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Intervista a Stefano Perardi: campione italiano di corsa in montagna 2025

Intervista a Stefano Perardi: campione italiano di corsa in montagna 2025

Conosco bene la famiglia di Stefano Perardi: la mamma, che segue con tanto amore e dedizione la crescita di questo giovane talento, e anche suo fratello. La loro passione per lo sport è una realtà quotidiana, un mondo che conosco bene anch’io, insieme a mio marito, tra cronometristi e appassionati di corse.

Stefano ha iniziato a correre quasi per gioco, ma la sua forza, la determinazione e l’amore per la montagna lo hanno portato a diventare, a soli 18 anni, campione italiano di corsa in montagna categoria juniores. In questa intervista ci racconta la sua esperienza, le difficoltà, le emozioni e i consigli per chi vuole avvicinarsi a questo sport meraviglioso.

Quando gli ho chiesto di partecipare a questa intervista si è dimostrato subito entusiasta e io sono felice di poter trascrivere per voi quanto mi ha detto.

Chi è Stefano Perardi e come è iniziata la tua avventura nella corsa in montagna?

Ho iniziato a correre a 8 anni, quasi per gioco, accompagnando mia mamma nelle sue corsette del fine settimana di circa 4 km. Era un momento di puro divertimento, ma da lì ho capito che correre mi piaceva davvero tanto, e da allora non ho più smesso.

La corsa in montagna è arrivata per caso: a 9 anni ho partecipato a qualche gara su strada, poi un giorno, con i miei genitori e nonni, siamo andati vicino a Cuneo per una gara in montagna. All’inizio la odiavo, era troppo dura e faticosa. Ma col tempo, attraverso tante esperienze vissute tra amore e odio, ho scoperto una vera passione per questo sport. La fatica e la sofferenza della corsa in montagna sono diventate il mio punto di forza, perché è una disciplina dura ma perfetta per le mie caratteristiche da atleta di resistenza.

Come ti alleni durante la settimana?

Durante il periodo scolastico non è sempre facile conciliare scuola e allenamenti, soprattutto in inverno, quando ho lezione anche al pomeriggio. In quei giorni spesso corro col buio pesto, e questo rende l’allenamento ancora più impegnativo, sia fisicamente che mentalmente.

Fortunatamente, a scuola ho professori molto comprensivi che mi supportano, spostando verifiche o interrogazioni in vista delle gare più importanti.

Nel periodo estivo tutto diventa un po’ più semplice: ho più tempo a disposizione per gestire gli allenamenti. Ma è fondamentale ricordare che, oltre all’allenamento, è importante il recupero: bisogna ascoltare il proprio corpo, specialmente nei momenti di stanchezza.

Per quanto riguarda l’alimentazione, sono seguito da un nutrizionista, soprattutto perché ho avuto problemi con i livelli di ferro. Abbiamo trovato un’integrazione adatta, e ora mi sento molto meglio.

La gara che ti ha emozionato di più?

Sicuramente il 26 luglio, alla gara uphill, ho vissuto una grande emozione: è stato il giorno in cui ho conquistato il mio primo titolo italiano, un momento speciale che non dimenticherò mai. Il termine “uphill” in inglese significa “in salita”, quindi una gara uphill è una gara che si svolge principalmente o interamente in salita. 

Se devo essere sincero, però, la gara che mi ha emozionato di più in assoluto è stata il Campionato Italiano dei 10 km su strada a Pescara nel 2023. Non ero tra i favoriti e ho corso senza pressioni, con la voglia di dare tutto fino all’ultimo. Sono riuscito a staccare il gruppo all’ultimo giro e per un attimo ho pensato di vincere il titolo italiano. Alla fine sono arrivato secondo, a soli 4 secondi dal vincitore, Luciano Carallo.


Come vivi l’equilibrio tra adolescenza e sport agonistico?

Non è facile conciliare scuola, allenamenti, gare, amici e famiglia. Spesso le giornate non bastano mai. Le rinunce ci sono, e sono tante: feste saltate, weekend diversi dai miei coetanei, meno tempo per uscire o rilassarmi.

Uso i social ma senza esagerare, perché so che ogni minuto di riposo fa la differenza. Non vivo tutto questo come un peso, perché amo lo sport. Quando raggiungi un risultato per cui hai lavorato mesi, capisci che ne è valsa la pena. E Stefano Perardi campione italiano questo lo sa bene.

Ti senti supportato dai tuoi coetanei?

La maggior parte dei miei coetanei non capisce cosa significhi sacrificarsi per uno sport a questo livello. Non è colpa loro, perché se non lo vivi sulla tua pelle è difficile rendersene conto.

A volte questo percorso può sembrare solitario, soprattutto se scegli una strada diversa dalla maggioranza. Ma io penso che bisogna concentrarsi sui propri obiettivi senza lasciarsi distrarre, anche se molti non lo capiscono.


Cosa rende speciale la corsa in montagna?

La corsa in montagna è unica perché non vince solo chi è più veloce, ma chi sa soffrire di più in salita e chi non ha paura di lanciarsi in discesa. Il cronometro conta, ma ogni gara è diversa: cambiano pendenza, terreno e meteo, ed è proprio questo che la rende speciale.

Cosa manca oggi in Italia per avvicinare più giovani alla corsa in montagna?

Per chi vive nei paesi di montagna è più facile avvicinarsi a questa disciplina perché i sentieri fanno parte della quotidianità.

Per appassionare anche i bambini che vivono lontano dalle montagne, servono iniziative nelle scuole e nelle società sportive che permettano di provare senza pressioni cosa significa correre in montagna. Solo così possono capire se è la loro strada.

Stafano, tu che sei campione italiano di corsa in montagna, hai dei modelli a cui ti ispiri?

Il mio allenatore, Walter Durbano, è un grande punto di riferimento. È stato un atleta professionista nella maratona, una specialità che richiede grande resistenza mentale e fisica. Allenarmi con lui significa avere vicino qualcuno che sa cosa serve per arrivare in alto.

Un consiglio per chi vuole iniziare a correre in montagna

Gli direi di provare senza pensarci troppo. Buttarsi è il primo passo, anche se i risultati non arrivano subito e all’inizio può sembrare tutto faticoso.

La corsa in montagna richiede pazienza, costanza e la capacità di tenere duro anche quando sembra di non migliorare.

Conclusione

La storia di Stefano Perardi, campione italiano di corsa in montagna, è un esempio di passione, impegno e sacrificio che può ispirare tanti giovani (e non solo). Non serve essere campioni per trovare nella corsa in montagna una fonte di benessere e crescita personale.

Se anche tu o i tuoi figli amano correre o muoversi all’aria aperta, questa intervista può essere uno spunto per scoprire un mondo affascinante fatto di fatica, emozioni e grandi soddisfazioni.

Non resta che indossare le scarpe da corsa e… partire alla conquista del primo traguardo personale!

Link alla pagina fidal dedicata al campionato italiano di corsa in montagna edizione 2025: https://www.fidal.it/content/Montagna–Otto-volte-Piemonte-a-Premana/179266

Intervista a Stefano Perardi: campione italiano di corsa in montagna 2025

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Stefano al traguardo della gara di corsa in montagna valida per il campionato italiano di corsa in montagna juniores