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Intervista a Marco Mastrorilli: Il mondo dei rapaci

Intervista a Marco Mastrorilli: Il mondo dei rapaci

Quando e come è iniziata la sua passione per i rapaci notturni?

Buongiorno Lucas, grazie a lei per l’opportunità di parlare di questi animali affascinanti.

Sono ormai trascorsi più di 35 anni dall’inizio di quella che posso definire una vera e propria avventura simbiotica con i rapaci notturni. A loro ho dedicato gran parte della mia vita, con passione e costanza.

Tutto ebbe inizio negli anni ’90, quasi per caso, quando partecipai a un corso dedicato ai rapaci diurni e notturni. Inizialmente fui attratto da falchi e aquile, affascinato dalla loro imponenza. Ma fu nei gufi e nelle civette che trovai qualcosa di profondamente magnetico. Da lì è nato un amore che non mi ha mai lasciato.

Quali sono i paesi in cui i suoi libri sono stati tradotti e pubblicati?

Credo profondamente nella divulgazione come strumento essenziale per la conservazione della biodiversità. I libri, anche nel terzo millennio, restano per me il mezzo più potente per raccontare e far conoscere la vita dei gufi, animali affascinanti e spesso poco compresi.

È proprio con questo spirito che ho pubblicato 28 libri in Italia, collaborando con 15 editori diversi. Alcuni di questi testi hanno superato i confini nazionali, come Sebastiano il Gufo vegetariano, vincitore del Premio Fiabastrocca, tradotto in Serbia e adottato come libro simbolo nella città di Kikinda, dove oltre 700 gufi condividono pochi alberi come dormitorio urbano.

Un altro progetto a cui sono molto legato è La guida dei rapaci notturni d’Europa, tradotta in Spagna dalla casa editrice Omega e, soprattutto, in francese da Delachaux et Niestlé, la più antica e prestigiosa casa editrice naturalistica d’Europa. Un grandissimo onore per me: da decenni acquisto e studio i loro libri, e oggi ne faccio parte come autore.

Può raccontarci del premio ricevuto dal Global Owl Project negli Stati Uniti?

Questa è, senza dubbio, una delle esperienze più gratificanti della mia vita. Nel 2015, esattamente dieci anni fa, ho ricevuto in Minnesota il riconoscimento come miglior esperto mondiale di rapaci notturni, entrando ufficialmente nella World Owl Hall of Fame.

Un onore immenso, considerando che in questo ristretto gruppo compaiono alcune vere leggende della ricerca ornitologica legata agli Strigiformi, scienziati che ho ammirato e studiato per decenni. Essere accolto tra quei nomi è stato qualcosa che va oltre la carriera: non rende famosi, certo, ma per un ‘gufologo’ questo riconoscimento equivale a un Oscar per un attore. È il sogno di una vita che si realizza.

Come ha sviluppato la sua esperienza come guida ambientale?

Anche in questo caso, il desiderio di condividere la mia passione per i gufi mi ha naturalmente portato a diventare guida. Oggi sono guida ambientale escursionistica certificata AIGAE e, nel corso di oltre 35 anni di attività, credo di aver raggiunto un traguardo davvero unico: aver accompagnato più di 18.000 persone in escursioni notturne alla scoperta dei rapaci notturni.

È una stima prudente, calcolata considerando il numero medio annuo di escursionisti guidati. Un dato che racconta non solo un percorso professionale, ma soprattutto una vita dedicata a far conoscere, dal vivo, sotto le stelle, il mondo affascinante degli Strigiformi.

Per rendere queste esperienze ancora più coinvolgenti e scientificamente accurate, mi affido al metodo del playback: trasmetto i richiami di alcune specie, seguendo un protocollo rigoroso, etico e rispettoso.

Questo approccio permette di ottenere risposte vocali da allocchi, assioli, civette e altri rapaci notturni, senza disturbarli. In un certo senso, possiamo dire che… dialogo con loro. E ogni volta è un’emozione nuova. In questo scenario, nel 2016 ho realizzato persino il Sentiero dei gufi®: una doppia rete sentieristica in montagna, in Val di Susa, nel comune di Venaus, dove ho progettato due sentieri dedicati uno all’allocco e uno alla civetta capogrosso.

Quali sono alcune delle riviste più importanti su cui ha pubblicato articoli e fotografie?

Raccontare la vita degli animali, e dei gufi in particolare, è per me sempre coinvolgente, e questo mi ha portato a scrivere centinaia di articoli in Italia e all’estero. Oltre a una cinquantina di articoli scientifici su riviste ornitologiche, ho pubblicato articoli divulgativi su alcune storiche riviste di natura come Airone, Oasis, Focus Wild, Piemonte Parchi, Orobie

Altrettanto vale per le foto: oggi la passione per la fotografia è un po’ sfumata, ma ho pubblicato oltre un migliaio di foto nella mia vita su riviste di ogni tipo. Un rapporto particolarmente intenso e piacevole è quello che ho con La Rivista della Natura, dove ho pubblicato oltre 200 articoli.

Cosa la ispira a collaborare con naturalisti di tutto il mondo?

Questo è, senza dubbio, uno degli aspetti più affascinanti del mio lavoro. Per studiare i rapaci notturni — anche quelli che vivono vicino a casa nostra — il confronto scientifico con ornitologi, naturalisti e fotografi di tutto il mondo è fondamentale.

Negli anni ho costruito relazioni solide con esperti internazionali, alcuni dei quali sono diventati veri amici. Alcuni di loro sono addirittura venuti in Italia come ospiti al Festival dei Gufi, il più grande evento al mondo dedicato ai rapaci notturni. Un marchio registrato, riconosciuto a livello nazionale, che ci ha portato sulle reti televisive e nelle pagine dei principali quotidiani italiani.

