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Intervista a Numa Echos: Tra oscurità sonora e identità artistica multidisciplinare

Intervista a Numa Echos: Tra oscurità sonora e identità artistica multidisciplinare


​​In che modo il tuo background multidisciplinare (musica, poesia, cinema, arte visiva) influenza il concept sonoro di “Descending Consciousness”?  

Descending Consciousness” non rappresenta solamente un concept sonoro ma qualcosa di più evoluto. Il background multidisciplinare sicuramente ha influenzato la mia ultima produzione, non solamente in termini di sound ma anche di liriche, produzione e arrangiamento, così come il contesto sociale ed intellettuale col quale mi confronto. La mia produzione musicale rappresenta ciò che sono, la celebrazione di ciò che mi circonda e apprezzo, la condanna di ciò che disprezzo, la consapevolezza di ciò che non vorrò mai essere. 


​​Il tuo stile attraversa generi come dark, industrial, trip-hop e new wave: come riesci a mantenere una coerenza artistica in questa contaminazione?  

Questi generi sono strettamente connessi tra loro ma anche se parlassimo di stili totalmente distanti sarebbe possibile creare una coerenza artistica. È sufficiente generare la giusta interazione tra elementi dissimili per ottenere un risultato credibile; la giustapposizione non crea contraddizione se linterazione è regolata da criteri logici ed estetici efficaci.


​​I tuoi testi raccontano spesso un mondo “noir” e una società priva di coscienza etica: quanto c’è di autobiografico in questa visione?  

Ogni mia opera ha una matrice autobiografica. Attingo dalle mie emozioni, dal mio vissuto, dal contesto che mi circonda spesso privo di coscienza etica che minduce ad avere una visione noir” del tutto. Nel contempo  tale visione oscura ha un ruolo costruttivo, palesa ambizioni di luce, guarigione e rinascita. 


​Qual è stato il ruolo della collaborazione con artisti come Peter Slabbynck dei Red Zebra nel definire l’identità del tuo ultimo album?  

È stato significativo, complementare alla mia vena creativa. Ogni collaborazione scaturisce da unintesa intellettuale e arricchisce sostanzialmente le mie produzioni senza snaturarle. 


​Dopo esperienze tra live show, DJ set e performance artistiche, quale dimensione senti più rappresentativa della tua espressione artistica oggi?  

Non ci sono dimensioni maggiormente rappresentative. Ad ognuna attribuisco altre dimensioni, ad ogni altra dimensione unalta dimensione, ad ogni alta dimensione innumerevoli espressioni, alle innumerevoli espressioni sconfinate impressioni, alle sconfinate impressioni… visioni.


Intervista a Numa Echos: Tra oscurità sonora e identità artistica multidisciplinare

Redazione The Digital Moon

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