Intervista a Daniele Del Basso: La passione per il calcio
Intervista a Daniele Del Basso: La passione per il calcio
TDM: Fiorentino doc, classe ’97 e visceralmente innamorato del pallone fin da quando trascorrevi le estati da bambino a giocare ovunque con gli amici, ti definisci una persona solare, precisa e con il bicchiere sempre mezzo pieno. Da dove nasce questa tua travolgente passione per il calcio, oltre al tuo viscerale amore per il Milan nato proprio nei momenti più intensi e dolorosi come la finale di Istanbul 2005?
Il mio amore per il calcio è nato nel momento in cui mi è stato regalato il primo pallone da calcio, era uno della Champions League. Ne ho collezionati tantissimi. Anzi, collezionati per modo di dire perché spesso finiva che ne dovevo comprare un altro perché o si bucava o finiva su un albero. Darei tutto per poter tornare a quei tempi spensierati in cui dai miei nonni a Prato giocavo tutti i giorni tutto il giorno per tutta l’estate a calcio con i miei amici. Ogni posto era buono per trasformarlo in un campo da calcio, dal cemento alla terra. Adesso mi dispiace veramente tanto vedere i parchi vuoti, perché nessun bambino va più a giocare a pallone così (o almeno nella maggior parte dei casi).
Quindi, la mia passione per il calcio è nata giocandoci, col pallone tra i piedi. E poi mi sono innamorato del rossonero del Milan. La finale del 2005, fortunatamente non l’ho accusata così tanto perché comunque ero molto piccolo e di conseguenza ci sono riuscito a passarci sopra in maniera abbastanza semplice. Oggi sicuramente non andrebbe nella stessa maniera! Però mi ha fatto anche capire più avanti che il Milan è una squadra coi contro coglioni che nonostante una sconfitta del genere due anni dopo, mantenendo più o meno gli stessi giocatori ha vinto e ha preso la sua rivincita ad Atene con il mio idolo e il mio preferito di quei tempi: super Pippo Inzaghi.
TDM: Nel mondo del giornalismo e della divulgazione sportiva moderna, icone e punti di riferimento amati dal pubblico — pensiamo alla capacità di raccontare storie ed emozioni di Federico Buffa o al dinamismo dei grandi creator del calcio digitale — hanno dimostrato che la passione e la competenza possono trasformarsi in un linguaggio unico. Guardando al tuo approccio genuino, analitico e mai banale, quanto ti senti vicino a questo modo di vivere e raccontare il calcio a 360 gradi?
Io mi sento molto vicino a questo mondo, diciamo al mondo dei veri e propri professionisti di gente che lavora in questo settore in aziende di alto livello di élite. Non è presunzione però la sicurezza che ripongo nelle mie capacità mi fa pensare che un’occasione a quel livello se mi venisse data sicuramente non la fallirei e farei una “buona impressione”. Sto sempre coi piedi per terra, però per questo argomento sono completamente sicuro delle mie capacità e delle mie doti, anche se talvolta sbaglio, ma penso sia normale perché nessuno come dico sempre ha la sfera di cristallo. Sono convinto di avere tutte le competenze necessarie per poter arrivare a parlare a questi livelli. E ripeto, non è presunzione: è sicurezza di sé e delle proprie capacità.
Spero tanto che un giorno riuscirò a mettermi in gioco anche a questo livello. È uno dei miei sogni.
TDM: La svolta nella tua vita digitale è arrivata il 5 novembre 2022 durante gli studi universitari, quando, dopo aver seguito un consiglio sbagliato di un famoso fantacreator, hai deciso di metterti in gioco e fondare la tua pagina Instagram @fanta.passion. Come è nata la scintilla di dire “posso farlo molto meglio io” e quale è stato il segreto per trasformare quella delusione in un progetto di enorme successo?
Non me lo scorderò mai: un personaggio molto importante e conosciuto era in live e io gli chiesi se mettere Morata della Juve o Correa dell’Inter. Mancava pochissimo all’inizio della giornata e io prima di questa domanda avevo schierato Correa. Faccio la domanda in live e questo ragazzo mi dice di mettere Morata. Lo ascolto e a fine giornata Morata 5,5 e Correa 13,5 (doppietta vs Udinese). In quel momento ho pensato semplicemente a questo: “se una persona del genere si mette a dare consigli al Fantacalcio, perché non li posso dare io che probabilmente ne so anche di più?”. Ed eccomi oggi dopo quasi quattro anni a parlare ancora di calcio e di Fantacalcio, e parlerei per giornate intere di questi argomenti.
Quindi anche qui tengo a ribadirlo: è stata una scelta fatta sia per rabbia, ma anche perché non potevo pensare che una persona così stesse dando consigli al Fantacalcio e io invece stavo lì a dargli ascolto e a lasciare bonus in panchina. Anche in questo caso, non è stata una scelta basata sulla presunzione di saperne di più, ma sia dalla voglia di mettermi in gioco, sia perché ero sicuro delle mie capacità ed ero convinto di saperne di più.
