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Intervista ad Erika Agostino: Tra bellezza e viaggi in solitaria

Intervista ad Erika Agostino: Tra bellezza e viaggi in solitaria


Hai iniziato nel 2011 con il tuo blog di bellezza e moda quando questo lavoro era appena nato, soprattutto in America e su YouTube: com’è stato cavalcare l’onda tra i primi in Italia e vedere quel blog trasformarsi solo dopo in un vero lavoro?

È stato un viaggio folle e bellissimo! Nel 2011 non c’erano manuali, agenzie o strategie preconfezionate: ci inventavamo tutto giorno per giorno, guidate solo da una grandissima passione. Io seguivo le blogger americane e mi sono detta: “Perché non farlo anch’io?”.

Così è nato Makeup Fun, il mio primissimo blog. All’epoca c’era un legame super genuino con chi leggeva, mentre oggi con gli algoritmi si è persi un po’ quel contatto diretto. Nel tempo le cose si sono evolute: ho cambiato il nome in Petite Style Beauty per unire il make-up alla moda (quel “petite” è dedicato a noi donne sotto l’1,60 m!), e poi ho aggiunto i viaggi, che oggi amo forse più di tutto. Certo, i blog si leggono molto meno rispetto ad anni fa perché la gente preferisce i video o i contenuti veloci, e oggi il mondo del beauty punta troppo sui ritocchini per correggere i difetti. Ma per me la sfida è rimasta la stessa: non snaturarmi mai per inseguire i numeri o fare la finta per piacere a tutti.


Vivi in Sicilia e dici che le opportunità nel digitale sono meno che al nord o all’estero, anche se le aziende ora si sono aperte di più: come vivi da content creator su Instagram il fare questo lavoro dal Sud?

Vivere e lavorare dalla Sicilia è una scelta di cuore, ma diciamoci la verità: è anche una bella sfida. I grandi brand e gli eventi importanti, come la Fashion Week, sono quasi tutti al Nord o all’estero, quindi per certe cose devo fare i bagagli e muovermi.

Però le cose stanno cambiando. Anche se a livello di opportunità locali siamo ancora un po’ indietro rispetto ad altre zone, per fortuna grazie al web possiamo lavorare ovunque. La Sicilia mi dà un’ispirazione e un ritmo unici che non cambierei con niente al di là del mio mare. Oggi le aziende si sono aperte molto di più alle collaborazioni, e per me fare la creator dal Sud significa proprio questo: dimostrare che la professionalità non ha un CAP e che le distanze, alla fine, contano poco se fai contenuti sinceri.


Tratti moda e bellezza dal tuo punto di vista puntando sulla “bellezza consapevole” smontando bugie e trends del beauty: qual è la bugia più grande che vedi oggi nel settore e che cerchi di smontare?

La balla più grande è che dobbiamo essere perfette e senza difetti, facendoci bombardare da un marketing che ci fa sentire perennemente sbagliate per venderci l’ennesimo barattolo di crema miracolosa. Ti dicono che a vent’anni devi già correre ai ripari o che devi avere la pelle “glassata” e i pori invisibili.

La bellezza consapevole è l’esatto opposto: significa capire cosa ci spalmiamo addosso e smetterla di inseguire standard finti. Lo so, sui social spopolano le vite da favola e le immagini patinate perché la gente vuole staccare la spina dalla routine. Ma io non ce la faccio a cavalcare trend finti solo per fare il botto di visualizzazioni. Preferisco essere me stessa fino in fondo: per me la priorità è dare strumenti veri alle persone, non fare numeri a tutti i costi.


Hai lavorato come receptionist in un 4 stelle, hai vissuto due anni a Londra e ora racconti i viaggi in solitaria: cosa ti ha insegnato viaggiare da sola e come è nato il tuo podcast e libro “Zaino e Rossetto”?

Viaggiare da sola mi ha insegnato l’unica cosa che conta davvero: l’autosufficienza emotiva. Quando ti ritrovi in una grande città straniera o a gestire imprevisti senza una rete di salvataggio immediata, capisci di essere molto più forte e resiliente di quanto pensassi.

Il mio passato nella ricezione alberghiera e i due anni vissuti a Londra mi hanno dato una struttura e un’apertura mentale enormi. Zaino e Rossetto è nato esattamente da qui: dalla necessità di tradurre questa esperienza in uno spazio sicuro, una bussola per tutte le donne che vogliono esplorare il mondo senza aver paura della propria ombra.


Dici che Zaino e Rossetto non è solo una guida ma uno spazio sicuro per riscoprire quanto sia rivoluzionario scegliere sé stesse e che la destinazione più bella è la donna che impariamo a essere lungo la strada: cosa diresti a chi rimanda la propria vita aspettando il momento perfetto per partire?

Direi di smettere di aspettare il momento perfetto, perché semplicemente non esiste. Rimandare la vita in attesa di avere la coincidenza perfetta, il conto in banca ideale o la compagnia giusta significa delegare la propria felicità agli altri o al caso.

Partire da sola la prima volta fa paura, è innegabile; ma il vero viaggio non è timbrare il passaporto in un nuovo Paese, è scoprire la donna che impariamo a essere lungo la strada, quella che sa badare a se stessa e che non ha più paura di scegliersi.

Erika Agostino


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Redazione The Digital Moon

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