Intervista a Zappa: Trapper Della Provincia di Venezia
Intervista a Zappa: Trapper Della Provincia di Venezia
Hai iniziato a fare musica a 12 anni: ricordi il momento preciso che ti ha spinto a iniziare a fare musica?
A 12 anni, ho iniziato a guardare le prime battle freestyle su YouTube e lì mi innamorai. Decisi di farlo anch’io.
Ma se parliamo del momento preciso, credo fin da quando ero molto piccolo: mia mamma mi faceva ascoltare musica di qualsiasi genere, tra cui anche il rap — precisamente Eminem e altri ancora. Ho imparato fin da subito il ritmo e questo poi negli anni mi è servito haha.
Nel tuo percorso hai affrontato problemi personali e legali: quanto è stato difficile trasformare la rabbia e il dolore in musica invece che lasciartene schiacciare?
Se parlassi generalmente, non credo ci sarebbe una vera risposta. Ognuno prende i problemi a modo suo.
Io soggettivamente ho avuto sempre la forza di rialzarmi, pensando che c’è sempre chi è messo peggio di me. Trasformare il mio dolore in musica mi viene spontaneo: quando scrivo da solo sono ultra sensibile.
Quando iniziai, semplicemente andavo fuori tempo perché non avevo esperienza, ma ora che sono passati un po’ di anni, ogni momento è opportuno per fare una “HIT”.
Dopo l’arresto, cosa ti ha fatto scattare dentro la voglia di cambiare rotta e rimettere la musica al centro della tua vita?
La musica, anche prima dell’arresto, è sempre stata al centro della mia vita. Quel giorno ho sbagliato? Credo di no.
Anzi, ringrazio questa lezione perché mi ha fatto ritrovare la strada e non mi ha fatto più essere annebbiato da soldi, droghe, alcol e ansia.
Soprattutto vedere mia mamma piangere davanti a me non è stato bello: mi ha svegliato il fuoco e la determinazione di dovercela fare.
Il tuo EP si intitola “Vera Trap Veneta”. Cosa significa per te questo titolo e cosa rappresenta la scena veneta nel tuo stile e nei tuoi testi?
Ti correggo… il nostro EP.
Faccio parte del collettivo “VSM”, composto da Mode Vsm e Loopster. Per me il significato del titolo già dice tutto: abbiamo “TRAPPATO” un’estate intera in uno studio a Venezia, provini su provini, fino al momento di selezionare le 5 tracce migliori che ora sono fuori su Spotify. Ascoltatelo!
Se parliamo di cosa rappresenta il Veneto per me… una “CASA”. Sono nato a Catania, ma da piccolo sono arrivato qua, ho tanti amici e generalmente nei testi cerco di dare motivazione. Racconto la realtà che vivono i giovani sognatori come me, generalizzando in modo profondo ciò che succede nel mio paese, per far arrivare il concetto a tutta Italia.
Nei tuoi brani parli spesso di realtà, motivazione e obiettivi. Come riesci a restare coerente con questo messaggio, anche nei momenti più duri?
Nella vita non voglio avere pentimenti.
Per me questo messaggio si può diffondere in tanti argomenti, come l’obiettivo di avere una famiglia per esempio. Credo che la formula sia l’ambiente che ti circonda e le persone che ti stanno attorno.
Se volete ridere un po’, vi dico che sono sempre cresciuto con film come Rocky… quindi finché non suona la campanella, io continuo a combattere. E ancora non l’ho sentita.
C’è una canzone tua che senti come uno specchio perfetto di ciò che sei oggi? Se sì, qual è e perché?
Se devo dirti la verità, ciò che sono davvero al 100% deve ancora uscire.
Molto presto arriverà il mio primo EP da solista e magari potremmo parlarne con un post a parte.
Che rapporto hai oggi con la tua famiglia, soprattutto con tua madre, che hai citato come figura importante nel tuo passato?
Con mia madre ho un bellissimo rapporto. Non voglio entrare molto nel dettaglio, ma supporta pienamente la mia musica. Lei mi ha sempre detto che la musica era uno dei suoi sogni, ma ai tempi se non facevi un liceo purtroppo non era ben visto.
Con mio padre invece non parlo da un po’… ma non vorrei parlarne.
Molti giovani si ritrovano nella tua storia. Cosa diresti a un ragazzo di 16 anni che oggi sta per prendere la tua stessa strada di qualche anno fa?
Che ti può andare bene come no. La scorciatoia tante volte non è il modo giusto di affrontare le cose.
Chi lo fa perché non ha scelta, anche se secondo me la scelta c’è sempre, lo apprezzo lo stesso. So cosa vogliono dire i soldi facili e so anche che è difficile toglierseli di dosso.
Cosa ti ha insegnato l’esperienza dello spaccio, non solo a livello personale ma anche artistico?
Boh… che quando hai qualcosa che interessa a qualcuno, sono tutti dei cagnolini.
Quando finisci gli scooby snack, spariscono come i gatti hahaha.
Hai collaborato con Mode VSM: come è nato quel legame artistico e com’è lavorare con altri emergenti della tua zona?
Pura magia. Registravo solo con Loopster all’inizio, poi dopo un po’ di sessioni venne anche Mode Vsm. Fin da subito c’è stato tanto rispetto reciproco e tanta comprensione l’un l’altro. Tutto il resto è nato col tempo, creando il nostro sound assieme.
Ho lavorato anche con altri artisti di zona e devo dire che in Veneto non si scherza, ragazzi: tanta qualità.
Guardando avanti: quali sono i tuoi prossimi progetti e obiettivi? Cosa speri che la gente capisca davvero ascoltando “Zappa”?
Io spero sempre di prendere quella nicchia di persone che comprendono ciò che dico e che lo condividono davvero.
Chiaramente sarei bugiardo a dire che non abbiamo qualcosa di più commerciale pronto. Voglio che la mia famiglia diventi sempre più grande, trasmettendo a chi non conosce la mia realtà l’immaginario che sto creando: Motivazione, Obiettivi e Concentrazione.
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Redazione The Digital Moon
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