Ancora oggi lui lavora per una pagina di Fantacalcio che ha più follower della mia, ma come dico sempre non c’entrano i follower e questo penso che sia sotto gli occhi di tutti. Io penso che molte delle mie scelte che mi hanno fatto arrivare qua, anche se so benissimo che ho ancora una montagna da scalare, nascano dal fatto che sono sempre convinto che se una persona è in grado di fare una determinata cosa — che non sia impossibile o che debba aver bisogno assolutamente di determinate caratteristiche magari fisiche — allora so di essere in grado e so che posso riuscirci pure io.
TDM: In un settore competitivo come quello del Fantacalcio, trovare il perfetto equilibrio tra ironia, analisi precisa e vicinanza ai fantallenatori è la chiave vincente. Nel tuo quotidiano, come riesci a mantenere questa filosofia dell’equilibrio — senza prenderti mai troppo sul serio ma affrontando l’analisi delle partite e dei consigli con il massimo della professionalità?
Mi prendo sul serio e mi arrabbio un sacco le volte in cui sbaglio a dare consigli, perché veramente io ci tengo a far vincere gli altri e sono felice un sacco quando so che gli consiglio un giocatore che loro avrebbero lasciato in panchina e quello fa bonus. Io vivo in maniera molto intensa il Fantacalcio, anche quando non è il mio. Chi mi segue da tanto sa che non sto inventando niente e soprattutto sa che uno dei miei motti è quello di rispondere a tutti e risolvere i loro dubbi. E ci sono state delle volte in cui mi sono arrabbiato più io ad aver sbagliato consiglio piuttosto che il ragazzo che mi ha ascoltato e di conseguenza ha lasciato in panchina il bonus.
Per quanto riguarda l’aspetto della professionalità, io sono fatto così perché di base sono una persona che si prende cura e tiene tantissimo sia ai progetti personali sia a qualunque altra cosa che mi riguarda, non prendo mai niente sottogamba. Se me la vivo in “modo tranquillo” è solamente perché dopo un’analisi e una panoramica so che è un qualcosa da poter prendere in maniera tranquilla perché non è nulla di complicato e soprattutto non è mai niente di impossibile da fare. E poi diciamo le cose come stanno: il calcio è un gioco e deve rimanere tale, non si può prendere così tanto sul serio, almeno non noi che siamo tifosi o Content Creator o opinionisti.
TDM: Consideri fanta.passion come un vero e proprio “figlio” e hai dichiarato di aver puntato tutto su questo progetto affinché diventi al 100% il tuo futuro lavorativo. Dopo tutte le soddisfazioni che ti sei già tolto, quali sono i prossimi traguardi che desideri raggiungere con la tua community e dove vedi il futuro del tuo canale?
Mi sono già tolto delle soddisfazioni in questi anni: un mio grande obiettivo era quello di essere invitato a delle partite allo stadio e la scorsa stagione sono potuto andare due volte a Como e una volta a Parma a vederli giocare. Quest’anno invece tornerò a Parma a vedere le partite di cartello. Io ho un’estrema voglia di parlare di questioni riguardanti il calcio e il Fantacalcio ed esprimere le mie opinioni sempre in maniera tranquilla e rispettosa davanti a un grandissimo pubblico o sul grande schermo.
Pensa che pochi mesi dopo aver aperto la mia pagina mi scrisse un ragazzo che lavorava a RTL 102.5 perché voleva che facessi degli interventi sul Fantacalcio in live video. All’inizio non ci ho creduto e pensavo fosse uno scherzo, poi lui mi ha detto che era tutto vero e mi sono buttato e ho detto sì, perché no… o meglio ho detto “finalmente posso parlare di calcio” e “poi sennò che l’ho aperta a fare questa pagina?”. C’era un po’ di paura perché era la prima volta, ma c’era troppo entusiasmo e troppa voglia di mettermi in gioco; infatti, dopo quella puntata ho fatto numerosi interventi sempre con loro durante il campionato.
Questo è il mio sogno: poter parlare di calcio davanti a un grande pubblico. Se poi sbagliassi una scelta me ne assumerei la responsabilità come sempre, però vorrei che mi venisse data più importanza, anche perché personalmente mi reputo una persona che di calcio se ne intende e in questi anni ne ho avuto spesso la riprova. Piano piano spero di riuscire a scalare questa enorme montagna e di arrivare sulla vetta, finendo a parlare di calcio e Fantacalcio in qualche studio televisivo di rilievo o podcast importante. Probabilmente non ho giocato a calcio abbastanza da piccolo perché continuo ad avere una gigantesca fame di pallone anche oggi che ho quasi 29 anni.
Resto sempre qui, piedi per terra, e casomai non dovesse andare comunque mi sarò divertito tantissimo con la mia pagina che mi ha permesso di imparare tante cose nuove, ma soprattutto di poter vivere esperienze stupende, sperando ce ne siano tante altre e ancora più belle nel mondo del calcio. Io sono sempre pronto a mettermi in gioco e non dirò mai di no. Amo troppo questo sport e questo mondo.
Daniele Del Basso
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Redazione The Digital Moon
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