IntervisteSocial Media Management

Intervista ad Annalisa: Dalla radio al giornalismo

Intervista ad Annalisa: Dalla radio al giornalismo


Cosa ti affascina di più del raccontare la realtà attraverso la radio e il giornalismo?

L’attitudine alla scoperta e alla conoscenza: una mia disposizione naturale. La radio e il giornalismo sono accomunate dall’arte del racconto, ma non tutte allo stesso modo. Le radio all news sono giornalistiche, in quelle commerciali si usa un linguaggio spot, più veloce, sono improntate sull’intrattenimento e per questo molto lontane dal giornalismo. Ho avuto la fortuna di sperimentare sia il formato delle radio di informazione che quello delle radio di flusso e posso fare un paragone netto tra le due. La radio è lo specchio dei cambiamenti tecnologici e sociali che attraversiamo e da più di dieci anni ha cambiato pelle con l’introduzione del web e l’aumento dell’accesso al sapere. Così da strumento di intrattenimento si è trasformato in strumenti di informazione, strizzando l’occhio al talk e alle notizie.

Oggi anche le radio commerciali offrono contenuti dove si parla di più, sono in generale tutte più talk che in passato. Per onestà e dovere di cronaca debbo sottolineare che ho comincio a lavorare per la radio all’età di 16 anni, come conduttrice di intrattenimento, mai avrei pensato di avvicinarmi al giornalismo. Il passaggio, avvenuto soltanto dieci anni fa è stata una delle più grandi opportunità di crescita: sperimentando entrambi i formati capisci anche cosa sta succedendo da un punto di vista sociale. Il passaggio è stato complesso, non riuscivo quasi a gestirlo, l’ho vissuto come un nodo. Oggi, col senno di poi, penso sia stata una grande opportunità: confrontare due stili di conduzione opposti, ma complementari, mi dico meglio così. L’altro aspetto che mi affascina è la capacità di creare un legame con gli altri, anche solo con la voce: e’ difficilissimo, ma chi riesce ha una marcia in più e spesso anche un’anima bella. Mi confermerai che le speaker che ascolti alla radio non ti piacciono tutte allo stesso modo?! Uno non vale uno: lo sappiamo tutti.


In che modo la curiosità guida le tue scelte quotidiane e professionali?

Attraverso il senso di scoperta e lo voglia di conoscere luoghi, persone e storie, più possibile. Vedi l’attitudine alla scoperta di cui parlo nella domanda precedente. Mi piace viaggiare, parto anche alla cieca, sola. La sola idea che andrò in un posto dove troverò storie, culture e tradizioni nuove mi affascina. Allarga i confini geografici del mondo e le vedute personali. Non sono razzista, penso che ognuno abbia un potenziale, una storia personale e competenze da condividere. La comunicazione è il vestito che indosso con più naturalezza da sempre. Il giornalismo, la radio, la televisione, sono la misura delle mie capacità: lo specchio di ciò che ho fatto e potrei fare ancora.


Qual è il ruolo dell’amicizia nella tua vita e come influenza le tue passioni?

Centrale, ma per onestà e dovere di cronaca debbo affermare di aver dedicato poco spazio agli affetti. Ho dato tutto al lavoro, o quasi tutto. Quando lavori tutto il giorno quanto tempo rimane da dedicare agli altri? Dalle persone sono stata tradita spesso: sia dagli amici che dagli uomini, anche quando mi sono trovata in relazioni importanti e ne ho avute pochissime. Il tema è che al momento in cui chiudi i rapporti bisognerebbe imporre il buon gusto di dimenticarsi. Le mie passioni, invece, rimangono tali a prescindere da chi c’è nella mia vita o no. Mi piace la condivisione, ma solo se il rapporto è una presenza vera e di vera compagnia. Amo il mare, i viaggi, i musei, il sushi, il teatro, le terme. 


Quando leggi, cosa cerchi davvero: evasione, risposte o nuove domande?

Cerco risposte a dubbi, corrispondenza con la realtà – sono una persona pratica e concreta – e nuove domande: ho ancora molto da fare e da imparare, da me stessa e dagli altri.


Se dovessi descrivere il “tuo universo” oggi, quali storie sentiresti il bisogno di raccontare?

Racconterei storie profonde, indissolubili, irrinunciabili e totalizzanti. Non è vero che siamo fatti per stare con tutti o per fare tutto. La bulimia contemporanea ha dato alla testa. La vera consapevolezza è sapere di vivere in un sistema dove c’è tanto di tutto, ma prendere di quel tanto ciò che fa per te. E non può essere tutto. Mi riferisco al lavoro, penso di essere nata per lavorare nella comunicazione, non potrei fare nient’altro! Alle amicizie: poche ma solide. All’amore: unico e indissolubile. Sono uno scorpione, il segno delle grandi passioni, le piccole mi danno la sensazione di perdere tempo, pazienza e fiducia in me stessa. O si sta bene insieme bene oppure il mondo è grande e varie, le possibilità non mancheranno a nessuno.

Annalisa Colavito


Intervista ad Annalisa: Dalla radio al giornalismo

Redazione The Digital Moon

Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.

https://www.instagram.com/thedigitalmoon