Intervista a Dr. Giulio Papa di PDS DENTAL CARE
Intervista a Dr. Giulio Papa di PDS DENTAL CARE
Dr. Papa, da oltre 20 anni nel settore odontoiatrico: com’è nata la sua passione per le tecniche mini-invasive?
Tutto parte da una semplice regola: trattare le persone come vorrei essere trattato io. Nessuno vuole sentire dolore, me compreso. Questo mi ha spinto a studiare e approfondire tutte le tecniche che potessero ridurre al minimo l’invasività e il disagio per i pazienti. È da lì che è iniziato tutto.
Insieme a sua moglie, la Dott.ssa Antonella Di Stefano, guida i centri PDS DENTAL CARE. Cosa li rende così speciali?
Abbiamo unito due mondi che spesso faticano a convivere: l’eccellenza clinica e l’accessibilità. Nei nostri centri accogliamo famiglie intere: bambini, adulti, anziani e pazienti con esigenze particolari. Questo è possibile grazie a uno staff numeroso, altamente qualificato e specializzato, che ci permette di offrire cure mirate per ogni fascia d’età.
È tra i maggiori esperti europei in ozonoterapia odontoiatrica. Ci spiega cos’è e perché è così innovativa?
L’ozonoterapia ha più di un secolo di storia, ma è solo negli ultimi vent’anni che ho iniziato a studiarla a fondo, applicandola in odontoiatria con risultati sorprendenti. L’ozono, utilizzato correttamente, ci consente di ridurre — e in alcuni casi eliminare — l’uso di farmaci come antibiotici e antinfiammatori. È un grande passo avanti, soprattutto nelle terapie per parodontite e perimplantite.
Nei vostri centri l’ozono viene usato anche in ambito estetico. In quali casi è più efficace?
In chirurgia lo usiamo in forma gassosa o come acqua ozonizzata per ridurre dolore, gonfiore e infiammazione post-operatoria. In ambito estetico, invece, trattiamo acne in fase infiammatoria e utilizziamo l’ozono per la biostimolazione del viso: migliora l’aspetto delle rughe e favorisce il rinnovamento cellulare. È una risorsa davvero preziosa.
Oggi si parla sempre più di “odontoiatria conservativa”. Quanto conta, secondo lei, salvare ciò che c’è rispetto a sostituire?
Conta moltissimo. Conservare è spesso più difficile che sostituire, ma è la scelta più etica e lungimirante. Siamo abituati a volere tutto e subito, ma noi preferiamo educare i pazienti alla salute, spiegando l’importanza della prevenzione e delle cure mirate. Sostituire un dente è l’ultima opzione, mai la prima.
Come riuscite a gestire le richieste estetiche dei pazienti, spesso influenzate da mode e social?
Dialogando e spiegando. Molte richieste nascono da stereotipi irrealistici: sorrisi perfetti ma innaturali. Il nostro compito è guidare i pazienti verso soluzioni estetiche personalizzate, che siano belle ma anche armoniche e coerenti con il loro viso. La soddisfazione nasce dall’equilibrio, non dall’esagerazione.
È relatore ufficiale per le faccette Lumineers. Cosa le distingue dalle altre?
Sono faccette con oltre vent’anni di storia e un protocollo clinico di comprovata efficacia. La cosa più importante? Non richiedono limature invasive: il dente resta integro. Questo le rende una delle soluzioni estetiche meno traumatiche oggi disponibili.
Ogni anno forma centinaia di colleghi. Qual è l’errore più comune in estetica dentale?
La fretta. L’estetica, a differenza di altri trattamenti, è immediatamente visibile. Ma proprio per questo non si può correre. I lavori richiedono studio, pazienza, confronto con il paziente. Le pubblicità che promettono “tutto e subito” sono pericolose. Il vero obiettivo deve essere un risultato stabile, duraturo e sicuro.
Il suo libro sull’ozonoterapia ha avuto grande successo. Cosa spera di trasmettere come divulgatore scientifico?
Condivisione. Voglio accrescere la cultura medica sull’ozono, confrontarmi con colleghi, migliorare le nostre pratiche cliniche. L’ozonoterapia merita un posto stabile nella medicina odontoiatrica: è scientifica, sicura, efficace. Il mio libro è un invito ad approfondire e sperimentare con consapevolezza.
Lavora tra Italia e Spagna: ha notato differenze significative nel modo di intendere la cura dentale?
In realtà ci sono molte affinità, soprattutto nella ricerca di un’estetica naturale e non artefatta. La vera differenza è nel modello organizzativo: in Spagna si lavora più in squadra, in Italia c’è ancora una forte impronta individuale. Credo che il futuro sia nel lavoro multidisciplinare.
Guardando avanti: quali innovazioni cambieranno il settore nei prossimi anni?
Il digitale, senza dubbio. Scanner intraorali, intelligenza artificiale, pianificazioni 3D: tutto questo renderà le terapie più rapide, più precise e più predicibili. La figura del medico non verrà mai sostituita, ma sarà potenziata da strumenti straordinari. E i pazienti ne beneficeranno con cure più sicure, meno invasive e, magari, anche più rapide.
Intervista a Dr. Giulio Papa di PDS DENTAL CARE
Redazione The Digital Moon
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