La collaborazione è ancora oggi un elemento chiave anche per il mio progetto più recente e importante: Gufotube. Un canale YouTube unico nel suo genere, interamente dedicato ai rapaci notturni, che si avvicina ormai alle 3 milioni di visualizzazioni. Nell’ultimo anno ha registrato una crescita impressionante, con una media quotidiana di 8.000–10.000 visualizzazioni. Un risultato straordinario, che dimostra quanto interesse e curiosità possano generare questi affascinanti animali, se raccontati con passione, rigore e autenticità.

Parlaci della Giornata Mondiale del Gufo

Ormai è consuetudine che ogni giorno dell’anno sia dedicato a qualche animale o tema ambientale: squali, balene, cani, gatti… e naturalmente non poteva mancare il gufo.

La data scelta per celebrare questo affascinante rapace è il 4 agosto, una giornata simbolica che serve a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della sua conservazione.

Secondo l’ultima revisione tassonomica, nel mondo esistono meno di 250 specie di gufi. Molte di queste sono estremamente localizzate e vulnerabili, tanto da essere a rischio di estinzione. Tra i casi più emblematici c’è il gufo delle nevi, uno dei più iconici al mondo, anche grazie alla sua apparizione nella saga di Harry Potter. Eppure, dietro questa fama si nasconde una realtà preoccupante: il numero di individui in natura è in forte calo, a causa dei cambiamenti climatici e dello scioglimento del ghiaccio artico, il suo habitat naturale. Si stima che ne restino meno di 25.000 in tutto il pianeta, e la sua estinzione in natura, purtroppo, è uno scenario sempre più credibile.

Per questo motivo, da alcuni anni ho scelto di celebrare ogni 4 agosto con un evento aperto al pubblico, per parlare della straordinaria vita dei gufi e delle sfide legate alla loro sopravvivenza. Anche quest’anno festeggeremo questa giornata a Massimeno, in Val Rendena, uno dei borghi più piccoli del Trentino – e persino d’Italia – ma ricco di significato: qui il gufo, che in dialetto locale viene chiamato beghel, è stato eletto simbolo portafortuna del paese.

Chi visiterà Massimeno scoprirà un vero e proprio borgo dei gufi, dove statue, disegni, installazioni e persino fontane raccontano il legame profondo tra la comunità e questi animali misteriosi.

Un luogo perfetto, direi magico, per celebrare insieme la Giornata Mondiale del Gufo.

Come gestisce la sua rubrica sulla Rivista della Natura e quali temi affronta?

Da ragazzo seguivo con grande interesse la serie La famiglia Bradford, in cui il padre riusciva a mantenere una famiglia numerosa — otto figli! — semplicemente scrivendo una rubrica settimanale per un giornale.

È proprio da lì che è nata la mia passione per le rubriche.

Nel corso degli anni ne ho curate più di dieci su varie riviste nazionali, affrontando temi legati alla natura, alla fauna e alla divulgazione scientifica.

Tra tutte, quella a cui sono più legato — e la più longeva — è la rubrica che tengo attualmente sulla Rivista della Natura, un trimestrale molto curato, interamente dedicato al mondo naturale.

La mia rubrica si intitola Ali spiegate, un titolo volutamente ambivalente: da un lato evoca l’idea del volo e della libertà, dall’altro riflette il suo contenuto divulgativo, perché “spiego” al pubblico le novità della ricerca scientifica sugli uccelli.

È un modo per unire passione, conoscenza e comunicazione, e ogni articolo è un piccolo viaggio tra penne, piume e scoperte.

Quali sfide ha incontrato nel suo lavoro di ricerca sui rapaci notturni?

Se per oltre trent’anni dedichi la tua vita a un gruppo di animali senza mai annoiarti, senza che si spenga nemmeno per un istante la fiamma dell’entusiasmo, significa che sei riuscito a rinnovare continuamente le tue ricerche grazie a un carburante inesauribile: la curiosità.

È proprio la curiosità che ti spinge ad andare oltre l’osservazione, a vivere ogni ricerca non come una semplice sfida tecnica, ma come un percorso di crescita personale e di approfondimento autentico della vita degli animali che ami di più.

È lei che trasforma il lavoro in passione duratura, e ogni scoperta in un’emozione.

Ha in programma nuovi progetti o libri per il futuro?

È appena uscito il mio nuovo libro, scritto a quattro mani con Stefania Montanino, dal titolo Vietato gufare. Un’opera che esplora il profondo legame tra i gufi e il nostro immaginario collettivo, attraversando storia, letteratura, musica, arte e mitologia.

Abbiamo dedicato uno spazio speciale anche alle leggende, alle maldicenze e ai falsi miti da sfatare su questi animali così affascinanti quanto spesso fraintesi.

Il prossimo progetto, che spero di pubblicare entro la fine dell’anno, sarà un libro illustrato pensato per i bambini: un viaggio educativo e coinvolgente nel mondo dei rapaci notturni.

Sul fronte scientifico, invece, a ottobre inizierà un nuovo studio di citizen science dedicato alle vocalizzazioni dell’Allocco, all’interno del Parco Regionale La Mandria. Un’indagine che unisce ricerca sul campo e divulgazione, per continuare a conoscere — e far conoscere — questi straordinari protagonisti della notte.

E poi una vera chicca in anteprima: sto lavorando al montaggio di un cortometraggio sulla civetta, che sarà davvero spettacolare.


Intervista a Marco Mastrorilli: Il mondo dei rapaci
Redazione The Digital Moon

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