Intervista ad Angelica Vasta: Pole Dance e la ricerca della libertà espressiva
Intervista ad Angelica Vasta: Pole Dance e la ricerca della libertà espressiva
La nascita di Moonchild Angelica, il tuo nome d’arte Moonchild rende omaggio a uno dei brani più celebri dei King Crimson, riflettendo il tuo legame viscerale con la musica. Dopo dieci anni di ginnastica artistica, a 17 anni la pole dance ha stravolto la tua vita diventando il tuo vero linguaggio. In che modo il background della ginnastica si è fuso con la musica per plasmare la tua identità di artista completa?
La ginnastica è stata fondamentale nel mio percorso di atleta. è stato il mio primo amore e il mio primo cuore spezzato perché per una serie di motivi non ho potuto continuare la mia attività da agonista. Peró mi ha insegnato tutto: la disciplina, il sacrificio e la costanza che mi hanno portato tante soddisfazioni anche nella pole.
Il tuo percorso ti ha portata a viaggiare, insegnare e performare in diverse capitali europee e contesti internazionali, con tappe fondamentali come Berlino nel 2019 e successivamente Milano per quasi tre anni. Quanto ha inciso la scena creativa e underground berlinese nel definire il tuo stile espressivo e la tua ricerca di fluidità e flessibilità attraverso la contorsione, il cerchio aereo e le catene?
Berlino é stata una tappa molto importante e significativa del mio percorso. Mi sono trasferita lì appena finita la triennale dopo la perdita di mio padre, cercando di riempire un vuoto che ovviamente non si sarebbe mai piú colmato. In realtá, stavo probabilmente solamente scappando dal mio dolore ma dall’altra parte ho trovato una scena artistica incredibilmente viva e dinamica. Berlino è stato senza dubbio il mio periodo piú florido a livello di creativitá e mi ha regalato delle bellissime persone che mi porto dietro ancora oggi.
Oggi affianchi la carriera da performer a quella di imprenditrice, gestendo insieme alla tua socia Pamela Covelli gli studi di pole dance a Trieste e lavorando all’apertura di una terza sede. Com’è nato questo sodalizio professionale e come riesci a conciliare la visione aziendale con la spontaneità artistica e l’insegnamento sul campo?
Io e Pamela ci siamo conosciute nel 2014 perché frequentavamo la stessa palestra di pole dance, ma ci siamo avvicinate solo nel 2017 quando entrambe lavoravamo nello stesso studio. Da lì è nata prima di tutto una grandissima amicizia: Pamela é da allora una delle mie migliori amiche, una delle persone a cui tengo e che stimo di piú al mondo. Etere Pole Dance nasce in primis con lei, quando nel 2021 ha aperto il suo corso presso la palestra Maxima a Trieste. Successivamente si è espansa e nel 2023 ha aperto la prima sede di Etere. In quel momento io ero in una fase di transizione in cui non sapevo bene che direzione prendere. Dopo molti ripensamenti, ho deciso di lasciare Milano dopo quasi quattro anni e ritornare a Trieste per quello che pensavo sarebbe stato un periodo breve.
Così ho iniziato a tenere qualche classe e poi nel marzo del 2024 si stava paventando l’idea di una seconda sede, ma per gestirne due Pamela avrebbe avuto bisogno di un aiuto in più e cosí ho deciso di tornare definitivamente a casa e affiancarla in questa avventura ma lei rimane sempre il cuore pulsante e le fondamenta di Etere. In pochi anni è riuscita a costruire una bellissima realtá in un ambiente un po’ ostico come quello triestino, fatta di solidarietá, professionalitá e rispetto sia tra colleghi che alliev*. Mi ritengo incredibilmente orgogliosa e onorata di far parte di un progetto simile: insieme, stiamo creando tutto quello che in passato ci è mancato e che possiamo finalmente trasmettere alle nostre allieve.
Non è sempre facile per me conciliare i due lati del mio lavoro, che sono anche i due lati del mio carattere: quello che mi porta a viaggiare lontano e quello che mi richiama a casa, ma quando questo avviene é sempre grazie a Pamela e al resto del nostro meraviglioso team.
Attraverso workshop dal vivo e percorsi di coaching online segui allievi da ogni parte del mondo. Nel tuo approccio didattico vai ben oltre la pura esecuzione tecnica: qual è il percorso che proponi per guidare le persone a superare i propri limiti fisici, riscoprendo la forza e la connessione profonda con il proprio corpo?
Quello che mi interessa in primis è far riscoprire la fiducia nel proprio corpo e nelle proprie capacità. Non sono mai stata una di quelle insegnanti che non vuole dare troppo per tenersi gli alliev* legati a lei. Al contrario, voglio dare alle persone che si affidano a me tutti gli strumenti necessari affinché diventino autonom, liber e curios* di esplorare quello che il loro corpo permette loro di fare.
Nella tua visione, il movimento è un veicolo di espressione, empowerment e autentica libertà. Se dovessi riassumere il messaggio principale che desideri lasciare sul palco durante una tua performance o a un allievo durante una lezione, quale sarebbe la sensazione più profonda che ti auguri riescano a portare con sé?
Con il mio lavoro, sul palco e nelle classi, spero di far ricordare a chi mi guarda che l’essere umano è una creatura incredibilmente stratificata e in continua evoluzione. La sensualitá é ovviamente una grande parte del mio mondo, del mio lavoro e del mio essere in generale ma questa non deve diventare un’etichetta o una gabbia. Spero che, dopo una mia classe o un mio spettacolo, i miei alliev* si sentano un po’ piú liber* di esprimersi completamente e senza timore del giudizio altrui.
Angelica Vasta | Ig: @moo0nchild
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Redazione The Digital Moon
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