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Intervista a Gavino: Fotografia e Moda

Intervista a Gavino: Fotografia e Moda

Qual è stata l’ispirazione iniziale che ti ha spinto a intraprendere la carriera di fotografo di moda?

L’ispirazione è nata dal desiderio di creare e condividere la mia personale visione del mondo. La fotografia di moda mi permette di esprimere come vedo le cose e di trasformare questa prospettiva in immagini capaci di emozionare e di essere interpretate da chi le osserva.


Come ha influenzato la tua formazione all’accademia privata il tuo approccio creativo e tecnico alla fotografia?

L’accademia ha rappresentato una base fondamentale. Conoscere a fondo le tecniche e confrontarsi con docenti e compagni preparati arricchisce non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano e creativo. È attraverso lo studio e la pratica che ho capito quante possibilità si aprono quando si padroneggiano davvero gli strumenti del mestiere.


Quali sfide hai affrontato nei tuoi primi progetti con l’agenzia a Nola e come ti hanno aiutato a crescere professionalmente?

Le prime settimane sono state molto impegnative. Tradurre in pratica ciò che avevo appreso non era semplice, soprattutto con i ritmi intensi del lavoro sul campo.

Tuttavia, quegli anni sono stati preziosi: mi hanno temprato, mi hanno permesso di mettermi alla prova e di acquisire sicurezza. Ho imparato molto sia facendo, sia osservando attentamente i colleghi più esperti. Alla fine di quell’esperienza mi sentivo decisamente più solido, professionalmente e personalmente.


In che modo collaborare con agenzie e brand di moda ha arricchito il tuo bagaglio artistico e la tua visione estetica?

Collaborare con agenzie e brand mi ha permesso di confrontarmi costantemente con altri professionisti del settore. Il brainstorming, lo scambio di idee e la ricerca di soluzioni creative condivise sono stati fondamentali per la mia crescita.

Queste esperienze mi hanno anche incoraggiato a sperimentare e osare di più, ampliando la mia visione estetica e arricchendo il mio linguaggio fotografico.


Cosa consideri il tuo lavoro più significativo fino ad oggi, e come hai cercato di raccontare una storia attraverso quella particolare serie di immagini?

Il lavoro più significativo resta uno dei primi che ho realizzato. Ho ritratto una ragazza che appariva intrappolata, legata in alcune foto e avvolta in un telo in altre: un’immagine di prigionia interiore.

Era un periodo in cui affrontavo una forma di depressione, e sotto consiglio della mia psicologa ho deciso di tradurre in immagini il modo in cui mi sentivo. Quel progetto mi ha permesso non solo di raccontare una storia visiva, ma anche di condividere una parte molto intima di me stesso.


Intervista a Gavino: Fotografia e Moda
Redazione The Digital Moon

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