Intervista a Isabella Jorno: Il cambiamento come atto di coraggio
Intervista a Isabella Jorno: Il cambiamento come atto di coraggio
Hai sempre fatto scelte fuori dagli schemi, a partire dal lavorare con la voce. Cosa ti ha spinto inizialmente verso il teatro, la dizione e la radio, e cosa ti ha insegnato quel percorso?
Amavo il cinema e pensavo che fosse un modo fantastico per vivere tante vite e in tante epoche diverse. Per questo, dopo il liceo classico, anziché iscrivermi all’università, ho scelto una scuola di recitazione e ho deciso che avrei lavorato con la voce. Una voce che, all’inizio, aveva parecchi difetti. Mi sono messa a studiare dizione con una cura quasi maniacale e, dopo un anno, ero già in grado di insegnarla, cosa che ho portato avanti per diversi anni in parallelo agli spettacoli teatrali.
Il teatro mi ha aiutato ad attenuare la mia timidezza ed è stato un periodo meraviglioso, in cui mi sono divertita tantissimo e ho conosciuto moltissime persone.
La radio è arrivata quasi per caso: il mio sogno di lavorare con la voce era diventato realtà. Tuttavia, dal punto di vista strettamente lavorativo, questa esperienza mi ha insegnato due cose fondamentali: un contratto a tempo indeterminato non è una certezza e non avrei mai più voluto svolgere un lavoro dipendente.
Il licenziamento e poi il Covid hanno rappresentato due grandi rotture nella tua vita professionale. Come hai vissuto quei momenti e quali risorse interiori ti hanno permesso di non arrenderti?
Il licenziamento, dovuto a tagli del personale, è stato da una parte traumatico, dall’altra un dono, perché dopo 17 anni di turni mi ha restituito la libertà.
Il periodo del Covid, invece, l’ho vissuto davvero molto male. Ero una persona iperattiva e piena di impegni e mi sono ritrovata di colpo come impantanata in una palude. La consapevolezza di quello che stava accadendo e il totale senso di impotenza hanno fatto il resto: mi ero completamente spenta, perdendo motivazione, gioia e persino la voglia di vivere.
Ma ancora una volta mi sono rimboccata le maniche e ho preso in considerazione una possibilità che fino ad allora avevo sempre snobbato: la vendita diretta.
Arrivare a 50 anni in un mercato del lavoro che spesso penalizza le donne può essere scoraggiante. Cosa ti ha fatto scegliere la strada del lavoro in proprio invece della rinuncia o del compromesso?
L’esperienza del Covid mi ha insegnato che tutto può crollare e cambiare da un giorno all’altro. Ma soprattutto non volevo più capi e cercavo un lavoro che si adattasse ai miei orari e alle mie esigenze, e non il contrario.
Il problema era capire cosa fare. Ho quindi rispolverato due mie vecchie passioni: quella per la cosmetica e quella per il benessere.
Dalla vendita diretta al network marketing: quali competenze nuove hai dovuto imparare, anche a livello tecnologico, e perché credi che oggi siano fondamentali per reinventarsi?
La vendita diretta, durante il periodo Covid, è stata molto facile perché il settore era esploso. Tornati alla normalità, però, mi sono resa conto che la realtà aziendale in cui mi trovavo non permetteva di crescere e che, se volevo ampliare il giro dei clienti, dovevo necessariamente aprirmi ai social.
Ho cambiato azienda e sono passata al network marketing, ampliando il settore merceologico all’integrazione e al benessere. Ancora una volta ho dovuto ricominciare tutto da capo, ma questa volta le difficoltà sono state superiori alle aspettative.
Ho dovuto mettermi seriamente in discussione e superare molte paure: espormi, essere giudicata, fare brutte figure. Ho imparato nuove competenze pratiche come utilizzare le piattaforme social, comunicare in modo efficace e parlare davanti a una telecamera. Tutte cose che, da persona antitecnologica e antisocial quale ero, mi spaventavano moltissimo.
Il lato positivo è che molte di queste competenze mi sono tornate utili non solo nel lavoro, ma anche nella vita quotidiana.
Se potessi parlare direttamente a una donna che oggi si sente “fuori tempo” o senza opportunità, quale messaggio le daresti per aiutarla a credere che ricominciare, anche da zero, è possibile?
Le direi: anche io mi sono sentita come te. Anche io pensavo di essere senza prospettive e troppo vecchia per acquisire competenze tecnologiche e ricominciare da zero. Se il mondo del lavoro tradizionale non ti vuole, guarda altrove.
Il mondo online è pieno di opportunità, basta saperle cogliere. Il network oggi non è l’unica strada possibile, ma secondo me è il sistema più semplice per costruire una carriera anche per chi non ha competenze. Nella nostra community, in particolare, forniamo a chi inizia tutta la formazione necessaria.
Imparare nuove competenze e trovare soluzioni ai problemi è anche un ottimo modo per mantenere giovane il cervello. Quindi, amica mia, se ti senti in difficoltà, smetti di autocommiserarti… e magari facciamoci una chiacchierata 😊
Intervista a Isabella Jorno: Il cambiamento come atto di coraggio
Redazione The Digital Moon
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