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Ștefan Iulius Gavril, intervista esclusiva al maratoneta da record

Ștefan Iulius Gavril, intervista esclusiva al maratoneta da record

Ștefan Iulius Gavril: dal ring alla maratona

Ho avuto il piacere di parlare con Ștefan Iulius Gavril, atleta che vive e si allena a Torino, capace di trasformare la corsa in un percorso di vita e di sport. Con grande disponibilità e gentilezza, mi ha raccontato la sua storia: dall’inizio nella kickboxing, fino al record nazionale sui 10 km e alle esperienze uniche nelle maratone internazionali.


Dalla kickboxing alla maratona: gli inizi

Come nasce la tua passione per la corsa?
«Il cambiamento è nato soprattutto per una questione pratica. Al secondo anno di università avevo giornate intense e poco tempo libero. La kickboxing richiedeva orari fissi, mentre la corsa mi offriva più flessibilità. Era l’estate 2012, guardavo le Olimpiadi di Londra, in particolare i 10.000 metri, e ho capito che quella poteva essere la mia strada. La costanza che mi ha permesso di allenarmi liberamente mi ha portato, col tempo, a sviluppare un vero percorso nell’atletica.»

Record e maratone indimenticabili

Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera?
«Quando ho corso i 10 km in 28:53, stabilendo il record nazionale. Ho sentito che tutto il lavoro e la dedizione stavano scrivendo una pagina importante.»

E quello più memorabile?
«La maratona in Corea del Nord. Partire in uno stadio gremito, con un’atmosfera surreale, è stata un’esperienza che va oltre lo sport. Una sensazione che porterò con me per sempre.»


Allenarsi senza sacrificio

Come riesci a incastrare allenamenti e vita quotidiana?
«Non lo vivo come un sacrificio, ma come una scelta consapevole che mi fa stare bene. Quando non riesco ad allenarmi col mio gruppo, mi organizzo: la mattina presto o la sera tardi. Non è mai un peso, perché so che mi avvicina ai miei obiettivi.»

Concentrazione e preparazione mentale

Hai dei rituali prima delle competizioni?
«Non veri e propri rituali. La mattina di una gara importante cerco di visualizzare il percorso e di immaginarmi mentre corro con la giusta energia. È un modo per entrare nella giusta concentrazione.»


Torino come casa e le radici sportive

Che rapporto hai con la tua terra d’origine e con Torino?
«Ormai Torino è casa mia, qui ho costruito la mia vita e il mio percorso sportivo. In Romania torno soprattutto per le vacanze, per vedere i parenti o per i campionati nazionali. Le radici restano importanti: ho iniziato con la lotta greco-romana, quando era normale praticare sport, che fosse calcio o discipline da combattimento.»

Consigli ai giovani runner

Cosa diresti ai ragazzi che iniziano a correre?
«Di non avere fretta e di non farsi scoraggiare da difficoltà o infortuni. L’atletica è particolare: all’inizio sembra di non vedere progressi, ma con pazienza arrivano le soddisfazioni. Serve costanza e passione: se ami quello che fai, anche gli allenamenti duri diventano un’opportunità. E soprattutto, non bisogna strafare: l’energia va tenuta per il giorno della gara.»

Viaggi e passioni oltre la corsa

Oltre la corsa, cosa ti appassiona di più?
«I viaggi. Amo visitare posti nuovi, vivere culture diverse, raccogliere ricordi unici. Ogni viaggio diventa un momento di crescita personale.»

Gestire la pressione: la lezione della maratona

Come affronti la pressione delle grandi gare?
«Con fiducia nella mia preparazione. Ai Campionati Balcanici di mezza maratona a Zagabria, nel 2020, chiusi al 4° posto nonostante la pandemia. Ho imparato che bisogna restare concentrati su se stessi, senza farsi condizionare dagli avversari. Replicare quello che hai fatto in allenamento, senza lasciarsi trascinare da ritmi che non ti appartengono, è la chiave.»

Ispirazioni e maestri di vita del maratoneta da record

Chi ti ha ispirato di più?
«Come atleta, Marouan Razine, che si allenava sulla mia stessa pista al Primo Nebiolo di Torino. Come persona, il mio primo allenatore Cosimo Rapallo (CUS Torino). Mi ha insegnato ad allenarmi senza stress, a non preoccuparmi se un singolo allenamento non riusciva: i miglioramenti si vedono sul lungo periodo.»

Guardando al futuro

Quali sono i tuoi obiettivi per i prossimi anni?
«Migliorare i risultati sulla maratona, che resta il mio obiettivo principale, e vivere esperienze uniche nelle gare internazionali. A livello personale, crescere come persona e mantenere un equilibrio tra sport, lavoro e relazioni.»

Un ultimo consiglio agli appassionati di maratona

«Non abbiate fretta. Io ho iniziato a correre a 23 anni e ho avuto comunque il tempo per arrivare ad alto livello. Credete nei vostri allenamenti: vi renderanno sicuri e consapevoli il giorno della gara.»

Conclusione

Ringrazio Ștefan Iulius Gavril per la sua grande disponibilità e gentilezza nel condividere con noi il suo percorso. La sua storia ci mostra come la maratona non sia solo una sfida sportiva, ma anche una scuola di pazienza, costanza e passione.
Un esempio autentico di atleta che ha trovato a Torino la sua casa e che continua a correre con lo sguardo rivolto al futuro.

Stefan Iulius Gavril, intervista esclusiva al maratoneta da record

MiaBlu

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l momento della vittoria: Ștefan Iulius Gavril taglia il traguardo.