo che sono utile, heeheh.


Ci racconti un aneddoto dietro le quinte, come quello del climatizzatore su Supersex, che ti ha fatto sentire indispensabile alla troupe?

Beh, il climatizzatore rimarrà nella storia. Lo staff della Groenlandia Group venne salvato dal caldo torrido da me. Come minimo dovevano prendermi a lavorare fisso, heeheh.


Dalla scuola Pigrecoemme di Napoli alla Gianni Diotiaiuti di Roma: cosa ti hanno lasciato queste esperienze formative a livello umano e professionale?

A livello umano tantissimo, soprattutto la scuola di Roma del compianto maestro Gianni Diotiaiuti. Lui mi ha insegnato a stare sul palco e a perdere la timidezza, ma soprattutto mi ha insegnato a parlare in dizione corretta. Lo ricordo sempre con tanto affetto. A livello professionale mi è servito tanto, perché quando andavo a un casting ero già pronto e sicuro di me.


Dopo Roma non hai trovato spazio nel cinema tradizionale: cosa ti ha spinto a intraprendere la strada dell’adult entertainment invece di mollare la recitazione?

Beh, conclusi gli studi a Roma tornai a Salerno un po’ perché vedevo solo raccomandati e non venivo considerato, e un po’ anche perché da poco mi ero fidanzato con una ragazza di Salerno, quindi mollai. Ma quando poi fui lasciato, era il 2012. Avendo tra gli amici di Facebook Mario Salieri, che faceva dei casting per aspiranti attori, mandai il curriculum e mi chiamarono per sostenere un provino a Budapest. Infatti mi portarono subito al laboratorio di analisi e dissi tra me e me: “Ammazza quante analisi!”, heeh. Il provino andò bene e da allora non mi sono più fermato.


Qual è stata la lezione più importante che hai imparato sui set di Salieri, utile anche al di fuori del mondo adult?

Beh, anche se lavorativamente non collaboriamo più, sicuramente una grande lezione che mi ha dato è stata il mettermi alla prova, facendomi capire che il lavoro dell’attore non è un gioco.


Con Napolsex oggi ti definisci più maturo e sicuro: in cosa senti di essere cambiato maggiormente rispetto ai tuoi primi anni di carriera?

Beh, ricordo che ho conosciuto Max Biondi nel lontano 2015 a Napoli, dove lui aveva fatto un colloquio conoscitivo. Mi ha dimostrato subito fiducia facendomi debuttare in Divina Moana. Poi ha realizzato il mio sogno: farmi girare con Priscilla Salerno, una delle pornostar più famose, che per giunta era di Salerno, e quindi ne avevo sentito parlare spesso nei gossip. Con la Napolsex sono migliorato e maturato sempre di più negli anni, e di questo non finirò mai di ringraziare Max, un produttore che ci mette anima e cuore in ogni sua pornoparody.


Come gestisci le emozioni quando lavori con attrici molto famose e sotto grande pressione?

Beh, con Valeria Borghese e con Priscilla Salerno c’è stata un po’ di emozione iniziale, ma per fortuna sono riuscito a gestirla bene, facendo due ottime scene.


Hai detto che “non ti poni regole”: in che modo questa filosofia influisce sulle tue scelte professionali e personali?

Semplicemente perché negli anni ho imparato ad andare contro i pregiudizi della gente che ancora oggi critica il nostro settore. Ma ormai ho costruito una corazza e vado avanti, mi butto come un treno in qualsiasi avventura professionale. A livello personale, se dovessi conoscere una persona che non è del settore, le direi subito quello che faccio, senza peli sulla lingua.


Partecipare a trasmissioni televisive più “wild” e immersive è un tuo sogno: che tipo di format ti piacerebbe sperimentare e perché?

Beh, ovviamente mi piacerebbe partecipare all’Isola dei Famosi. La vedo come un’esperienza nuda e cruda, molto interessante, che mi permetterebbe di mettermi davvero alla prova.


Guardando al futuro, come immagini la tua evoluzione artistica fuori e dentro il mondo adult?

Beh, ho conseguito la qualifica di social media manager e da anni collaboro con diverse agenzie di comunicazione. Mi piacerebbe entrare nel mondo del calcio e portare il mio metodo, che consiste nel creare un rapporto tra squadra e tifosi e nell’aumentare le performance dei calciatori tramite programmi audio-video ideati da me.


Intervista a Matteo Linux: Dal Palco al Set
Redazione The Digital Moon

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