Intervista a Sally Blu: L’arte della sensualità
Intervista a Sally Blu: L’arte della sensualità
Com’è nata la tua passione per il mondo dello spettacolo e, in particolare, per il teatro, il trasformismo e l’arte circense?
La mia passione per le arti circensi nasce da piccola, grazie a mia madre. È stata lei a trasmettermi l’amore per il palco e per l’espressione artistica.
Con il tempo mi sono appassionata anche al burlesque e ho tenuto un mio corso personale di aerial burlesque, unendo sensualità e acrobatica aerea.
Ricordi il tuo primo show dal vivo? Che emozioni hai provato nel salire sul palco per la prima volta?
La mia prima esperienza è stata caratterizzata da tanto imbarazzo.
È vero che venivo dal teatro, ma non mi ero mai cimentata prima nell’arte dello spogliarello. È stato un momento di grande vulnerabilità e scoperta di me stessa.
In questi anni hai partecipato a moltissimi eventi fieristici e televisivi: ce n’è uno che consideri particolarmente significativo per la tua crescita artistica?
Sì, sicuramente le mie installazioni realizzate con la Rai, contro la guerra e la violenza sulle donne.
Attraverso queste performance riesco a lasciare un messaggio forte usando il linguaggio del corpo, e questo lo devo a Stefano Rizzelli, vicedirettore Rai, che ha creduto in me e nella mia visione artistica.
Cosa rappresenta per te lo striptease e il burlesque? Li consideri più una forma di intrattenimento, un’arte o un modo di espressione personale?
Per me non esiste forma d’arte più potente dell’esprimersi con il proprio corpo.
Lo striptease e il burlesque sono linguaggi estetici, emozionali e profondamente personali.
Li considero una forma d’arte autentica, capace di raccontare una storia senza bisogno di parole.
Come nascono le tue performance? Parti da un’idea estetica, da un’emozione o da una storia da raccontare?
Quando creo uno spettacolo parto sempre da un’emozione e da una storia da raccontare.
Ad esempio, una delle mie performance più amate è quella in cui una donna entra sulle note di Nessun Dorma e suona un violino che ricorda la forma di un corpo femminile: un connubio perfetto tra musica, eleganza e sensualità.
Il tuo stile combina sensualità, ironia e teatralità. C’è un artista o un’esperienza che ha influenzato maggiormente la tua identità scenica?
Mi sono ispirata molto alle icone sexy degli anni ’80, come Edwige Fenech.
La loro eleganza, ironia e sicurezza sul palco hanno influenzato profondamente il mio modo di interpretare la femminilità.
Hai ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Quale di questi porti nel cuore e perché?
Nella mia carriera ho ricevuto molti premi, ma quello che porto più nel cuore è il mio primo riconoscimento, ottenuto al Bergamo Sex 2020 come migliore sexy star.
È stato un traguardo importante, il segno che tutto l’impegno e la passione avevano trovato il loro spazio.
Il tuo lavoro ti ha portato a esibirti in contesti molto diversi, dai locali italiani agli eventi internazionali: cambia qualcosa nel tuo approccio al pubblico?
Ogni palco mi regala emozioni diverse.
Ogni esibizione è unica e mi lascia dentro una scarica di adrenalina che non si dimentica mai.
Il mio approccio resta lo stesso: sincerità, passione e desiderio di comunicare qualcosa di vero.
Qual è, secondo te, la chiave per rendere uno spettacolo sensuale anche elegante e mai volgare?
La sensualità e l’eleganza sono qualità innate: o le hai dentro, o no.
Non si possono imparare, ma si possono coltivare con il rispetto per se stessi e per il pubblico.
Guardando al futuro, quali nuovi progetti o sogni artistici desideri realizzare?
Uno dei miei sogni si è già realizzato: aprire una mia casa di produzione erotica.
Insieme a Stefano Visconte abbiamo dato vita al progetto Afrodite Cinema, con l’obiettivo di portare l’erotismo nella pornografia, elevandolo a un linguaggio più artistico, sensuale e consapevole.
Intervista a Sally Blu: L’arte della sensualità
Redazione The Digital Moon

