Intervista a Claire Airchinsky: L’ascolto e il benessere autentico per i nostri cani
Intervista a Claire Airchinsky: L’ascolto e il benessere autentico per i nostri cani
Il tuo percorso è stato ricco di tappe apparentemente lontane tra loro: dall’ingegneria aerospaziale al lavoro a Londra, dalla musica allo yoga e alla mindfulness, fino al trasferimento a Lipsia. Come sei riuscita a trasformare quella che inizialmente ti sembrava una mancanza di direzione in una risorsa preziosa per il tuo approccio alla naturopatia animale?
Ad essere sincera, per molto tempo non sono riuscita a trovare un filo logico nel mio percorso. Solo di recente, grazie a tanto lavoro su me stessa, ho capito che forse sarebbe stato meglio smettere di cercare una direzione unica e provare a capire cosa avessero in comune tutti i percorsi che ho seguito.
Mi sono resa conto che, anche se cambiavano gli ambiti, alcune cose tornavano sempre: la curiosità, il bisogno di capire come funzionano le cose, l’interesse per le persone e per il loro benessere, e soprattutto il desiderio di fare un lavoro che avesse un significato. Ho smesso di considerare le mie esperienze precedenti come qualcosa da lasciarmi alle spalle e ho iniziato a usarle come strumenti. Oggi, nella naturopatia animale, mi ritrovo a mettere insieme proprio questi pezzi: analizzare, osservare, fare domande, ascoltare e cercare connessioni che non sono sempre evidenti a prima vista.
L’arrivo della tua cagnolina Neve è stato il vero punto di svolta che ha unito tutti i tasselli del puzzle. Cos’ha cambiato in te il vivere al suo fianco e in che modo ha guidato la nascita del tuo progetto The Shared Path?
Vivere accanto a Neve ha cambiato il mio modo di vedere non solo i cani, ma anche il mondo in generale.
Fin dal primo giorno insieme sono sempre stata molto curiosa nei suoi confronti. Non avendo mai vissuto con altri cani prima, ero ignorante su molte cose, e lei mi ha spinta a farmi tantissime domande, a informarmi, a studiare.
Ho capito quanto facilmente tendiamo a guardare i cani attraverso una lente umana, decidendo per loro cosa fare, come comportarsi e di cosa abbiano bisogno. Neve, invece, mi ha insegnato che il benessere, quello vero, passa anche dalla possibilità di scegliere, di esprimersi e di sentirsi compresi.
Il mio progetto, The Shared Path, nasce proprio da qui: dall’idea di non fare un percorso per il cane, ma di imparare a camminare insieme a lui.
Nel mondo della nutrizione e del benessere canino spesso ci si imbatte in soluzioni standardizzate, mode del momento e tanto marketing. Che cosa significa davvero, secondo la tua visione, mettere al centro il cane e rispettare la sua reale natura?
Significa prima di tutto considerare ciascun cane come un individuo senziente unico, con una sua personalità, dei gusti ben definiti e un modo unico di stare al mondo.
Il tuo metodo unisce l’osservazione, la lentezza e la costruzione di un percorso consapevole insieme ai proprietari. Quanto conta la relazione e la sensibilità della persona che vive con il cane nel successo di un riequilibrio naturopatico o nutrizionale?
Conta moltissimo, perché il cane non vive separato dalla persona che se ne prende cura. Il modo in cui lo osserviamo, interpretiamo i suoi segnali e prendiamo decisioni per lui influenza inevitabilmente il suo benessere. Il fulcro del mio lavoro è aiutare la persona a sviluppare gli strumenti per capire meglio il proprio cane.
Con The Shared Path accompagni le persone a guardare i propri compagni a quattro zampe con occhi nuovi. Qual è il messaggio più importante o la presa di consapevolezza che speri di trasmettere a chi si affida alla tua consulenza?
Se dovessi riassumerlo in una sola cosa, spero di trasmettere l’idea che il cane non è un elemento da correggere o da adattare alle nostre esigenze, ma un individuo da comprendere e da rispettare nella sua natura.
Claire Airchinsky (The Shared Path)
Intervista a Claire Airchinsky: L’ascolto e il benessere autentico per i nostri cani
Redazione The Digital Moon
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