Pasquale Danise: Dall’ingegneria all’esplorazione urbana
Pasquale Danise: Dall’ingegneria all’esplorazione urbana
Ciao Pasquale, per tutti Ale! Dividi la tua quotidianità tra il rigore degli studi in ingegneria e la creatività come videomaker. In che modo la forma mentis analitica della facoltà universitaria ti aiuta nella pianificazione tecnica, nel montaggio e nella gestione del tuo canale?
Ingegneria e videomaking sembrano due mondi opposti, ma in realtà si completano perfettamente. La facoltà ti insegna il problem solving e la disciplina: quando pianifico un’uscita, una ripresa o la gestione di un progetto, il mio approccio è sempre molto analitico. Nel montaggio, ad esempio, l’organizzazione della timeline, la gestione dei flussi di lavoro, la sincronizzazione dell’audio e lo studio delle metriche e dell’algoritmo beneficiano tantissimo di questa struttura mentale. La creatività ci mette la magia e l’emozione, ma la forma mentis da ingegnere è ciò che mi permette di trasformare un’idea in un contenuto solido, pulito e ben eseguito.
Il tuo percorso nasce attorno alla passione per l’Urbex, un mondo affascinante ma complesso. Cosa si nasconde davvero dietro le quinte di un’esplorazione in termini di preparazione, rispetto per la memoria dei luoghi e attenzione alla sicurezza?
L’Urbex non è semplicemente “entrare in un posto abbandonato con una telecamera”. C’è un grande lavoro alle spalle che il pubblico non vede: dalla ricerca sulla storia della struttura, lo studio della logistica, la mappatura degli accessi e la valutazione dei rischi ambientali. La sicurezza viene prima di tutto, motivo per cui non si va mai allo sbaraglio. C’è poi una regola d’oro che guida ogni mia esplorazione: scatta foto e video, lascia solo impronte. C’è un profondo rispetto per la memoria di quei luoghi; l’obiettivo è raccontarli e documentarli mantenendo intatta la loro atmosfera, senza mai deturparli. È una scarica di adrenalina mista a una sorta di archeologia moderna.
Negli anni hai saputo ampliare la tua proposta integrando fitness, motovlog e contenuti lifestyle. Come è avvenuto il passaggio da una nicchia specifica come l’Urbex alla costruzione di un brand personale a 360°? e come ha accolto la community questa evoluzione?
È stato un passaggio molto naturale. L’Urbex è stata la scintilla che ha fatto conoscere il mio canale, ma alla fine le persone si affezionano alla persona, non solo al singolo format. Ho voluto iniziare a mostrare tutte le sfaccettature della mia vita quotidiana: la passione per il fitness e l’integrazione, i viaggi in moto e i momenti di puro intrattenimento e comicità. La community ha accolto benissimo questo cambiamento perché ha visto un’evoluzione autentica. Mostrare chi sono a 360° mi ha permesso di creare un legame molto più forte e diretto con chi mi segue, trasformando il canale in una vera e propria piazza di condivisione.
Sempre più spesso ti cimenti in collaborazioni con altri creator, sfide e partnership con vari brand. Qual è la chiave per integrare sponsorizzazioni e format di intrattenimento mantenendo intatta la tua autenticità?
La chiave è una sola: la selezione e la trasparenza. Collaboro ed integro nei miei video soltanto brand o prodotti che utilizzo davvero nella mia vita di tutti i giorni (che si tratti di integrazione sportiva, tech per i video o prodotti per la routine quotidiana). Quando proponi qualcosa in cui credi sinceramente, la sponsorizzazione non risulta mai “forzata” o calata dall’alto, ma diventa un consiglio naturale all’interno del contenuto. Stessa cosa per le collaborazioni con altri creator: quando ci si diverte sul set in modo spontaneo, come nelle sfide o nei format di gioco, il pubblico lo percepisce subito e si diverte insieme a noi.
Tra progetti imminenti e nuovi format in cantiere, quali sono le prossime novità che stai preparando per il canale e come vedi il tuo futuro nel mondo della produzione di contenuti?
Sto lavorando a diversi format nuovi che uniscono l’intrattenimento dinamico, il lifestyle e la produzione video di alto livello. Continuerò a portare contenuti legati all’esplorazione e ai viaggi, ma alzando sempre di più l’asticella sulla qualità visiva, sfruttando al massimo attrezzature, telecamere, audio e riprese aeree in FPV per dare un impatto sempre più cinematografico. Per il futuro vedo un percorso in continua crescita: voglio consolidare la mia presenza come creator, espandere il mio brand personale e continuare a sviluppare progetti di produzione video a 360°, dimostrando che con la giusta dedizione si possono unire passioni, competenze tecniche e creatività senza porsi limiti.
Intervista a Pasquale: Dall’ingegneria all’esplorazione urbana
Redazione The Digital Moon
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