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Vita, morte e scelte

Vita, morte e scelte


Il coraggio di vivere ciò che siamo

Ci sono temi davanti ai quali spesso abbassiamo lo sguardo: la vita, la morte e le scelte. Li percepiamo come realtà separate, quasi opposte, la vita da una parte, la morte dall’altra e, nel mezzo, noi con le nostre decisioni, le nostre paure, i nostri desideri e tutte quelle domande alle quali non sempre troviamo una risposta. Eppure, forse, sono molto più legate di quanto immaginiamo.

Perché ogni volta che qualcosa nasce, qualcos’altro inevitabilmente cambia, e ogni volta che qualcosa finisce, dentro di noi si apre la possibilità di scegliere cosa farne.

La vita non è soltanto esistere

Viviamo spesso pensando di avere tempo.

Rimandiamo una parola, una scelta, un incontro, un cambiamento. Aspettiamo il momento giusto per essere felici, per lasciare andare, per ricominciare, ma la vita non ci chiede di essere pronti, ci chiede di esserci. Essere presenti significa smettere, almeno per un momento, di vivere soltanto attraverso ciò che è stato o attraverso ciò che potrebbe accadere, significa guardare ciò che abbiamo davanti e chiederci:

“Questa è davvero la vita che voglio vivere?”

Non è una domanda semplice, perché a volte la risposta ci costringe a riconoscere che alcune cose le abbiamo scelte per paura, per abitudine, per compiacere qualcuno o semplicemente perché non abbiamo avuto il coraggio di scegliere diversamente, ed è proprio qui che inizia la consapevolezza.

Parlare di morte non significa necessariamente parlare soltanto della fine della vita.

La morte come parte del ciclo

La morte può essere anche simbolica: Muore una versione di noi, muore un’illusione, muore una relazione, muore un modo di pensare, muore una parte di noi che non può più accompagnarci nel percorso che stiamo facendo. E ogni volta che qualcosa finisce, abbiamo due possibilità: rimanere aggrappati a ciò che non esiste più oppure attraversare quel passaggio, anche con dolore, permettendo a qualcosa di nuovo di nascere. La morte, in questo senso, può diventare una grande maestra, ci ricorda che nulla è completamente immobile e che anche ciò che oggi ci sembra eterno può trasformarsi.

Le scelte sono il ponte tra la vita e la morte

Forse è proprio qui che entrano in gioco le nostre scelte, ogni scelta contiene una piccola morte e una piccola nascita, quando scegliamo di lasciare una situazione che ci fa stare male, muore un’abitudine ma nasce uno spazio nuovo, quando scegliamo di perdonare, può morire il bisogno di continuare a combattere, quando scegliamo noi stessi, può morire quella parte di noi che per troppo tempo ha cercato approvazione, e quando decidiamo di cambiare, inevitabilmente lasciamo indietro qualcosa, per questo scegliere non è sempre facile. A volte sappiamo perfettamente cosa dovremmo fare, ma abbiamo paura delle conseguenze. La mente cerca sicurezza, l’anima cerca verità, e non sempre parlano la stessa lingua.

La psicologia ci insegna ad ascoltarci

Crescere significa anche imparare a riconoscere ciò che accade dentro di noi. Non tutte le paure sono segnali che dobbiamo fermarci. Alcune sono semplicemente il risultato dell’abitudine a rimanere dove conosciamo già tutto, e non ogni dolore significa che abbiamo sbagliato strada, a volte il dolore accompagna proprio quei cambiamenti che abbiamo rimandato per troppo tempo.

La consapevolezza psicologica ci invita a osservare le nostre emozioni senza esserne completamente dominati, la spiritualità, invece, può ricordarci che non siamo soltanto ciò che ci accade: siamo anche il significato che scegliamo di attribuire a ciò che viviamo. Forse è proprio nell’incontro tra queste due dimensioni — mente e anima — che impariamo davvero a conoscerci.

Non possiamo scegliere tutto, ma possiamo scegliere come vivere

Ci sono eventi che non dipendono da noi: Non possiamo decidere quanto durerà ogni cosa,
non possiamo controllare tutte le persone che incontreremo, non possiamo impedire a qualcosa di finire, non possiamo avere risposte per ogni perdita, ma possiamo scegliere cosa fare del tempo che abbiamo, possiamo scegliere di amare più sinceramente. Di chiedere scusa, di mettere dei confini, di smettere di rincorrere chi non vuole esserci, di ricominciare, d prenderci cura di noi, di dire quella parola che continuiamo a tenere dentro.

Perché forse il vero significato della vita non sta nel cercare di controllare ciò che non possiamo controllare, ma nell’imparare a essere consapevoli di ciò che invece possiamo scegliere. E forse la morte ci insegna proprio questo, pensare alla morte può far paura, ma può anche riportarci all’essenziale. Ci ricorda che il tempo non è infinito e che proprio per questo ha valore, ci invita a non sprecare la nostra vita nel tentativo di essere qualcuno che non siamo, a non restare per sempre in luoghi interiori nei quali abbiamo già smesso di vivere, a non rimandare continuamente la felicità a un futuro indefinito, perché non sappiamo quanto tempo abbiamo, ma sappiamo di avere questo momento. E forse vivere davvero significa proprio questo: imparare a non dare per scontato il presente.

La scelta più importante

Alla fine, tra vita e morte, esiste uno spazio prezioso, è il nostro tempo ed è lì che possiamo scegliere, possiamo vivere automaticamente oppure consapevolmente, possiamo continuare a ripetere ciò che conosciamo oppure avere il coraggio di trasformarlo, possiamo restare prigionieri di ciò che è stato oppure permettere al passato di diventare esperienza. Non sempre possiamo scegliere ciò che accade nella nostra vita, ma possiamo imparare a scegliere come attraversarla, e forse questa è una delle forme più profonde di libertà.

Una riflessione da portare con sé

Se oggi sapessi di avere davanti a te un tempo prezioso, cosa cambieresti? Chi sceglieresti di amare? Cosa lasceresti andare? Quale parte di te smetteresti finalmente di nascondere?

Forse non abbiamo bisogno di aspettare che la vita ci ricordi quanto è preziosa, forse possiamo ricordarcelo da soli, perché la vita è ciò che ci viene dato, la morte è ciò che ci ricorda che il tempo ha un confine, ma le scelte sono ciò che facciamo di tutto ciò che ci è stato affidato.

“La vita ci insegna a nascere ogni giorno, la morte ci ricorda che nulla è eterno, ma sono le nostre scelte a dare un significato al tempo che ci è stato donato”


Vita, morte e scelte

Shelly

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