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Intervista ad Anna Maria Lazzari: Libertà e nuove opportunità

Intervista ad Anna Maria Lazzari: Libertà e nuove opportunità

Il tuo percorso universitario è durato più a lungo del previsto. In che modo questi nove anni, tra studio e lavori diversi, hanno contribuito a farti capire chi sei oggi e cosa desideri davvero dalla vita?

Quei nove anni sono stati tutto fuorché tempo perso. Mentre studiavo ho svolto lavori molto diversi tra loro, e questo mi ha permesso di confrontarmi con la realtà, con le persone e soprattutto con me stessa. Ho capito cosa non volevo, prima ancora di capire cosa desideravo davvero.

È stato un percorso fatto di tentativi, errori, stanchezza ma anche di crescita profonda. Oggi so che quelle esperienze mi hanno resa più consapevole, più empatica e più lucida nelle scelte. Senza quel tempo “fuori dagli schemi” non sarei la persona che sono ora, né avrei il coraggio di costruire una strada mia.


Spesso la società ci spinge a seguire tempistiche e modelli prestabiliti. Come sei riuscita a liberarti dal peso delle aspettative esterne e ad accettare il tuo percorso personale senza viverlo come un fallimento?

Non è stato immediato. Per molto tempo ho sentito il peso del confronto e il senso di “ritardo”. Poi ho capito che stavo vivendo secondo parametri che non mi appartenevano.
Il momento di svolta è stato quando ho smesso di chiedermi “a che punto dovrei essere” e ho iniziato a chiedermi “sono felice di come sto vivendo?”.

Accettare il mio percorso è stato un atto di responsabilità verso me stessa. Non un fallimento, ma una scelta di rispetto. Da lì ho iniziato a guardare la mia storia non come qualcosa da giustificare, ma come qualcosa da valorizzare.


Hai sottolineato l’importanza di conoscere se stessi per fare scelte più libere. Quali domande o esperienze ti hanno aiutata maggiormente a raggiungere questa consapevolezza?

Le domande più importanti sono state anche le più scomode:
“Lo sto facendo per me o per compiacere qualcuno?”
“Questa vita mi rappresenta davvero?”
“Se nessuno mi giudicasse, cosa sceglierei?”

Le esperienze lavorative, il contatto con tante persone diverse e i momenti di solitudine mi hanno aiutata a fare chiarezza. Ho imparato ad ascoltarmi, a riconoscere i miei valori e a non ignorare più quel senso di insoddisfazione che spesso cerchiamo di mettere a tacere. La consapevolezza nasce quando smetti di scappare da te stessa.


Il tuo avvicinamento al mondo del digitale e dell’educazione finanziaria nasce da un bisogno di indipendenza e libertà. Cosa rappresenta per te oggi l’educazione finanziaria e perché pensi sia una competenza fondamentale per le nuove generazioni?

Per me l’educazione finanziaria è uno strumento di libertà. Non significa solo guadagnare di più, ma capire come funzionano il denaro, il tempo e le scelte.

È fondamentale perché ci permette di non dipendere totalmente da un unico sistema o da un’unica strada. Le nuove generazioni vivono in un mondo veloce, digitale e instabile: avere competenze finanziarie significa poter scegliere, adattarsi e creare opportunità invece di subirle. È una forma di autonomia mentale prima ancora che economica.


Che messaggio vorresti lasciare a chi si sente “in ritardo”, confuso o bloccato dalla paura di scegliere una strada diversa da quella considerata tradizionalmente giusta?

Vorrei dire che non esiste un tempo giusto uguale per tutti. Esiste il tuo tempo.
Sentirsi confusi non è un segno di debolezza, ma spesso il primo passo verso un cambiamento autentico. Scegliere una strada diversa fa paura, ma restare in una vita che non ti rappresenta ne fa ancora di più, solo che spesso ce ne accorgiamo tardi.

Ascoltati, informati, concediti il diritto di cambiare idea. La tua vita non deve essere coerente con le aspettative degli altri, ma con la persona che vuoi diventare.


Intervista ad Anna Maria Lazzarini: Libertà e nuove opportunità

Redazione The Digital Moon

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