Intervista a Sara sterie: creatività e nuove prospettive narrative
Intervista a Sara sterie: creatività e nuove prospettive narrative
Come nasce l’idea di .sterie? C’è stato un evento o un sogno che ha dato il via a tutto?
L’idea di .sterie è nata quasi per caso. Ho sempre avuto un legame profondo con i sogni e con tutto ciò che non ha una spiegazione razionale. Un giorno, dopo aver fatto un sogno estremamente lucido e inquietante, ho iniziato a raccontarlo tramite il social… ed è come se qualcosa si fosse sbloccato. Da lì, ho capito che non ero l’unica a sentire quel tipo di connessione con l’invisibile.
Perché proprio TikTok come piattaforma? Cosa ti ha attirata nel raccontare il mistero lì?
TikTok mi ha attirata per la sua immediatezza, ma anche per la sua capacità di creare connessioni profonde in pochi secondi.
Qual è stato il primo video che ti ha fatto capire che stavi creando qualcosa di potente?
Ricordo un video dove raccontavo un sogno condiviso da due sorelle, una delle quali era già morta. La community ha reagito con empatia, brividi e connessioni personali. Lì ho capito che .sterie non era solo un profilo: era uno spazio sicuro dove l’inconscio collettivo parlava. Peccato che quel video è stato segnalato e ho dovuto rimuoverlo.
Da dove nasce la tua passione per il paranormale e l’inspiegabile?
Fin da piccola ho avuto un’intuizione forte verso ciò che “non si vede”. Non mi spaventavano le cose strane, anzi: mi incuriosivano. Il paranormale, per me, non è qualcosa da temere, ma da ascoltare. In certi casi sono stata anche aiutata.
Qual è il sogno più inquietante o significativo che ti è stato raccontato e che hai interpretato?
Quando i sognatori incontravano i propri cari defunti, questi portavano con sé un messaggio preciso, spesso utile ad aiutarli in un momento delicato.
Secondo te, quanto i sogni possono essere porte verso un’altra dimensione? Ci credi?
Assolutamente sì. I sogni sono portali, e non sempre sono nostri. Alcuni li ereditiamo, altri ci vengono dati. Non sono solo riflessi del nostro inconscio: a volte sembrano messaggi, viaggi, avvertimenti. Credo che durante il sogno, la mente perda i confini e vada oltre.
Che tipo di messaggi ricevi da chi ti segue? C’è un commento che ti ha particolarmente colpita?
Ricevo tantissimi messaggi di persone che mi dicono: “Finalmente qualcuno ha dato voce a quello che provo da anni.” Uno in particolare mi ha colpita: “Grazie a te ho capito che non sono pazzo, solo aperto a qualcosa che gli altri non vedono.” È lì che capisci che stai facendo qualcosa di necessario.
Ti sei mai sentita “in contatto” con qualcosa di più grande mentre creavi o raccontavi una storia?
Sì, più di una volta. Tra l’altro ci avevo fatto un video a riguardo perché è stato veramente inquietante. Seguo l’energia.
Come scegli le storie da raccontare? Segui l’istinto, l’intuizione o c’è un metodo?
Quando leggo una storia e mi vengono i brividi, so che va raccontata.
Qual è il messaggio che vuoi lasciare dietro ogni storia?
Che non siamo soli, né nelle nostre paure, né nei nostri sogni. Ogni storia è una traccia. Qualcosa che ci unisce attraverso l’invisibile. Il messaggio che voglio lasciare è: “C’è un senso, anche quando sembra tutto oscuro.”
Come immagini .sterie tra un anno? E tra cinque?
Tra un anno vorrei che fosse una community ancora più forte. Tra cinque anni lo vedo come un archivio vivente di testimonianze.
Hai mai pensato di trasformare queste storie in un podcast, un libro, una serie?
Sì, ci penso spesso. Ogni storia ha un suo ritmo narrativo, una sua voce. Un podcast mi permetterebbe di dare profondità. Un libro raccoglierebbe i sogni più simbolici. Uno dei miei sogni è quello di fare l’attrice di film horror, quindi una serie o direttamente un film su tutto questo mi piacerebbe veramente tanto.
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Redazione The Digital Moon
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